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CRONACA

Labirinto concessioni demaniali, Frallicciardi traccia la “via maestra”

Il consigliere comunale delegato di Casamicciola Terme in questa intervista a Il Golfo affronta un argomento di stretta attualità e sul quale non mancano confusione e divergenze di vedute. L’asso nella manica? Arriva dalla Regione…

Sul rinnovo delle concessioni demaniali c’è una confusione incredibile. Ogni ente va per conto suo e questo certo non aiuta. Come se ne esce?

«È molto grave che i Governi precedenti abbiano trascurato il tema delle concessioni demaniali marittime non mettendo in conto quello che sta accadendo a tutti i livelli.

Non si può sottovalutare che molte delle risorse a disposizione dello Stato provengano proprio dal comparto turistico. In gioco non ci sono solo i diritti dei concessionari, ma l’intero indotto generato dall’utilizzo turistico delle nostre spiagge».

Ma a chi o cosa è da attribuire questa confusione?

«Guarda, ci troviamo davanti a un clima di palese incertezza generato anche dalle tantissime sentenze dei tribunali amministrativi che esprimendosi in maniera diversa a seconda dei territori di competenza hanno ulteriormente ingarbugliato la matassa. Tra l’altro credo sia opportuno sottolineare che siamo davanti a ricorsi sostenuti spesso dall’Antitrust e frutto di continue diffide agli enti locali a cui nel contempo però è demandato il delicato compito di rilasciare i titoli».

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Antitrust che peraltro non ha risparmiato nemmeno il Comune di Casamicciola…

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«L’autorità effettivamente è ricorsa al TAR contro il comune di Casamicciola chiedendo l’annullamento della delibera di giunta con la quale si dava avvio alle procedure per la proroga delle concessioni demaniali attualmente in essere. Il Comune di Casamicciola – come del resto numerosi altri in Italia – stante la vigenza della legge 145/2018 e successive modificazioni e integrazioni, si è semplicemente limitato a prendere atto che una legge dello Stato ha esteso la durata delle concessioni demaniali fino al 2033 auspicando, contestualmente, un riordino della normativa generale in materia di demanio marittimo a tutela degli operatori del settore. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha ritenuto invece che il Comune di Casamicciola abbia violato gli artt. 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, invitando, di fatto, il Comune stesso a “disapplicare” la normativa nazionale».

Insomma, un gran casino.

«In effetti, volendo semplificare il concetto, non posso darti torto. Ci troviamo infatti di fronte alla presa di posizione di un’autorità statale, qual è l’Autorità garante della concorrenza e del mercato che, nella piena e legittima vigenza di una legge dello Stato che regolamenta la materia delle concessioni demaniali marittime, diffida il nostro Comune (e molti altri su tutto il territorio nazionale) ad adottare iniziative per “rimuovere le violazioni della concorrenza” contestate. E’ evidente che il settore del demanio marittimo necessiti da anni di un riordino normativo; gli stessi operatori del settore balneare, le associazioni di categoria e i sindacati vogliano la massima chiarezza sulle norme vigenti e da applicare; ma non possono certo essere i comuni adottare scelte arbitrarie andando in una direzione piuttosto che in un’altra. E, di conseguenza, sconfessando la normativa nazionale di riferimento a vantaggio di una interpretazione giudiziaria o viceversa. In questo specifico settore i Comuni italiani sono stati abbandonati in uno stato di incertezza assoluta che danneggia soprattutto i balneari e tutto il comparto economico che si muove intorno alle concessioni demaniali marittime. Un’incertezza derivata dal fatto che, quando bisogna fare riferimento – come dicevo – ad interpretazioni piuttosto che a normative chiare ed inequivocabili, si finisce col non sapere quale strada percorrere».

E in questo “labirinto” all’apparenza inestricabile come si muoverà Casamicciola?

«L’amministrazione di Casamicciola Terme rimarrà ferma sulla posizione assunta auspicando intanto un intervento governativo che sollevi gli enti locali e i loro funzionari da scelte e decisioni interpretative. Che, va detto, peraltro a loro non competono, avendo sacrosanto diritto a muoversi nell’ambito di un quadro normativo certo e univoco che è e deve essere a mio avviso quello nazionale».

Già, ma intanto l’estate è alle porte. Come la mettiamo?

«Per risolvere o comunque tamponare il problema nell’immediato, ci è giunta in soccorso la Regione Campania che con una sua delibera di giunta (la n. 622 del 29 dicembre scorso) prende atto che le concessioni demaniali marittime vigenti alla data di entrata in vigore della legge n. 145/2018 (cioè al 1° gennaio 2019) conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione della cessazione dello stato di emergenza da Covid-19. Il Governo, come è noto, fin qui lo ha previsto fino al 31 luglio: il che vuol dire calcolando una scadenza successiva di tre mesi si arriverebbe al 31 ottobre e dunque a stagione estiva ampiamente conclusa. e pertanto, ad oggi, fino al 3 maggio 2021 con possibilità di proroga al 31 luglio. . L’auspicio è che nel prossimo futuro l’Esecutivo Draghi, con il ministro del Turismo Garavaglia, riformi finalmente l’intero sistema che ancora oggi è sottoposto a norme, codici e regolamenti vecchi di decenni». 

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