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«Io, no vax pentito: così ho rischiato di morire col covid»

Intervista esclusiva de Il Golfo a Italo Villani, dipendetne della Ischia Servizi che ha sconfitto il virus dopo averlo sfidato ma che ha passato davvero momenti drammatici. E che adesso, memore della sua esperienza, lancia un appello accorato

DI MARCO D’AMBRA

Una storia a lieto fine che oggi il dipendente può raccontare. L’inferno, il caschetto e poi il miracolo. Tutto questo, naturalmente, dopo aver contratto il covid. Parliamo di Italo Villami, dipendente della società partecipata Ischia Servizi (o Ischia Ambiente, per meglio intenderci) che oggi è tornato a casa e sta bene. Italo ha vissuto un autentico incubo dopo essere stato anche un dichiarato no vax. Il Golfo lo ha incontrato per un’intervista esclusiva davvero tutta da leggere.

Italo come stai?

«Ora bene, mi sto riprendendo lentamente, piano piano sto riacquistando le forze. Il recupero sarà lento e a lungo termine ma il peggio è passato.

«I miei familiari, tutti non vaccinati, dopo una nottata passata con la bombola d’ossigeno, vedendo che peggioravo, mi hanno subito portato in ospedale. Mi hanno fatto il tampone, positivo, e trasferito nel reparto covid. Così è iniziato il mio calvario, che non auguro nemmeno al peggior nemico»

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Come hai scoperto di essere positivo?

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«E’ iniziato tutto con un po’ di febbre, man mano che passavo i giorni, stavo sempre peggio, il respiro sempre più corto. I miei familiari, tutti non vaccinati, dopo una nottata passata con la bombola d’ossigeno, vedendo che peggioravo, mi hanno subito portato in ospedale. Mi hanno fatto il tampone, positivo, e subito trasferito nel reparto covid. E lì è iniziato il mio calvario, che non auguro a nessuno, nemmeno al peggior nemico».

Come hai trascoroso i 20 giorni di degenza?

«I primi cinque a pancia sotto e con il caschetto. Vicino a me anche mia madre, anche lei positiva. Mi hanno riscontrato una polmonite bilaterale interstiziale, il caschetto è stata la mia salvezza. Il medico, che ringrazio ed elogio tantissimo, Roberto Allocca, mi ha detto appena sono arrivato in ospedale che le strade erano due: o il caschetto o intubato in rianimazione. Mi è andata bene. Voglio approfittare di questa intervista per ringraziare tutto il personale del reparto covid del Rizzoli di Lacco Ameno, Caterina, Maria, Rosario, Luigi, Paola ed Anna, sono stati i miei angeli custodi per tre settimane. Siamo fortunati ad averlo l’ospedale, credetemi».

Tu sei un no vax, rimani ancora su questa linea?

«Assolutamente no. Questo virus uccide. Fortunatamente con le cure, oggi hai una buona percentuale di farcela ma il vaccino resta l’unica soluzione percorribile. Ho fatto una “cazzata” a non vaccinarmi. Non ascoltate le “stronzate” che pubblicano su facebook, l’ho sperimentato sulla mia pelle. Vaccinatevi, vi prego!».

Dopo quest’esperienza credo che la tua vita abbia preso un’altra strada, come t’immagini il futuro?

«Sono stato un miracolato, poteva andare diversamente, la mia vita sarebbe potuta finire in quel letto d’ospedale. Forse, qualcuno (parla del padre, tatuato sul braccio), ha fatto i salti mortali lassù per tenerci in vita, io e mia madre. L’angelo in assoluto è lui. La vita è cambiata sicuramente, un’esperienza questa che ti segna profondamente e ti riavvicina ai valori che tutti dovremo avere e rispettare. Non sono piu’ l’Italo di una volta, quell’uomo è cresciuto, migliorato e sicuramente apprezza molto di piu’ le cose piu’ banali della vita. Prima davo per scontato tutto quello che avevo, adesso non è piu’ così. Oggi ci sei e domani sei all’altro mondo. Ho pregato tanto Padre Pio, la fede mi ha aiutato a superare i momenti critici di questa dura esperienza. La mattina quando mi sveglio la prima cosa che faccio è il segno della croce e ringrazio Dio per avermi dato un giorno in piu’ di vita. Vaccinatevi, non fate come me, il vaccino ti salva la vita».

«Questo virus uccide. Fortunatamente con le cure, oggi hai una buona percentuale di farcela ma il vaccino resta l’unica soluzione percorribile. Ho fatto una “cazzata” a non vaccinarmi. Non ascoltate le “stronzate” che pubblicano su facebook, l’ho sperimentato sulla mia pelle. Vaccinatevi, vi prego!»

Dopo queste parole il nostro Italo scoppia in lacrime, un pianto liberatorio che coinvolge anche chi sta scrivendo. Questo è il covid, silenzioso, inesorabile, ti penetra dentro e ti rivolta la tua vita in un attimo. Alla fine sconfiggeremo il male del ventunesimo secolo. Dobbiamo vincere questa guerra, per i nostri figli, per le generazioni future e per chi non c’è più. Italo Villani è ancora tra noi, e ci resterà per lunghissimo tempo. Auguri amico e collega, che la vita ora ti sorrida sempre!

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Rossy

Ciao Italo, mi fa piacere che ce l’hai fatta. Hai detto che eri un no vax ed ora non lo sei più. Nell’articolo hai detto che la tua famiglia non è vaccinata. È proprio vero che per capire le cose bisogna passarci, provarle sulla propria pelle è tutta un’altra cosa. Ora stai dicendo a tutti, vaccinatevi. Ho letto sul quotidiano che a Roma c’è una manifestazione per i no vax e guarda un po’ partecipa pure Ischia. Non c’è speranza.

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