LE OPINIONI

LA NOTA Il Bene comune de “La Procida che Vorrei”

In questi giorni una serie di eventi hanno dimostrato quanto sulla nostra isola la cultura del “bene comune” stia iniziando ad assumere aspetti preoccupanti fino al punto che, pur di sostenere le cose fatta nel nome di quelli di adesso, vanno appoggiate ben oltre il limite della decenza e del buon senso.

Partiamo del fermo di un immigrato reo, secondo le indagini dei Carabinieri, di aver rubato e rivenduto una bicicletta. A mio avviso il cuore del problema non è nell’essere migrante bensì nel fatto che parliamo di una persona che beneficia di un trattamento di favore da parte della comunità che lo ospita la quale, bene ricordarlo, paga dal fitto della casa, alla spesa quotidiana, all’intrattenimento, che mantiene figli/e a scuola, che paga il medico, etc. etc. per un totale di oltre 1milione e duecento mila euro in tre anni per 22 persone accolte nel progetto SPRAR, e dalla quale sarebbe lecito aspettarsi un comportamento diverso improntato alla legalità considerato che lui stesso ha scelto, in molti casi soffrendo le pene dell’inferno, di piantare le proprie radici per una seconda vita nella nuova nazione. Invece, in modo particolare sui social, siamo arrivati a rimarcare che, dato che rubare biciclette è all’ordine del giorno sull’isola di Procida, l’unica colpa dell’immigrato è essere “diverso”. Quindi, rubare è diventato legittimo!

Altro argomento sul quale ritengo opportuno fare una riflessione è l’utilizzo del Palazzo d’Avalos, struttura cadente che non dispone di acqua, allaccio fognario, allaccio elettrico e che presenta notevoli problematiche sotto l’aspetto della sicurezza, che viene utilizzato per visite turistiche, somministrazioni di buffet, etc. Alla domanda se tale struttura dispone delle necessarie autorizzazioni (da premettere che per fare un qualsivoglia evento pubblico o privato occorre una SCIA con tanto di firma di tecnico abilitato, autorizzazioni sanitarie, vigili del fuoco, SIAE, etc., etc.) ci siamo sentiti dire che, dato che a Procida la maggior parte degli immobili non ha l’agibilità che sarà mai fare feste in un palazzo cadente? Quindi, fare feste e festini o fare visite guidate a pagamento in un palazzo cadente non è reato!

In ultimo, ma non per ultimo, il Comune ha rilasciato una licenza itinerante per somministrazione alimenti ad un pulmino che, viceversa, almeno nei primi giorni di attività, non si è mai mosso dall’area antistante l’ex spaccio di Terra Murata. La cosa, ovviamente, cozza con tutte le leggi e regolamenti in materia ma, ovviamente, dato che Procida è diventato il luogo del “bene comune” in cui tutto è possibile vuoi vedere che anche questo rientra nella normalità delle cose?

* CONSIGLIERE COMUNALE GRUPPO “PER PROCIDA”

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