CULTURA & SOCIETA'

La Biblioteca, il Centro Studi e il ruolo di Onofrio Buonocore

La Biblioteca Antoniana fu voluta e inaugurata nel 1956 da Mons. Onofrio Buonocore (1870 – 1960), una delle personalità di maggiore spessore culturale che l’isola abbia mai prodotto. La biblioteca è stata acquisita al patrimonio comunale e riaperta al pubblico nel 2001. Conta un patrimonio librario di circa 24.000 volumi, con una parte importante di testi di interesse strettamente devozionale.

Presenti anche tre copie originali del primo trattato di idrologia medica sulle acque dell’isola d’Ischia, quel “De rimedii Naturali che sono nell’isola di Pithecusa, hoggi detta Ischia” (1588) del medico calabrese Giulio Iasolino, che, dal punto di vista storico, è “il passepartout” di ingresso dell’isola d’Ischia nella modernità. Onofrio Buonocore  venne alla luce nella Villa dei Bagni NEL 1870, quindicenne entrò in Seminario, dove curò la sua preparazione con lo studio costante e appassionato. Fu ordinato sacerdote nel 1897 e prese ad insegnare latino e greco, non abbandonando mai la sua aspirazione di conseguire la laurea nelle sue discipline preferite, in un’epoca in cui le autorità ecclesiastiche non erano tanto propense a consentire ai sacerdoti la frequenza delle università. Si adoperò costantemente per l’incremento delle scuole pubbliche sull’isola, oltre che per la cultura in genere. Nel 1915 fu sua l’iniziativa di aprire una scuola media e nacque così la “Vittoria Colonna” (ospitata nel convento di S. Antonio), cui affluirono alunni da tutta l’isola. Nel 1939 fu aperto l’ “Istituto Magistrale Ferrante d’Avalos” operante sino al 1949, quando fu creato il ginnasio-liceo statale.

Istituì la Biblioteca Antoniana, allo scopo di raccogliere non solo opere e documenti riguardanti l’isola, ma anche enciclopedie e volumi che potessero essere utili agli studenti, ai giovani e alla gente appassionata della lettura. La biblioteca doveva diventare centro di irradiazione agli intelletti sani. Nel 1944 con altri amici fondò il Centro Studi su l’isola d’Ischia, di cui tenne la presidenza sino al 1958. Fu autore di varie pubblicazioni sull’isola d’Ischia, oltre che direttore di periodici di successo (La Cultura, con tematiche soprattutto storiche, e La Vedetta del Golfo): La storia di uno scoglio (1956), Il più bel fiore d’Enaria (1905), Nuptialia Isclana (1907), La Diocesi d’Ischia (1948), Festose celebrazioni secolari isclane (1955) e varie altre. Noto il suo incitamento alle giovani generazioni a conoscere la propria terra, per poterla amare. Pensò e scrisse che la secolare Torre davanti al Castello potesse chiamarsi Torre di Michelangelo in virtù dell’ipotesi che il grande artista fiorentino avesse soggiornato nella Torre ospite di Vittoria Colonna e di Laura Sanseverino consorte di Innigo D’Avalos e zia del giovane sposo Ferrante.                                                                                                                      michelelubrano@yahoo.it     

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