LE OPINIONI

IL COMMENTO Una Pasqua da sfollati

Nel Cratere di Ischia, sei anni dopo ancora più di 1000 sfollati del terremoto 2017 a cui si aggiungono 291 sfollati dell’alluvione 2022: “Benvenuti nella Nuova Pompei”. È Pasqua anche qui. Una Pasqua, l’ennesima, amara, ancora più amara con 12 figli morti per un’allerta meteo mancata. Intanto la ricostruzione è un miraggio per molti, l’ingranaggio delle procedure muove a rilento, l’emergenza abitativa è un dato di fatto soprattutto per Casamicciola Terme. Il comune più colpito dalla catastrofe. I morti sono l’unica certezza. “Benvenuti nella Nuova Pompei”, dicevamo. La frase, scritta con un pennello rosso su un lenzuolo bianco e poi su un telone stampato a macchina accoglie i curiosi e i turisti poco prima di arrivare a Piazza Majo, nelle aree delle devastazioni. Qui sono soluzioni abitative di comodo, qualche rientro forzato in casa con rattoppi fai da te, o mettendo mano alla tasca in una ricostruzione post evento lasciata al libero arbitrio, senza soluzione di continuità. Qui, dove la sciagura di quartiere è un fatto, il popolo dei profughi delle calamità fa i conti soluzioni abitative d’emergenza e qualche resiliente che non ha mai lasciato la zona. Sono 100 metri di strada a giustificare la pachidermica macchina dell’ex Stato che spende soldi, nomina ed incarica, ma di fatto non risolve. 100 metri che giustificano l’ennesimo stato di emergenza, ma non da ricostruzione. Gli interessi primari delle popolazioni sono ancora compromessi. Fatta eccezione per qualche avventore del Bar Monti e qualche auto di passaggio, ed un generatore di corrente che alimenta case sperdute tra mille palazzi rotti ed interrotta da legno e acciaio, il silenzio avvolge quel che resta del piccolo borgo colpiti dal sisma del 2017, squarciato dalla frana del 2022. Per lo più case distrutte, semi sventrate dalle scosse e dal fango che hanno lasciato dietro di loro solo macerie.C’è vita tra queste crepe, eppure non si sentono voci. Tutti ricordano molto bene le catastrofi, le notti ed i giorni. La concitazione, la paura, a volte l’annebbiamento di non capire bene cosa stesse accadendo. E poi quello che è venuto dopo. Il pianto dei morti, l’attesa di veder ricostruita casa propria e, inevitabilmente, una vita diversa, vissuta in un limbo, come se il tempo si fosse fermato tra il 21 agosto 2017 ed il 26 novembre 2022.

“Qui non si fanno più programmi e non si vive neppure più. Si sopravvive giorno per giorno”, ammettono i cittadini di Casamicciola, del Majo. Per loro parla e testimonia Francesco Mattera che un tempo faceva rima con Coraggio. Anche Franco comincia a vacillare, aspettano date certe ma per ora nessuno le ha. Nonostante la ricostruzione, dicono i comunicati ufficiali dei commissari abbia avuto una accelerazione tra il 2022 e il 2023, con il cambio della struttura commissariale, il terzo in quattro anni, ad Ischia con la sola Casamicciola che ne conta sei attualmente in carica per i pubblici uffici, ancora oltre 1500 persone vivono fuori dalle loro case, assistiti in hotel per la frana o con il Cas, il contributo di autonoma sistemazione, per sisma e frana, cioè un assegno mensile per sostenere le spese di un affitto. Molti, con ogni probabilità, non ci torneranno più, rendendo così inevitabile quello spopolamento di questi antichi luoghi. Un fatto che non pare spaventare nessuno però! I ritardi sono evidenti. La ricostruzione è ferma. I numeri del patrimonio immobiliare danneggiato mettono i brividi: 302 edifici danneggiati dalla frana; 630 danneggiati dal terremoto; 195 edifici soggetti a misure di protezione civile con allerta meteo; Totale edifici distrutti dalla frana circa 50; 31 %  edificato di Casamicciola Terme  non accessibile; 14% edificato di  Lacco Ameno non accessibile; 0,5 % edifici di Forio non accessibile. E non va meglio nelle zone cosi dette “rosse” usate e sfruttate, offese e vilipese in questo lungo tempo senza garantire alale sue genti un reale contributi. Alla passerella delle note ufficiali e dei numeri commissariali,fanno di converso specie le sensazioni di chi nel Cratere ci vive. Rassegnazione, rabbia, incertezza. Sono i sentimenti prevalenti che emergono parlando o solo guardando negli occhi chi non ha più voglia di apparire, stanco di combattere. Hanno vissuto il sisma, poi l’isolamento per il Covid, poi la frana. Terremoti infiniti. “Il mio progetto ancora non è stato nemmeno approvato”, ci confessa Peppe Di Costanzo e poi “dicono che la ricostruzione la fanno i cittadini…”. Mentre all’inizio c’era più energia, più voglia di fare e speranze, oggi gli sfollati hanno capito che il loro dramma è passato in secondo piano. Anche chi ha riaperto le sue attività commerciali, una tabaccheria un bar ammette che restare è diventato difficile tanto che, potendo tornare indietro, probabilmente farebbe una scelta diversa. Nei giorni scorso si erano registrati innumerevoli problemi per l’assistenza alberghiera, molti hotel nonostante gli impegni presi da Federalberghi per un anno, hanno inteso ritornare a fare turismo a partire da questa Pasqua 2023 quindi rendendo necessario trovare nuovi spazi. Dopo le nostre denunce giornalistiche sono arrivate le rassicurazioni commissariali di Giovani Legnini e Simonetta Calcaterra a conferma degli impegni presi a 12 mesi con la dichiarazione dello Stato di Emergenza in ordine al supporto per le popolazioni che verranno assistite in alberghi disponibili a sopperire la crisi abitativa conseguente la sciagura.Sarà comunque una Pasqua senza casa per centinaia di sfollati.

Come spiega una nota ufficiale del commissario Giovanni Legnini per la Frana Ischia, dopo le nostre rivelazioni sulla diaspora degli sfollati, sarà garantita ospitalità in albergo a cittadini anche nel periodo estivo (cosi come doveva già esserlo per convenzione con Federalberghi). Legnini e Calcaterra, hanno ufficialmente dichiarato che garantiranno l’ospitalità alberghiera, in maniera continuativa e fino a quando permarranno le misure di evacuazione, anche nel periodo estivo, per tutti quei cittadini che, a seguito della drammatica frana del 26 novembre scorso, non possono tornare nelle rispettive abitazioni. Proseguirà, inoltre, il lavoro di verifica sul numero delle persone che dovranno essere ospitate anche nel periodo estivo negli alberghi, anche alla luce della nuova ordinanza della Commissaria prefettizia di Casamicciola (che ha fatto seguito a quella firmata dal Commissario Delegato per la nuova zonizzazione di Piazza Bagni) che ufficialmente – ufficiosamente chissà – ha consentito il rientro nelle abitazioni di 60 cittadini.

Memori delle sciagure sismiche e delle disparità di trattamento perpetrate con il terremoto e le zone rosse con i rischi ad personam, nel merito della riapertura delle aree alla vita, i cittadini delle altre zone del paese oltre Piazza Bagni, hanno chiesto  anche la rimodulazione zonizzazione del territorio, sulla scorta dell’ Ordinanza n. 10 del 17 marzo 2023 per “Rimodulazione zonizzazione Piazza Bagni”. Tutto quanto affinché tanti altri cittadini sfollati abbiano i medesimi diritti e le stesse opportunità che sono state fornite per gli abitanti dell’area denominata Piazza Bagni, anche ai fini di giustizia sociale e parità di trattamento nell’ambito della stessa comunità. L’auspicio, naturalmente, è che il numero delle persone che potranno rientrare nelle proprie abitazioni cresca nelle prossime settimane, anche per effetto dell’avanzamento del Piano degli interventi di somma e di estrema urgenza.

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