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La suora ammette: «L’ho picchiato, ma è stato un caso»

Ieri a Roma l’interrogatorio di Marie Georgette Rahasimalala, finita in carcere dopo l’indagine condotta dai carabinieri sulle violenze nell’istituto di Casamicciola. Ha ammesso di aver colpito il bambino di 4 anni, come si evince da un filmato, ma non il fratellino. Spiegando che fu un gesto isolato e dettato da una situazione di stress

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Il primo significativo passo (dopo le quattro misure cautelari firmate dal gip Federica De Bellis che hanno sconvolto l’isola facendola ripiombare al centro dell’attenzione mediatica per motivi tutt’altro che piacevoli) di un percorso giudiziario che si preannuncia ancora lungo, tortuoso e che magari potrà riservare anche più di qualche colpo di scena. Nella mattinata di ieri a Roma, dove si trova rinchiusa in carcere dopo l’ordinanza di custodia cautelare emessa a suo carico, si è svolto l’interrogatorio di garanzia di Marie Georgette Rahasimalala, di 55 anni, che è stata reclusa nella capitale dove si trovava nel momento in cui è stato notificato il provvedimento dell’autorità giudiziaria. Con lei anche il difensore di fiducia, l’avvocato napoletano Giorgio Varano che aveva raggiunto Roma già nel tardo pomeriggio di mercoledì.

Nei prossimi giorni sarà invece il turno delle altre tre consorelle, tra cui la madre superiora Suor Edda, colpite dalla misura di divieto di dimora sul territorio della Regione Campania

Non emergono molti dettagli da quello che è stato il confronto tra la principale indagata delle presunte violenze perpetrate all’interno dell’Istituto Santa Maria La Provvidenza di Casamicciola e il magistrato. Una cosa però è certa: la consorella originaria del Madagascar ha ammesso le responsabilità relativamente alle botte rifilate al bambino di 4 anni riprese poi col cellulare da un’altra giovanissima (appena 9 anni) ospite della struttura che di fatto con quel filmato ha dato il “là” all’attività di indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Ischia. Dinanzi a un filmato dai contenuti chiari e francamente poco discutibili, Marie Georgette Rahasimalala ha chiaramente ammesso le sue responsabilità, spiegando di aver alzato le mani contro il bambino andando anche oltre i limiti (ove mai ce ne fossero, giusto a scanso di equivoci) ma sottolineando come il suo sia stato un gesto dettato da una situazione di forte stress che le stava caratterizzando in quei giorni lo svolgimento di un’attività complessa come quella di riuscire a tenere a bada tanti giovanissimi con la loro annessa vivacità. La Rahasimalala ha però voluto aggiungere che quel comunque ingiustificabile scatto d’ira ha rappresentato un’eccezione e che la sua condotta non ha mai avuto eccessi del genere in diciotto anni in cui si trova a contatto con bambini e bambine. Non è tutto, dinanzi al gip la suora ha poi respinto l’accusa di aver aggredito con violenza anche il fratellino del bimbo ripetutamente colpito, ossia il piccolo di 8 anni che poi viene ripreso nel video mentre sanguina dal naso: insomma, questo episodio – ha voluto precisare con forza – non le deve essere assolutamente addebitato.

L’avvocato Giorgio Varano

Adesso non resta che attendere le decisioni dell’autorità giudiziaria, ma è evidente che l’avvocato Varano si attenda per la sua assistita una misura meno afflittiva della detenzione in carcere, non fosse altro che per l’incensuratezza della 55enne consorella. Una decisione potrebbe arrivare già nella giornata di domani, mentre lunedì sarà il turno del secondo “round”. L’interrogatorio di garanzia infatti è previsto anche per le altre tre suore coinvolte in questa vicenda, tutte destinatarie di una misura cautelare del divieto di dimora sul territorio della Regione Campania: si tratta di un’altra malgascia, Noeline Razanadraozy, di 52 anni, della filippina Alice Albaracin Curay, di 48 e della madre superiora Angela De Bonis, di 81 anni, per tutti suor Edda. E’ chiaro che anche in questo caso la difesa punta quantomeno ad attenuare il quadro accusatorio nei confronti delle proprie assistite se non addirittura a dimostrare un’assenza di coinvolgimento in una serie di dinamiche che hanno portato il gip a firmare le pesanti misure.

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Rossy

È più che normale che la suora ammetta di aver picchiato il bambino, non poteva fare altrimenti, ci sono le prove del filmato. E meno male che dice pure che il fratellino non lo ha toccato. Che dire, sta suora dice proprio la verità. Aggiunge però che lo ha fatto perché stressata. Ora è sotto processo per sapere quale sarà la sua pena. Stiamo parlando del mondo della chiesa, un mondo che dovrebbe dare sicurezza, pace, amore. Ma purtroppo non è così anzi, è proprio di queste figure che bisogna stare alla larga, vatti a fidare. Nella storia anche Gesù ebbe un attimo di riflessione chiedendosi perché il Padre l’aveva abbandonato ma subito dopo gli disse , perdona loro perché non sanno quel che fanno. E allora penso, la suora in quel momento sapeva cosa stava facendo? Penso proprio di sì. Una suora se sceglie di farsi suora sa a cosa va incontro, sa che deve servire Dio con amore. Chi non ha peccato scagli la prima pietra. Che dire, per questo gesto della suora non ci sono giustificazioni.

Carlo

La suora è in comunione con il gesuita papa Bergoglio o con il papa in sede impedita Benedetto ?!?

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