CRONACAPRIMO PIANO

Langellotto, confermati i domiciliari: e arriva la stangata

Per la sua ditta scatta anche l’interdittiva antimafia. Il provvedimento prefettizio firmato da Michele Di Bari si inserisce nella scia della misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria a carico dell’imprenditore 54 enne di Sant’Agnello operativo fino al gennaio scorso anche nei cantieri della Emergenza alluvione di Casamicciola Terme. Una misura che non è stata revocata dal giudice che così lo lascia ancora ristretto tra le mura domestiche

Domiciliari confermati e interdittiva antimafia per Langellotto. La “Costruzioni Sant’Agnello”è stata colpita da un’interdittiva antimafia firmata dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari. Il provvedimento, che ha carattere amministrativo e contro il quale è ammesso ricorso al Tar, è stato firmato l’8 febbraio e nasce dalla considerazione del gruppo ispettivo interforze che l’impresa sia suscettibile di condizionamenti malavitosi.La “Costruzioni Sant’Agnello srl” è sottoposta a procedura fallimentare e, nel corso degli accertamenti eseguiti dalla Prefettura di Napoli, è emerso che lo stesso Langellotto è socio o dipendente di altre società, quasi tutte di proprietà di familiari stretti. Una vicenda che coinvolge molto da vicino l’isola d’Ischia e la sua emergenza alluvione.

Langellotto, che fu condannato tempo fa in Cassazione a quattro anni di reclusione perché si è fatto strada nel mercato del cemento grazie al sostegno del clan Esposito, è assurto alle cronache locali e nazionali quando è stato accusato di avere aggredito e malmenato il 26 marzo dello scorso anno Claudio d’Esposito, referente del WWF in penisola sorrentina, e quando ha ottenuto dal parroco di Sant’Agnello, dove vive, la benedizione di cinque tra i suoi camion, parcheggiati sul sagrato. Proprio con quei camion “benedetti” Langellotto stava lavorando ai cantieri dell’emergenza post alluvione di Ischia, cosìcome vi abbiamo documentato con diversi reportage video e foto.Dopo l’esplosione del Caso, anche la Sma Campania, soggetto attuatore dei lavori dell’emergenza di Ischia, e responsabile del “cantiere Pio Monte” dove operava tra gli altri il 54 enne ha ottenuto l’allontanamento di Langellotto dai cantieri ischitani. L’imprenditore di Sant’Agnello risultava dipendente dell’impresa aggiudicataria del terzo lotto, ne curava i trasporti dei fanghi rimossi dall’isola alla terraferma, usava i camion ‘benedetti’ a Sant’Agnello. La ditta che lo aveva assunto, Gf Service, ha avviato le procedure di licenziamento pochi giorni prima dell’arresto e quando il caso era ormai deflagrato. Nei cantieri di Ischia, il 30 gennaio, proprio nel giorno della venuta del dottor Michele di Bari ad Ischiasi è registrato su ordine del Prefetto anche il primo “accesso straordinario” della DDA nei cantieri attenzionati per percorrere a ritroso, forse, le strade del fango di Ischia che viaggiavano con Langellotto e non solo.

Per l’aggressione denunciata dal WWF, il 26 gennaio, il 54 enne è finito agli arresti domiciliari nella sua Sant’Agnello dove si trova attualmente. Venerdì 9 febbraio, 24 ore dopo l’interdittiva prefettizia,si è svolta l’udienza camerale al Tribunale del Riesame di Napoli sul ricorso proposto dall’avvocato Di Martino, che patrocina Langellotto. Il legale aveva chiesto senza successo la revoca della misura cautelare e l’annullamento dell’ordinanza insistendo sulla «totale inattendibilità della parte offesa». Si attende a breve che sia resa nota l’ordinanza dei giudici per comprendere le motivazioni.In quella stessa data, più o meno nelle stesse ore, a meno di un chilometro, il giornalista Vincenzo Iurilloche vive sotto scorta dopo l’improvvisa evoluzione del caso Langellotoe d’Esposito sono stati convocati in commissione anticamorra della Regione Campania per essere ascoltati dal presidente Carmela Rescigno e dai consiglieri della commissione. Doveroso l’intervento dell’Antimafia. Langellotto, come anzi detto, era ritenuto infatti un imprenditore affiliato al disciolto clan Esposito di Santa Maria la Carità, costola del clan Cesarano. Per questo ha scontato una condanna definitiva a quattro anni e mezzo, ed è tornato a fare l’imprenditore da anni. Il 25 maggio 2020 è stato anche vittima di un agguato fallito, inmerito al quale sono stati condannati a quattro anni e mezzo in appello per tentato omicidio Francesco Greco e Francesco Ventura, entrambi dipendenti di Guglielmo De Iulio, 41enne imprenditore di Castellammare, ritenuto il mandante dell’agguato a Langellotto, arrestato e scarcerato a luglio, ed ora a rischio processo. Inizialmente incardinato dalla Dda, è caduta l’aggravante mafiosa e ora ha chiuso le indagini la Procura di Torre Annunziata. Un episodio, questo, che è finito anche nello scioglimento del Comune di Castellammare per presunteinfiltrazioni della camorra, per il legame tra De Iulio e l’ex sindaco Gaetano Cimmino.Insomma tante ombre e poche luci.

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