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Ischia, alla ricerca della piscina perduta

Ischia – Continua senza sosta il sogno di chi vorrebbe presto ritornare ad allenarsi in acqua. Vi abbiamo parlato qualche giorno fa della situazione “piscina comunale” che, alla riapertura di un nuovo anno sportivo ha fatto trovare le sue porte chiuse  a quanti volevano tornare ad allenarsi per presentarsi alle nazionali di nuoto e vincere qualche medaglia. I lavori di ristrutturazione che sarebbero dovuti  terminati per il mese di settembre sono invece iniziati qualche settimana fa e, dinanzi all’urgenza di volersi riallenare, tutti gli appassionati e gli amici di questa disciplina si sono uniti in un gruppo facebook “una piscina comunale a Forio o a Serrara, quando?”. In poco tempo gli utenti della pagina hanno quasi superato i mille – ad oggi ne sono iscritti e partecipano attivamente alla discussione 1781 – e ci dicono che i lavori di ristrutturazione alla piscina comunale potrebbero terminare con l’inizio del nuovo anno, troppo tardi per chi sogna di raggiungere un podio nazionale. Tra i più attivi di coloro che tentano il tutto è per tutto per avere uno specchio d’acqua  dove poter tornare ad allenarsi ci sono Agnese Trofa della A.S.D, L&A Polisportiva e Luca D’Ambra insieme a tanti altri che offrono, giorno per giorno, la loro adesione e disponibilità.  La sensibilizzazione a questa battaglia ha coinvolto molti, alcuni tra gli albergatori dell’isola hanno dato disponibilità delle loro piscine che però, il più delle volte, non presentavano dimensioni adatte, non avevano una copertura, necessaria di questi tempi,  o erano poco fruibili a causa dell’eccessiva presenza di acqua termale. A scrivere sul gruppo facebook anche l’azienda Mastro Legno che si è resa disponibile a sponsorizzare la realizzazione di una piscina, «siamo a disposizione – scrivono, infatti, sul gruppo facebook –  per qualsiasi informazione o chiarimento per progettare insieme e poi, realizzare». Una piscina adatta per potersi allenare, anche il minimo indispensabile, dovrebbe avere acqua potabile, una temperatura tra i  27° e i 28°,  una lunghezza dai 15 ai 20 metri e soprattutto, la copertura. «Abbiamo chiesto anche alla signora Lucia proprietaria dei Poseidon – ci ha detto Luca D’Ambra – e si è  resa disponibile ma è ormai scoraggiata dal sistema isolano del gestire le cose. Tuttavia, non vogliamo farci rubare la speranza. Le soluzioni ci sono per affrontare questo problema e insieme riusciremo a trovarle. Siamo davvero in tanti a volere una nuova struttura dove poter nuotare». Anche se il “sogno nazionali” sembra allontanarsi sempre più, le scadenze sono vicine e chi vi parteciperà dalla terreaferma ha già iniziato ad allenarsi, continuano a rincorrersi storie di chi, grazie al nuoto, ha affermato il proprio essere come Maria che scrive «pratico il nuoto da circa 8 anni, per me abbandonarlo è una cosa difficilissima perché il nuoto per me non è solo uno sport ma qualcosa di più. Avete presente il riflesso della luce sull’acqua, le bolle d’aria, il respiro corto, il delfino tirarsi alla corsia, i fischi, il cronometro? E poi, avete presente la passione la fatica, la forza, il coraggio, la competizione? E ancora la partenza, gli occhialini pieni di acqua, bere in virata, arrivare con una mano sola? I sogni, il sacrificio, lo spirito di squadra, le soddisfazioni, la libertà ? Ecco questo è NUOTO. Il nuoto per me e tutto. Le emozioni che senti, quando stai in acqua sono indescrivibili … Tutte quelle volte che mi lamentavo per le troppe vasche e ora che mi mancano da morire tutte quelle ore mi hanno insegnato che non bisogna mai accontentarsi, andare avanti significa superare i propri limiti, passo dopo passo, bracciata dopo bracciata. Sono rimasta stupita da come abbia imparato ad abituarmi al dolore, e quando il tuo corpo e stanco nuota con il cuore». La  testimonianza di Maria è solo una delle tante che ci fanno capire quanto lo sport sia  importante nella vita di ciascuno e che  la possibilità di allenarsi non dovrebbe essere negata a nessuno. Nel  gruppo di nuotatori ci sono anche tanti ragazzi diversamente abili o con problematiche congeniti che hanno necessità a praticare il nuoto perché un lungo periodo di pausa potrebbe fargli perdere tutto il lavoro fato fin ora. «Molti ragazzi – ci dichiarò Agnese – praticano sport da quando sono piccoli. Il mio gruppo, per esempio, è costituito da ragazzi dai 15 ai 20 anni. Siamo proprio un gruppo-famiglia perché noi non facciamo solo nuoto, ma spesso durante l’anno  organizziamo anche incontri con l’orfanotrofio di Forio, oppure falò durante l’estate. Molti ragazzi hanno anche delle difficoltà che magari sono riusciti a superare proprio grazie allo sport». Il loro desiderio che qualcosa cambi non si placa e noi, con loro, continuiamo a dar spazio a questa buona causa affinché si possa trovare presto la soluzione. E chissà che, leggendo quest’articolo, il proprietario di uno dei rinomati parchi termali ischitani possa rendersi conto di poter offrire piscina e copertura, di quelle utilizzate anche per altri eventi, a tanti aspiranti campioni, due o tre volte a settimana per pochi mesi. Siamo certi che una loro vittoria alle nazionali sarebbe in questo modo la vittoria di tutti.

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