CULTURA & SOCIETA'

La nostra Madonna di Montevergine allo Schiappone “parente stretta” di mamma Schiavona

LA PREGHIERAIN DIALETTO CANTATA ALLA MADONNA NERA DEL MOTAGONE Chi ‘vo grazzie 'a chesta Vergine, ca sagliesse a monte vergine, ca sagliesse a Montevergine. (il secondo verso viene ripetuto in ogni strofa),Chi vo' grazzie ' a Mamma Schiavona, ca sagliesse 'o muntagnone. 'O muntagnone stamme saglienno, e quanta grazzie ca stammo avenno. Oje Madonna comme si' bella nce fai dint' 'a sta cappella? Che bell'uocchie tene 'a Madonna ca me pareno ddoje. stelle! Cu chist'uocchie nce date 'o splendore mamma bella 'e ll'altare maggiore. Statte bona Madonna mia l'anno che vene turnammo a venì. Simmo jute e simmo venute -.e quanta grazzie c'avimmo avuto. E si nun nce vedimmo 'e mise,Mamma aspettace 'mparaviso”

Immacolata, Addolorata, Della porta e via via dicendo dicendo. Basti pensare alle sole Madonne della Campania e anche della nostra isola.
Ognuna di queste Madonne ha i suoi devoti e il suo culto. Il giorno della ricorrenza dà luogo a festeggiamenti molto vari: semplici processioni e celebrazione delle Messe, ma anche corse (come quelle dei fuienti), ascese, innalzamento di ceri o pali .

Le feste in onore della Madonne in Campania iniziano e terminano con quelle della Madonna di Montevergine.il due La Madonna è una sola, però nella cultura popolare ha assunto tanti volti e tanti nomi: Assunta, febbraio, la prima; il 12 settembre, l’ultima. Tutte e due richiedono una salita, perchè la Madonna risiede sul monte Partenio, nell’Avellinese. E’ rappresentata da un’icona antichissima, che alcuni fanno risalire addirittura a san Luca. Altri l’attribuiscono, per il suo stile bizantineggiante, a Pietro Cavallino. Nell’icona Maria ha il Bambino sulla gamba sinistra ed è sorvolata da Angeli. E’ bella e il suo volto è scuro. E’ detta per questo la Madonna nera.
Di Madonne nere nel mondo ce ne sono a centinaia (soprattutto in Spagna e in francia) Alcune, come quella di Czestochowa, in Polonia sono famosissime, ma anche da noi hanno i loro devoti.

Quella di Montevergine ha dei devoti particolari. Loro la chiamano affettuosamente Mamma Schiavona, perchè lei amava e difendeva gli schiavi. Ma anche perchè protesse loro,’e femmenielli.

I fatti andarono così. Era il 1256, un rigido inverno di quel lontano anno. Loro due, giovani e belli, si amavano. Gli altri non avrebbero accettato la relazione e si incontravano nel bosco. E qui si abbandonavano a tenere effusioni. Ma un giorno, mentre si baciavano, furono sorpresi da un boscaiolo. Indignato, l’uomo corse in paese e raccontò quello che aveva veduto. Allora salirono tutti sulla montagna, circondarono i due giovani e li imprigionarono Li malmenarono e poi pensarono alla punizione da infliggere. E a uno venne l’idea: “Denudiamoli e leghiamoli a quest’albero”
Venne la sera e poi la notte. E i due raggazzi tremavano, Sentivano gli ululati dei lupi e pensarono che le bestie li avrebbero sbranati. E, se non fossero stati i lupi, ci avrebbe pensato il freddo a farli morire. Cercarono di farsi coraggio l’un l’altro: piangevano e, nel pianto, si scambiavano le ultime parole d’amore.

Poi. d’un tratto, si ricordarono della Madonna che stava lì, a poca distanza. La invocarono . E LEi li sentì. Scese dal suo trono, uscì dalla chiesa e corse verso di loro. Li slegò, li copriì con il suo mantello, gli disse parole di conforto. E poi se ne tornò nella sua nicchia. Al mattino, quando tornarono presso l’albero, i contadini videro il mantello, e dai giovani seppero che l’aveva portato la Madonna. Allora il loro cuore sintenerì ed essi permisero ai giovani di amarsi liberamente. Era il 2 febbraio del 1256. Tanti anni sono passati. Ma ‘e femmenielli non hanno dimenticato. E ogni anno fanno ‘a sagliuta verso la Madre che tutto concede e tutto perdona. Anche Maria D’Acunto studiosa di queste storie particolari descrive il fenomeno della Madonna di Montevergine.Le Madonne della Campania erano sette: sei belle e una brutta. La brutta un giorno disse :”Me ne voglio andare su una montagna. Chi mi vuole vedere deve salire lassù” E tra le montagne scelse Monte Vergine, così detto perchè nessuno ci era mai salito.

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Maria se ne stava sola, ma un giorno arrivò un crociato, che vi costruì un eremo. Sotto la protezione della Vergine, egli divenne santo, capace di compiere miracoli. Da ogni parte la gente cominciò a salire sulla montagna, per onorare Maria e anche per chiedere miracoli. L’eremo si allargò, tanto da diventare un santuario con un grande ricovero per i pellegrini. D’allora, ogni anno, il 12 settembte, arrivano devoti da tutta la Campania. Per entrare nel santuario, devono salire 23 scalini, in ginocchio. E mentre salgono intonano questo inno alla Mamma Schiavona (protettrice degli schiavi), alla Madonna nera che era la più brutta ma è diventata la più bella. Chi vo’ grazzie ‘a chesta Vergine, ca sagliesse a monte vergine, ca sagliesse a Montevergine. (il secondo verso viene ripetuto in ogni strofa). “Chi vo’ grazzie ‘ a Mamma Schiavona, ca sagliesse ‘o muntagnone. ‘O muntagnone stamme saglienno, e quanta grazzie ca stammo avenno. Oje Madonna comme si’ bella nce fai dint’ ‘a sta cappella? Che bell’uocchie tene ‘a Madonna ca me pareno ddoje. stelle! Cu chist’uocchie nce date ‘o splendore mamma bella ‘e ll’altare maggiore. Statte bona Madonna mia l’anno che vene turnammo a venì. Simmo jute e simmo venute -.e quanta grazzie c’avimmo avuto. E si nun nce vedimmo ‘e mise,Mamma aspettace ‘mparaviso”.

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