CRONACAPRIMO PIANO

L’appello di Luigi Iacono: non rassegniamoci al presente 

Il promotore e fondatore del Think Tank Progetto Ischia si confessa a Il Golfo in una intervista che fa il punto sull’anno appena trascorso e ancora caratterizzato dalla pandemia

«Non c’è tempo, né sono consentiti giri di parole. Andiamo direttamente al dunque». Così, Luigi Iacono – fondatore e promotore del Think tank Progetto Ischia – rilascia a Il Golfo una breve intervista alla fine di un anno ancora condizionato dalla pandemia e con lo sguardo rivolto al futuro che, si spera, possa essere migliore. Non senza sforzo e impegno, però, da parte di tutti. 

Possiamo essere finalmente ottimisti dopo due anni di sacrifici e di lutti che hanno colpito tante famiglie anche sulla nostra isola?  

Dovremmo esserlo. Penso però anche alle famiglie che si sono impoverite. Basta dare uno sguardo ai numerosi buoni pasto erogati dai Comuni per rendersi conto della gravità della situazione sociale che si è creata in questi ultimi anni. Ma dobbiamo essere sinceri: la pandemia ha messo a nudo problemi che ci portavamo dietro da decenni. Se vogliamo cogliere dei segnali di ottimismo per il futuro, nelle condizioni in cui siamo precipitati nel 2020, questi sono senz’altro: l’attenuazione, speriamo definitiva, dell’epidemia COVID-19, malgrado la possibilità di nuove varianti; il progredire della campagna di vaccinazione; l’importante piano di investimenti (PNRR) messo a punto dal Governo grazie all’arrivo degli ingenti fondi dalla UE. L’insieme di queste circostanze fa sperare nell’arrivo, finalmente, di una fase di progressivo superamento della crisi. Ma attenzione: possiamo riuscirci a condizione che la smettiamo di essere rassegnati al presente, riconosciamo i nostri errori ed i cambiamenti in atto da tempo e sappiamo investire le risorse che non mancheranno nei prossimi anni nelle infrastrutture, nella formazione e nei servizi che anche Progetto Ischia da tempo propone mettendo al centro una visione complessiva dell’Isola con la gestione unitaria ed integrata delle sue risorse. 

Allora possiamo essere ottimisti. 

Se tutto andrà bene, il cambiamento ci sarà e si manifesterà forse in modo profondo. Diversamente sarà una sconfitta con conseguenze drammatiche per tutti, con un ulteriore indebitamento a carico delle prossime generazioni. Certo, ci sono molti problemi da risolvere, ma stavolta almeno sembra intravedersi una luce in fondo al tunnel.

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Ma la politica, soprattutto quella della nostra isola, è all’altezza di queste sfide?  

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Proprio per l’inadeguatezza a queste sfide della politica italiana, come si sa, dal febbraio scorso, non a caso, è stata commissariata. Draghi ed alcuni suoi Ministri ne sono la conferma. E non solo. Tanti sono i commissari straordinari nominati lungo lo Stivale. Solo il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile ne ha nominati 57 per 102 opere, ad alcune delle quali anche l’Isola d’Ischia dovrà rivolgere la sua attenzione. La classe politica, compresa quella isolana, deve cogliere queste occasioni per rigenerarsi e dare finalmente risposte utili ai bisogni reali della popolazione e del territorio. La parola chiave è sostenibilità, non intesa solo come difesa e protezione dell’ambiente, ma anche come relazioni sociali, lavorative e condizioni di vita inclusive ed accettabili. Insomma, come mostrano tutte le ricerche, sostenibilità significa anche, se non specialmente, benessere. Delle persone e di tutta la società. 

Quali sono secondo lei le priorità di cui l’Isola ha bisogno e che il PNRR potrebbe soddisfare? 

Ciò di cui ha bisogno l’Isola d’Ischia lo sanno tutti. Basta comunque andare sul sito di progetto Ischia [ www.progettoischia.it] per ricordarne qualcuna, in particolare, da ultimo, il programma proposto per le elezioni scorse a Serrara Fontana [che non si limitava solo a quel Comune, ndr]. 

Ritornando all’occasione del PNRR, occorre prima di tutto convincersi della necessità di agire insieme, in termini di sistema territoriale isolano. “Co-operare” è l’altra parola chiave che coinvolge comuni, imprese, terzo settore, insomma tutto il tessuto sociale, economico e culturale del territorio. Il futuro si gioca sempre di più nella competizione tra aree territoriali in grado di affermarsi per le loro specializzazioni, per la capacità di identificarsi ed essere identificate quali depositarie di un brand particolare e unico, per l’attitudine ad integrarsi nelle reti di relazioni economiche e sociali più ampie per attrarre risorse. Co-operare, a maggior ragione durante e dopo l’esperienza pandemica, significa mettere a fattore comune le risorse disponibili, al fine di migliorare i risultati e le performance della comunità isolana, dei comuni e del sistema produttivo. Pertanto, serve condividere obiettivi, ricercare progettualità condivise, talvolta anche ridimensionando le aspettative e le peculiarità dei singoli territori a favore della comunità intera. 

Di obiettivi comuni, ne posso indicare alcuni di “antichi” quali la ristrutturazione ad es. della rete di gestione della depurazione delle acque, del servizio di smaltimento dei rifiuti mettendo al centro la raccolta differenziata, della mobilità sostenibile riferita sia al pubblico che al privato, oltre al miglioramento della scuola e della formazione, all’investimento su beni culturali e biblioteche pubbliche, alla digitalizzazione di infrastrutture e servizi sia pubblici che privati, alla realizzazione di parcheggi sostenibili a ridosso dei centri abitati. 

E l’offerta turistica? 

Il turismo continua ad essere “un’emergenza globale senza precedenti”. È cosi che UNWTO ha definito la situazione nel 2020 e tuttora le prospettive non sono rosee. Del resto, come dimostrano i dati della stagione 2021, la ripartenza del settore è stata trainata da viaggi di prossimità, grazie alla percezione di maggiore affidabilità e sicurezza per vacanze trascorse all’interno del proprio Paese o comunque in territori limitrofi: le restrizioni variabili introdotte ai viaggi, solitamente con poco preavviso, favoriscono una preferenza per spostamenti all’interno dei confini nazionali/regionali, spesso con prenotazioni last minute. 

Questa esperienza ci lascia comunque la possibilità di individuare alcuni fattori su cui investire per migliorare l’offerta che rimarranno tali anche nel post pandemia, quali la maggiore sicurezza e garanzie per la salute degli ospiti e la varietà e qualità dell’offerta in risposta al desiderio di libertà e di divertimento dopo mesi di limitazioni, tutte intese in chiave competitiva del turismo isolano, nazionale e internazionale. 

Personalizzazione, richiesta di contenuti altamente esponenziali e forte attenzione per la sostenibilità sono in realtà trend già in atto nel settore ma per i quali ci si aspetta un’accelerazione e una più marcata trasversalità. Anche l’offerta, dunque, dovrà continuare a dare risposta alle nuove necessità della domanda post-pandemia, favorendo investimenti per la riorganizzazione e l’introduzione di nuovi servizi, più individuali e personalizzati, e per una accelerazione sul fronte delle digitalizzazione. 

Che cosa dovrebbero fare, nello specifico Sindaci e amministrazioni, per mettere l’isola sul percorso indicato da queste priorità che, ci pare di capire, non sembrano soddisfatte totalmente? 

Non ragionare in termini soltanto di richiesta di risorse da spendere alimentando il consueto ‘debito cattivo’ di cui ha parlato anche Draghi, ma in termini di investimenti (e quindi di ‘debito buono’ anche per le prossime generazioni, che dovranno restituirlo) per migliorare le infrastrutture dell’isola (materiali e immateriali, quali quelle della conoscenza), qualificare le risorse umane, anche nelle pubbliche amministrazioni e così migliorare i servizi. Per fare questo tuttavia occorre avere una classe dirigente isolana in grado di indicare le priorità su cui concentrare le risorse in base ad una capacità di pianificazione strategica da operarsi in una cabina di regia isolana, sia politica che tecnica, anzichè disperdere le risorse in mille rivoli, talvolta anche clientelari.

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nicola lamonica

Caro Sindaco, anzitutto i miei affettuosi auguri di Buon Anno per te e famiglia! Circa il Tuo progetto per l’isola, carico di contenuti e di propositi, penso che nulla cambierà se non passa la riforma delle riforme, quella del Comune Unico dell’Isola d’Ischia con un Sindaco espressione isolana affiancato in Giunta dai rappresentanti eletti dalle singole comunità attuali. E’ l’ora di superare distingui paesani e di affermare nel contesto Metropolitano e regionale le potenzialità di un’isola che non ha nulla di invidiare al resto del Mondo, anzi .. . E’ questo il mio progetto primario per l’isola e spero che esso Te dello stesso avviso

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