CRONACAPRIMO PIANO

La statale (forse) riapre a metà tra due giorni, poi solo incertezze

Dopo il cedimento di mercoledì ieri sono iniziati i sopralluoghi ma la situazione sembra non promettere nulla di buono. In arrivo un nuovo semaforo ma è il caso che tutti gli enti e i soggetti interessati capiscano che non si può assistere a un nuovo caso Litoranea

L’11 gennaio2023, a seguito del cedimento di parte della carreggiata della ex SS. 270 altezza viale ingresso Pio Monte della Misericordia lato est, su disposizione della squadra dei VV.FF. intervenuta sul posto la strada è stata chiusa al traffico veicolare per tutta la sua larghezza con possibilità di transito solo pedonale dal marciapiede lato mare. A 24 ore dall’evento hanno avuto inizio i sopralluoghi. Per tutta la notte non è stato possibile reperire un solo soggetto, uno, tra tutti gli enti di gestione coinvolti che si assumesse la responsabilità di dire cosa fare, come equando. Precipitata l’isola nel casino, all’alba di un nuovo giorno comodo per le istituzioni locali, ieri, al termine di una mattinata di sopralluoghi è emerso che, salvo imprevisti la statale potrebbe riaprire in 48 ore, anche se senso unico alternato regolamentato con il sistema semaforico. E saremo cosi a due se fuori poco più di mezzo chilometro di statale.

Secondo i tecnici intervenuti con gli esperti di Città metropolitana, Comune, Cisi Evi; ENEL è CPL Concordia, con una serie concatenata di azioni sarà possibile riaprire, almeno parzialmente, la strada. Tempo stimato: 2 giorni.

Le opere provvisorie

Le verifiche di ieri hanno evidenziato un quadro tale da permettere, con alcune precauzioni, il ripristino della circolazione sulla principale arteria stradale dell’isola. Secondo la pletora di esperti giunti alla sommità del buco sono possibili opere provvisore per riaprire la carreggiata lato mare. Infatti, rimuovono la soletta di strada nel tratto crollato per circa 20 metri quadri, ricostituiscono in parte il tratto fognario crollato con il ripristino dellecondotte sotterraneche convogliano le acque dell’abitato a monte, zona San Pasquale, prevedono ancora una successiva opera temporanea di sostegno nel sottosuolo e supporti nella zona superiore destinata alla viabilità la praticabilità dell’arteria potrà essere garantita. Gran parte del pertugio, sarà riempito di terra e “susstacchini” per dirla all’ischitana. La Città metropolitana dovrà per prima cosa verificare la stabilità del piano stradale, poi predisporre adeguate opere di rinforzo e barriere per una lunghezza di circa 100 metri sul lato a monte della strada e delimitazioni sul versante esterno a mare. Insieme al Comune dovrà poi stabilire un presidio tecnico operativo permanente. Tutto in divenir.

E poi cosa succederà?

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Poi, alla politica del buco piacendo, saranno previste progettazioni definitive.Questo però riguarderà un’altra fase che non potrà prescindere dal sistema italico fatto di guerre di competenza, lotte intestine per gli incarichi e contese sui danari per progettazioni e lavatori a farsi. E dopo ? Il rischio residuo? Le cavità estemporanee che corrono lungo la lunga lingua di strada costiera ischitana? Non vorremmo rincorrere i buchi via, via.Apochi passi dal secondo porto isolano. Non vorremo che si ripeta la stessa tarantella e sulla stessa strada, che si sta vivendo in zona ex casa Cantoniera. Non vorremo arrivare a Pasqua, aspettando la campagna elettorale con due semafori in 500 metri e 500 studiosi che ispezionano le aree di cantiere!L’auspico è che le opere provvisionali non mettano in condizione tutti, chi deve decidere e non lo fa, di agire secondo il metodo della moviola funzionale.Il caso viabilità ad Ischia, ormai è diventato un’emergenza nell’emergenza. Tiene in ostaggio l’intera isola tutta.

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Si susseguono le riunioni. Peccato che, alle chiacchiere, non susseguano mai i fatti e le risposte concrete. E’ cosi che gli incontri si trasformano nella comunicazione del nulla, dei tanti già detti.mentre il paese corolla in ogni angolo. Agite. Basta chiacchiere, per carità!  Se a qualcuno fosse sfuggito l’inaccessibilità della statale e di depositi di fango siti nel complesso Pio Monte ha bloccato anche l’emergenza, ormai ferma. Il paese resta invaso dal fango, e non si muove un metro di terra per risistemare l’isola ed il paese più colpito, Casamicciola Terme. Ma il codice degli appalti? L’emergenza? Gli interventi urgenti? Che fine hanno fatto? Incredibile!Se non ci fosse da piangere ci verrebbe da ridere.

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