CRONACAPRIMO PIANO

Istruzioni per l’uso per l’isola che verrà

Dentro le pieghe del rapporto redatto dalla BEI che spiega come sarà Ischia nel 2050. Focus mirati e dettagliati su temperatura, pioggia, rischi idrogeologici, alluvioni, incendi boschivi, aumenti del livello del mare, strade, porti e infrastrutture costiere, fornitura di energia, turismo, agricoltura e tanto altro

Come cambierà il clima sull’isola di Ischia da qui al 2050 e in che modo la pianificazione degli interventi post calamità potrà essere orientata con adeguamenti capaci di contenere rischi e vulnerabilità determinati proprio dalle sfide ambientali? Le risposte sono contenute in uno studio innovativo che la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha presentato – come è noto – nella suggestiva cornice dei Giardini Ravino di Forio. Per la cronaca, è la prima volta che uno studio sui cambiamenti climatici viene realizzato con la finalità di guidare la pianificazione degli interventi di ripresa e messa in sicurezza post-calamità, favorendo un indirizzo di sostenibilità e resilienza. Dopo averne discusso fin qui molto in superficie, abbiamo deciso di andare nel dettaglio estrapolando una serie di passaggi che riteniamo significativi dal rapporto della Bei in maniera tale da fornire ai nostri lettori un quadro esaustivo della “Ischia che verrà”. Le proiezioni dei cambiamenti climatici più rilevanti per la nostra isola per il periodo fino al 2050 sono riassunte come segue:

TEMPERATURA – Si prevede che la temperatura media aumenterà tra 1°C (RCP2.6) e 1,8°C (RCP8.5); Il numero di giorni estivi (T > 29,2°C) dovrebbe aumentare in tutti gli scenari di emissione, tra 7 giorni (RCP2.6) e 14 giorni (RCP8.5); Il numero di notti tropicali (temperatura minima > 20°C) dovrebbe aumentare in tutti gli scenari di emissione, tra 21 giorni (RCP2.6) e 36 giorni (RCP8.5).

PRECIPITAZIONI -Non sono previste variazioni rilevanti per le precipitazioni medie giornaliere durante i giorni di pioggia; Le precipitazioni estreme (record annuale di precipitazioni in un giorno) dovrebbero aumentare in tutti gli scenari di emissione, tra 4 mm e 8 mm; La durata dei periodi di siccità (numero di giorni consecutivi di siccità) è prevista in aumento sia con RCP4.5 (+ 3 giorni) che con RCP8.5 (+2 giorni), mentre non si prevedono cambiamenti con RCP2.6.

VENTO – Non sono previsti cambiamenti rilevanti nella velocità estrema del vento (con una piccola diminuzione indicata con RCP8.5).

RISCHI IDROGEOLOGICI – Frane: In base alle proiezioni sui cambiamenti climatici delle precipitazioni, la probabilità di fenomeni franosi dovrebbe variare tra il -15% e il +20% in un regime climatico futuro relativo all’intervallo 2040-2060, a seconda dello scenario climatico applicato. Un aumento più significativo potrebbe essere previsto per eventi molto estremi con un potenziale disastroso, come l’evento del 2022.

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ALLUVIONI – Le precipitazioni estreme con periodi di ritorno tra 5 e 100 anni dovrebbero aumentare tra il 5% e il 25%, a seconda del periodo di ritorno e dello scenario di emissione. Si prevede che ad Ischia, le alluvioni su piccola scala, causate dalle precipitazioni, mostreranno un aumento simile al deflusso delle piene. Simulazioni numeriche del deflusso delle piene basate sull’aumento delle precipitazioni temporalesche saranno effettuate in studi scientifici successivi per la Struttura Commissariale.

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INCENDI BOSCHIVI – Con l’indice meteorologico degli incendi in netto aumento (con incrementi maggiori negli scenari a più alte emissioni), si prevede che il pericolo di incendi boschivi aumenterà nel clima futuro.

AUMENTO DEL LIVELLO DEL MARE – I modelli oceanici regionali indicano un aumento di 0,19 m con RCP8.5 entro il 2050. Le proiezioni dei modelli globali con RCP8.5 variano con un aumento tra gli 0,17 m e gli 0,34 m, con valori medi complessivi intorno ai 0,25/0,26 m. Questi ultimi valori sono stati adottati per ulteriori modellizzazioni di impatto; L’analisi della letteratura non mostra una chiara tendenza a cambiamenti futuri delle mareggiate nel Mar Mediterraneo. Pertanto, nelle analisi d’impatto non è stata ipotizzata alcuna variazione.

ADATTAMENTO INTERSETTORIALE AI RISCHI IDROGEOLOGICI – Le frane e le alluvioni sono considerate i principali pericoli legati agli eventi climatici. Per le loro caratteristiche e per la loro diffusione, possono avere un impatto simultaneo su diverse infrastrutture e settori economici; Le attività di adattamento strutturale possono ridurre selettivamente il rischio idrogeologico; Le attività di adattamento non strutturali, come la mappatura aggiornata del rischio di frane e alluvioni per una migliore pianificazione territoriale e paesaggistica insieme ad un sistema di monitoraggio e allarme dei rischi naturali su tutta l’isola, miglioreranno la preparazione della società isolana a rispondere ai rischi idrogeologici.

STRADE – In generale, le strade di Ischia soffrono della mancanza di un monitoraggio continuo delle loro condizioni e della manutenzione effettuata. Si raccomanda di preparare annualmente piani di manutenzione sistematici, utilizzando il moderno Road Asset Management System (RAMS). Le strade ben mantenute sono generalmente più resistenti ai rischi climatici rispetto a quelle che presentano debolezze strutturali e difetti della pavimentazione; Per molte località, soprattutto per le strade di categoria superiore, sono state proposte attività di adattamento specifiche, basate sui risultati di una missione sul campo e sulle informazioni fornite dalla Struttura Commissariale e dagli stakeholder locali. Queste includono, ad esempio, misure di protezione contro le frane e il miglioramento del drenaggio; Si raccomanda una valutazione più dettagliata del rischio climatico per le strade e si fornisce una metodologia per tale valutazione. Una valutazione più dettagliata del rischio, insieme agli inventari sul campo, possono fornire informazioni di base per ulteriori attività di adattamento ai cambiamenti climatici.

EDIFICI – I rischi più significativi per gli edifici sono legati alle frane. Si raccomandano precise valutazioni del rischio per le aree problematiche identificate, al fine di determinare le specifiche attività locali e dare priorità ai progetti consigliati. Per le aree a rischio di alluvione, sono necessari studi specifici sulle alluvioni per valutare in dettaglio il rischio relativo e sviluppare attività di adattamento precise; La siccità provocherà incendi boschivi che minacceranno le aree densamente popolate. Si raccomanda il controllo della vegetazione e una maggiore sorveglianza per ridurre il rischio di diffusione degli incendi nelle aree urbane; L’aumento delle temperature si ripercuoterà sugli edifici e sugli occupanti. Le attività di adattamento passivo, come i frangisole, possono essere utilizzate per ridurre il fabbisogno di riscaldamento interno, ma con buona probabilità sarà necessario accoppiarli al condizionamento dell’aria al fine di fornire un raffreddamento immediato nei periodi di caldo estremo. L’ospedale di Ischia, in quanto infrastruttura critica, viene indicato come una potenziale priorità di adattamento.

PORTI E INFRASTRUTTURE COSTIERE – Si prevede che la trasgressione marina raggiungerà gli 1,26 metri sopra il livello del mare durante una mareggiata con periodo di ritorno di 100 anni a Ischia entro il 2050 e + 2,26 m se si considera anche il moto ondoso (rilevante per le aree prive di strutture di protezione costiera). Il porto di Ischia è già particolarmente minacciato dagli attuali livelli del mare, con un rischio maggiore previsto in futuro. Il porto necessita infatti di misure urgenti per aumentare l’altezza delle banchine del lato orientale; L’erosione costiera sta interessando Ischia soprattutto sulle coste sud-occidentali, occidentali e nord-occidentali dell’isola. Alcuni siti turistici, strade e persino l’eliporto dell’isola sono minacciati dall’erosione costiera. Sono dunque state fornite raccomandazioni di adeguamento e misure di protezione per i luoghi più critici; È probabile che anche molte altre strutture costiere debbano essere nuovamente progettate e migliorate per tenere conto dell’aumento del livello del mare. Tuttavia, l’imprecisione del modello digitale di trasgressione non ha permesso di effettuare questa mappatura nell’ambito del presente incarico e sono dunque necessari ulteriori studi.

APPROVVIGIONAMENTO IDRICO E ACQUE REFLUE – Attualmente il sistema di approvvigionamento idrico si basa su fonti continentali; la diversificazione delle fonti idriche sarebbe quindi un’importante attività di adattamento a lungo termine; Gran parte delle infrastrutture della rete idrica e fognaria dell’isola è soggetta ad alto rischio di frane; Le attività di adattamento prioritarie raccomandate per il sistema di approvvigionamento idrico sono l’implementazione di sistemi ridondanti nelle aree ad alto rischio e la preparazione di sistemi di trattamento d’emergenza; la resilienza del sistema fognario necessita migliorie, auspicabilmente portando a una trasformazione del sistema fognario misto.

FORNITURA DI ENERGIA – Nonostante la mancanza di mappe dettagliate della rete elettrica, i principali rischi climatici per la trasmissione e distribuzione energetica, comprese le sottostazioni e i tralicci, sono stati identificati nelle frane, inondazioni, incendi e innalzamento del livello del mare. Per due sottostazioni si raccomandano studi più dettagliati sul rischio di alluvione; La maggior parte di questi rischi sono intrinsechi dell’ambiente in cui i complessi sono stati edificati e l’infrastruttura energetica beneficerebbe in generale di attività di adattamento a livello di distretto. Tuttavia, sono state identificate attività di adeguamento specifiche per l’energia, come il cablaggio sotterraneo (interramento cavi elettrici) per la rete di distribuzione; Per quanto riguarda la rete del gas sotterranea, laddove presente, può essere interessata da un livello minimo di rischio legato a frane, incendi e inondazioni.

TURISMO – Diversi siti e località turistiche di Ischia sono stati identificati come vulnerabili alla caduta di massi, alle frane e all’erosione costiera. Per questi siti sono state fornite diverse raccomandazioni sulle attività di adattamento; I danni alle infrastrutture di Ischia dovuti ai rischi climatici causano disagi anche per il turismo, a causa dell’allungamento dei tempi di viaggio, dei problemi di sicurezza e della qualità dell’acqua. Le attività di adattamento indicate sono quindi di beneficio anche per questo settore.

AGRICOLTURA – La produzione di uva e la qualità del vino potrebbero ridursi a causa dell’aumento della temperatura e della minore disponibilità di acqua. Le pratiche agricole che favoriscono l’adattamento ai cambiamenti climatici sono l’uso di varietà di uva che tollerano il calore e la siccità, l’uso di reti ombreggianti o di materiali per la protezione solare, la progettazione dei vigneti in modo da ridurre l’esposizione al sole e al calore estremo nonché le tecniche di gestione del suolo per aumentarne la resa e conservarne l’umidità, come la pacciamatura; La drastica riduzione della produzione di uva potrebbe essere causata da malattie, come la flavescenza dorata, dovute all’aumento dei livelli di umidità nell’atmosfera durante i periodi attualmente secchi e caldi. Si raccomanda un monitoraggio continuo e sistemi di allerta preventivi; L’erosione del suolo, i danni agli edifici, ai beni dell’agricoltura viticola e alle strade di collegamento possono essere causati da eventi di precipitazione estremi e da frane indotte dalle precipitazioni. Continuare a coltivare la vite su terrazze, come già avviene sull’isola, è una buona attività di adattamento, oltre ad accedere ai sistemi di allarme rapido.

SOLUZIONI FORESTALI E NATURALI – La gestione delle foreste mediterranee secondo un piano di gestione aiuta a mitigare il rischio di frana nei suoli andici (Andisol) di Ischia; La vegetazione di scogliera richiede una gestione dedicata per controllare l’innesco delle frane.

RACCOMANDAZIONI DI PROGETTAZIONE PER LA RICOSTRUZIONE – Per tutte le progettazioni idrauliche future, si raccomanda un aumento del 5-25% sulle ipotesi di piovosità nel progetto basate sulle precipitazioni osservate (curve IDF) per tenere conto delle maggiori intensità di precipitazione dovute ai cambiamenti climatici; Le strutture di protezione costiera richiedono studi di progettazione più dettagliati al fine di ottenere un progetto aggiornato (basato su studi meteo-oceanici per determinare le caratteristiche del moto ondoso e considerare il futuro innalzamento del livello del mare); Per gli edifici, si raccomandano misure di raffreddamento passivo per adattarsi all’aumento delle temperature. I sistemi di raffreddamento attivo, almeno nelle infrastrutture critiche come gli ospedali, dovrebbero essere progettati tenendo conto delle proiezioni di temperatura.

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