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CULTURA & SOCIETA'

La strana vigilia di natale con la messa di mezzanotte anticipata al tardo pomeriggio ed il tradizionale pranzo della vigilia fuori orario

Per il pranzo della sera della Vigilia di Natale che quest’anno 2020 è stato anticipato al tardo pomeriggio,si ha a che fare con il mare e con i pesci, un mondo affascinante che mette in moto fantasie culinarie che precedono il più serio appuntamento con la tradizionale messa per accogliere la nascita di Gesù bambino Non è la combinazione del sacro col profano, ma soltanto la distinzione di due momenti ciascuno di grande importanza: la cena della vigilia e la messa ove si glorifica la venuta al mondoi del Salvatore. Il pranzo della vigilia è tutto un programma ed è lì a poche ore dalla meta. Il lavoro per renderlo possibile e ricco, sta tutto nelle mani dei pescatori e dei pescivendoli, oggi meglio chiamarli titolati di pescherie. In mare ed in terra, pescatori e pescivendoli che si mobilitano alcuni giorni prima per il loto trtadizionaoew mercvaztop de pesce della Vigilia.

ULTIMO NATALE ISCHITANO DEL VESCOVO LAGNESE COL BAMBINELLO DELLA CATTEDRALE

Infatti, pescatori e pescivendoli già da questa mattina presto sono sulla preccia. Scomparsi i tradizionali mercati del pesce di Piazza Luigi Mazzella a Ischia Ponte e di Piazza Croce a Porto d’Ischia, resiste invece quello di piazza San Gaetano a Forio insieme a quello improvvisato e consolidatosi direttamente sulle barche accostate alla banchina aragonese nella stessa Ischia Ponte. Ormai ci siamo. Il Natale è Natale cosi il giorno della Vigilia con tutta la sua girandola di motivi tradizionali dai quali non si prescinde e si rimane fedeli al loro significato intrinseco nell’atto dell’osservanza. La Novena mattutina del Bambino che si conclude questa mattina 24 dicembre in Cattedrale e nelle altre chiese parrocchiali dell’isola dove si effettua, la corsa a munirsi del dolciume natalizio fra paste reali, cassate, roccocò, mostaccioli e struffoli, i presepi ritornati di moda e il mercato del pesce sono i sicuri poli di attrazione di una festività che non conosce cedimenti e resiste a tutte le crisi economiche che patisce sistematicamente la società, il paese, la nostra isola, il nostro Comune in cui ciascuno si muove e vive la sua vita quotidiana con le proprie risorse a disposizione. Il Natale è fatto di elementi fascinosi che attraggono e consentono di mescolare sacro e profano, senza che l’indiscusso riferimento religioso perda la sua forza e l’ascendenza in tutti coloro che credono e sanno che il Natale è festa religiosa e rievoca con puntuale scadenza la nascita di Gesù bambino, di Cristo nostro Signore. Ed in nome di Gesù Bambino si apprezzano tutte le belle cose che il Natale comprende, a cominciare dal pranzo della Vigilia che sull’isola e non solo, è da sempre a base di pesce. La tradizione è chiara ed irrinunciabile. Il Natale oltre che in chiesa, accanto al presepe ed all’albero illuminato, è anche a tavola. Tornando alla mattinata della vigilia gli ischitani si sentono impegnati prima di tutto a verificare il mercato del pesce. Al riguardo annotiamo che alle prime luci dell’alba del 24 dicembre ad Ischia, Napoli, Pozzuoli e nella vicina Procida il mercato del pesce è più animato di qualunque altro giorno. Si parte da casa ancora con il buio per acquistare quel pesce freschissimo che non potrà mancare sulla tavola della vigilia.

UNA VIGILIA DI NATALE DEGLI ANNI ’50 IN PIAZZA CROCE AL MERCATO DEL PESCE

I pescatori espongono la loro merce nelle “spaselle” di legno e di polistene i pesci si muovono ancora, i “capitoni” nelle larghe tine, sono vivi, le vongole nelle tinozze profumano di alghe, il baccalà sta a spugnare, lo “stoccafisso” è rigido e incartapecorito sotto i diamanti di sale, Recarsi al mercato del pesce alla vigilia di Natale è una delle tradizioni più antiche di Ischia ed anche della vicina Procida dove la passione è simile a quella dei cugini ischitani. Oggi questo “mercato”, come abbiamo detto innanzi, lo fanno direttamente le pescherie attrezzatissime per la buona pace dei clienti. In esse si avverte lo stesso il fascino di un pescato d’eccezione. La scena è immutata da secoli, con gli acquirenti che tirano sul prezzo, i pescatori che reclamizzano la bontà del pescato a gran voce, con quella sorta di canto ritmato che caratterizza i venditori del Borgo di Celsa del lontano passato, una vera e propria melodia arabeggiante che è un richiamo seducente all’acquisto. L’esperienza in ogni modo non va persa! Chi è mattiniero si rechi al pontile aragonese a Ischia Ponte e ad una delle tante pescherie del pesce dell’isola e all’unico mercato del pesce nella piazza san Gaetano a Forio, vedrà appagata ogni propria esigenza.Tanto pesce tutto insieme è difficile da trovare in qualunque altro luogo e altro tempo. Ma occhio ai prezzi!

michelelubrano@yahboo.it

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