CULTURA & SOCIETA'

LA STORIA Don Giovi’ Regine, settant’anni di fede e apostolato

Nato il 22 gennaio del 1928 mostrò fin dalla più tenera età mitezza di cuore e una particolare propensione per lo studio. I genitori raccolsero con gioia questi primi segnali di una vocazione sacerdotale non ancora pienamente manifestata e ben volentieri si sottoposero a notevoli sacrifici economici per mandare questo figlio prediletto al Seminario di Ischia, che nel corso del cosiddetto Ventennio funzionava a pieno… “regime” (nulla a che vedere con il fascismo!) accogliendo decine di giovani desiderosi di avviarsi al sacerdozio.

Il periodo di formazione –proseguito presso il Seminario Regionale di Salerno- fu rivelatore di un giovane dalle eccezionali doti di intelletto e di generosità: un futuro sacerdote che avrebbe scritto una pagina molto importante nella Chiesa foriana e in particolare nell’antichissima Diocesi Isclana, ricca di fulgidi ingegni e di mirabili esempi di santità.

Fu ordinato sacerdote il 15 luglio del 1951, quando da poco usciti da una guerra disastrosa, l’isola d’Ischia si apprestava a risalire la china della miseria e della fame patite nel corso di un decennio di stenti e di privazioni. Il vescovo Dino Tomassini, che fu grande pastore di anime e coraggioso combattente per la libertà dal bisogno degli Ischitani, nominò quel brillante giovane sacerdote, parroco della chiesa più importante di Forio perché aveva intravisto in lui delle doti particolari da incoraggiare e da indirizzare al bene comune! Non si sbagliava. Don Giuseppe Regine (per tutti Giovì) si incamminò, da subito, lungo la strada maestra dell’ammaestramento, della imitazione, e dell’esempio che sono i cardini sui quali poggia un pastore di anime giammai contagiato dalla lusinghe del mondo e dal carrierismo curiale ai quali spesso anelano troppi sacerdoti affatto “tagliati” per servire la Chiesa e il Popolo!

Don Giovì si gettò anima e corpo nella cura del suo gregge di san Vito (contadini, pescatori, artigiani, piccoli proprietari terrieri, commercianti e alcune famiglie di benestanti) ma non disdegnò di allargare i suoi orizzonti culturali e religiosi insegnando nel Pontificio Seminario Regionale di Salerno e offrendo la propria opera come canonico penitenziere presso la Cattedrale di Ischia. Sul fronte artistico-culturale mons Regine giganteggiò su tutti i sacerdoti isolani per aver raccolto l’eredità del parroco Milone in fatto di opere d’arte presenti in chiesa da restaurare e per la ricca biblioteca parrocchiale da custodire con particolare cura, trattandosi di cinquemila volumi, fra cui due incunaboli con le lettere di san Girolamo e circa ottanta volumi del ‘500 rilegati in cartapecora.

Lungo cinquant’anni di permanenza a san Vito, don Giovì ha restaurato opere d’arte, ha arricchito la chiesa di paramenti sacri e suppellettili, ha reso decorosa più volte la facciata della parrocchia, ha ottenuto infine il riconoscimento di Basilica per la “sua” chiesa, ma ha soprattutto operato magistralmente per l’elevazione spirituale dei Filiali di san Vito, ma anche per quelli del Circo e della località Bocca, attraverso le cappellanie di san Carlo-Madonna della Libera e san Domenico.

Il sindaco Francesco del Deo nell’indirizzo di saluto a mons. Regine ha voluto sintetizzare con bellissime e commoventi immagini i momenti salienti della vita del parroco:”…Da subito ti sei adoperato, Don Giovì, per applicare le indicazioni del Concilio. Nel giugno del 1970 l’area presbiteriale veniva ammodernata con la creazione dell’altare “Coram Populo” e dell’ambone. Conoscitore della storia e dell’arte, amante del bello ti sei adoperato affinchè questa Chiesa Madre risplendesse per decoro e, con essa, le altre due chiese di san Carlo e di san Domenico. Tutto è stato fatto restaurare con il tuo impegno: la struttura, i mobili, le suppellettili, i quadri, i paramenti. In cinque decenni questa Chiesa è stata arricchita in tutti i sensi, finto ad essere insignita del prestigioso titolo di Basilica. Sei stato Maestro di intere generazioni di seminaristi…hai trasmesso la passione per la storia del nostro paese e per le sue tradizioni a tanti giovani, mentre sotto la tua supervisione ha avuto origine la prestigiosa Corale polifonica di San Vito guidata dapprima dal M. tenore Nello Di Maio ed ora dal nipote M. Gianvito Di Maio. Da quando sono sindaco –ogni anno- per me è un onore e un piacere invitare gli altri sindaci dell’isola d’Ischia al Pontificale di San Vito dove l’accompagnamento musicale di orchestra e coro offre uno spettacolo unico sulla nostra isola. E’ grazie alla tua passione per la storia dell’arte e la storia di Forio e dell’Isola intera che in molte generazioni è stata accesa la scintilla dell’amore verso la conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale. Don Giovì sei stato e sei il custode esemplare del tempio del Comune di Forio…Voglio come Sindaco, a nome di tutta la cittadinanza e mio personale, fare gli auguri al nostro Parroco e salutarlo con un abbraccio che è l’abbraccio del popolo di Forio, fargli un grande applauso chiedendo a San Vito di intercedere affinchè il Signore ci lasci festeggiare con Don Giovì ancora tanti e tanti anniversari”.

Con mons. Giuseppe Regine è finita un’epoca. L’epoca di don Vincenzo Avallone a Casamicciola, dei Buonocore a Ischia, dei Baldino a Barano, dei Monti a Lacco Ameno, dei Iacono a Serrara Fontana. Non ci attendono tempi migliori con i…disponibili sulla piazza in…tutt’altre faccende, affaccendati! Ma per me, che sono scafato e schifato, non me ne può fregar de meno!

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