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Lacco, braccio di ferro sul “fronte del porto” in attesa del Tar

Schermaglie dilatorie tra il Comune e la società che gestisce il molo turistico. L’ente ha la necessità di completare i lavori di banchinamento entro i tempi previsti, la Scarl rivendica i diritti concessori: situazione in stallo, intanto la settimana prossima il Tribunale decide sulla revoca della concessione

Il molo turistico di Lacco Ameno è uno dei fronti caldi dove si consuma la battaglia tuttora in atto tra l’amministrazione eletta a ottobre e l’opposizione guidata dal senatore Domenico De Siano. A pochi giorni dall’udienza davanti al Tribunale amministrativo regionale che dovrebbe decidere le sorti della concessione della struttura alla società Marina di Capitello Scarl facente capo a Giuseppe Perrella, si registrano schermaglie proprio sulla linea del fronte: nonostante la calma apparente e le bocche cucite, nella settimana appena trascorsa non sono passati inosservati diversi “movimenti” sul porto con esponenti dell’amministrazione intenti a discutere con gli addetti della società concessionaria.

Da parte sua, il Comune ha la necessità di portare a compimento i lavori di banchinamento del porto, un progetto già finanziato e suddiviso in due lotti. Il primo lotto è stato concluso, mentre il secondo va completato entro il mese di marzo. E questa scadenza, a meno di eventuali proroghe, va rispettata proprio in funzione del finanziamento ottenuto. Tuttavia pare che non sia così facile per l’ente mettere mano per il completamento dell’opera, perché sarebbe più comodo operare dal lato-terra per evitare le avverse condizioni meteo-marine tipiche della stagione invernale. E questa opzione sarebbe in qualche modo non troppo agevolata dalla società che, Tar permettendo, è comunque la titolare della concessione fino a maggio. All’intenzione del Comune di accedere alla struttura, la società avrebbe evidenziato motivi in qualche modo “ostativi”, come ad esempio le complicazioni relative allo smontaggio dei pontili o la dichiarazione di sgravio di responsabilità per eventuali danni causati dai lavori, o ancora il problema dell’allocazione temporanea delle imbarcazioni che al momento sono sistemate all’interno del porto. Fatto sta che più volte negli ultimi giorni il Comune ha visto sorgere difficoltà nell’atto di dare impulso concreto al cantiere per il completamento del banchinamento. Dall’altra parte, la società rivendica fino in fondo il proprio diritto a godere della concessione, e un’eventuale partenza del cantiere potrebbe significare una revoca parziale della concessione: in questo caso, però, si potrebbe ipotizzare che il tempo impiegato dal Comune a occupare l’area per completare i lavori dovrebbe essere “compensato” allungando il periodo di concessione oltre la sua naturale scadenza, per consentire alla società di ottenere i “tempi supplementari” per il godimento integrale della concessione.

La schermaglia dilatoria in atto potrebbe prolungarsi in caso di vittoria della società dinanzi al Tar la settimana prossima, col Comune alle prese con il completamento del secondo lotto e l’obbligo di rispettare la concessione almeno fino alla scadenza primaverile. Altrimenti, in caso di vittoria giudiziaria del Comune, è chiaro che il problema sarebbe superato, riprendendo il pieno possesso dell’area, senza ostacoli alla conclusione del banchinamento, a parte i tempi non troppo comodi da rispettare. Come è noto, la concessione si basa sull’approvazione del project financing da parte del Comune ormai circa un lustro fa. L’estate scorsa, constatato il mancato pagamento del canone annuo, il Comune aveva sollecitato il concessionario, che a luglio aveva avviato la procedura di definizione bonaria della controversia. Soluzione respinta dal Comune, che richiese il pagamento integrale dell’intero canone annuale di 170mila euro, facendo poi seguire nuova richiesta tramite Decreto ingiuntivo. L’esecutività di quest’ultimo era stata sospesa dal Tribunale lo scorso 31 luglio.

Tra quattro giorni l’udienza di merito che deciderà sulla legittimità della decisione con cui la scorsa estate il Comune aveva revocato la concessione a causa dei mancati pagamenti del canone annuo di 170mila euro da parte della società

Intanto, il 23 luglio l’amministrazione aveva avviato la procedura preordinata alla revoca dell’affidamento, che si è poi conclusa il 14 agosto con la revoca, disposta con provvedimento del dirigente del settore lavori pubblici, proprio in piena stagione turistica. Successivamente il Tar accolse il ricorso cautelare proposto dalla società, “congelando” la revoca, per poi fissare all’udienza di metà gennaio la trattazione di merito della controversia, quando si deciderà il destino di questa contrastata concessione. A dicembre, intanto, è già arrivata la decisione del Tribunale che ha segnato un punto a favore del Comune, in quanto sono state respinte le argomentazioni poste alla base della richiesta di sospensione dell’esecutività del decreto ingiuntivo, di fatto rendendolo nuovamente esecutivo a vantaggio dell’ente di Piazza Santa Restituta. L’udienza davanti alla magistratura amministrativa di mercoledì prossimo costituisce dunque uno snodo decisivo.

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