CRONACAPRIMO PIANO

In Soprintendenza l’ultimo passaggio per il “nuovo” Pio Monte

L’ente morale chiede il nulla osta per l’utilizzazione del complesso immobiliare come struttura alberghiera

Il Pio Monte della Misericordia chiede alla Soprintendenza il nulla osta per l’utilizzazione come albergo del complesso monumentale casamicciolese. L’ente morale, incassato l’assenso informale del Comune di Casamicciola, si è così rivolto alla massima autorità in materia paesaggistica per ottenere il via libera, che non necessita di alcun cambiamento al progetto già redatto per il restauro e la ristrutturazione del complesso immobiliare da decenni in stato di abbandono. In una missiva inviata giorni fa alla Soprintendenza, il Pio Monte aveva ricordato che il progetto risulta approvato dall’ente di Piazza Plebiscito con destinazione ad albergo ai senti dell’articolo 21 del D.Lgs 42/2004, anche se la successiva autorizzazione paesaggistica arrivata a febbraio scorso non prevedeva il cambio di destinazione d’uso della categoria C5, cioè quale “stabilimento di acque curative e balneari senza fine di lucro”.

Un vincolo che avrebbe potuto compromettere gli investimenti degli imprenditori disposti a rilevare la gestione del complesso per farne una struttura alberghiera di lusso. Di conseguenza l’ente “nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni di cui alla precedente approvazione – continua la nota – quindi senza richiedere alcuna modifica rispetto ai grafici a suo tempo approvati, fa richiesta di nulla osta circa la sua utilizzazione come albergo e complesso termale, senza i limiti indicati nell’autorizzazione paesaggistica rilasciata in data 7 febbraio 2020 con protocollo numero 1832-2020. Peraltro la categoria catastale non ha alcun rilievo con il restauro del Monumento né con questioni ambientali o paesaggistiche”. Fra l’altro lo stesso Pio Monte oltre un mese fa sottolineò che secondo l’articolo 23 ter del Dpr 380/2001 la variazione della destinazione d’uso deve necessariamente essere ritenuta come mutamento irrilevante, in quanto “interno” alla stessa categoria funzionale prevista dalla norma citata.

L’ente chiede di superare le limitazioni contenute nell’autorizzazione paesaggistica, che prescrivevano l’uso come “stabilimento senza fine di lucro”. Una modifica che non comporta variazioni dal punto di visto paesaggistico né modifiche al progetto approvato

In pratica, visto che dal punto di vista paesaggistico non cambia nulla, l’assenso della Soprintendenza sembra quasi scontato. Dopo tale nulla osta, resterà da effettuare un passaggio in consiglio comunale, per decidere se scegliere la strada del permesso a costruire convenzionato, oppure quella della variante al Piano regolatore generale, visto che non si modificherebbe alcuna volumetria e quindi non servirebbe la deroga al Prg. In ogni caso comunque il Comune darà modo al Pio Monte di avviare la realizzazione del progetto, firmato dall’architetto Massimo Pica Ciamarra.

Tramite l’affidamento a una cordata d’imprenditori, e con un investimento di oltre 50 milioni, la struttura ormai in rovina da mezzo secolo potrebbe finalmente risorgere, diventando un resort extralusso. Come molti ricorderanno, le fasi e le tempistiche dell’operazione erano state delineate nel corso di un incontro tra i vertici del Pio Monte della Misericordia e dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovan Battista Castagna, svoltosi quasi due anni, lontano dai riflettori, all’interno di una saletta dell’Hotel Cristallo. Il progetto prevede interventi rientranti nelle tipologie del “restauro e risanamento conservativo”. Pertanto alcune opere saranno demolite; le finestre saranno ripristinate. Particolare attenzione dovrà essere data alla tecnologia di ricostruzione delle pareti ed alle capriate in legno e ferro. L’impostazione del progetto è nell’ottica del “restauro” con demolizione degli elementi realizzati abusivamente e introduzione di tecnologie idonee in grado di adeguare la struttura alle esigenze impiantistiche, di sicurezza, all’eliminazione delle barriere architettoniche per destinarla a “Albergo e Complesso termale”, funzione analoga a quella originaria.

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Il progetto, così come pensato dallo studio dell’architetto Pica Ciamarra, reinterpreta l’immagine originaria del complesso utilizzando le tracce ancora presenti e tutto il materiale iconografico di archivio: grafici originari relativi alle strutture metalliche ed in legno, fotografie storiche dei diversi ambienti (oratorio, dormitori, refettori, sale per i bagni) per riproporre, in tutti gli spazi esterni ed in buona parte di quelli interni un’immagine sostanzialmente coerente con i caratteri originari del complesso per i materiali di finitura. Oltre all’attività alberghiera che verrà svolta dalla società che gestirà il complesso, l’ente Pio Monte ha ribadito che gli utili derivanti da tale concessione saranno impiegati per proseguire le attività benefiche che rappresentano lo scopo statutario dell’ente morale.

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