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CRONACA

Le fake news ai tempi del Coronavirus

Una interessante riflessione sulle informazioni spesso volutamente o meno false che circolano: e che, ovviamente, preoccupano ancor più in un momento delicato come quello attuale

DI MATTEO SADOWSKI

Internet, come ben sappiamo, è uno strumento potente. Dalla sua nascita ha senza ombra di dubbio reso di gran lunga più semplici e pratiche le nostre vite, ma seppur vero che è stato ideato per essere semplice da usare e alla portata di tutti si è sempre saputo che in mani sbagliate può essere uno strumento parecchio dannoso. Questo suo aspetto, per così dire, oscuro, abbiamo avuto modo di osservarlo nelle ultime settimane, il quale, alimentato dall’emergenza Coronavirus ha dato spettacolo di quanto è in grado di controllare e condizionare molte menti. Questo triste aspetto lo si può facilmente incontrare nella condivisione di fake news. Esse vengono create da individui che provano evidente piacere nel far cadere in errore altre persone, perché altrimenti non si potrebbe spiegare il perché di un’azione così stupida, soprattutto di questi tempi.

Le fake news si potrebbe dire che esistono da sempre, la disinformazione è un’arma potente che può dare grandi benefici, ma nella maggior parte di casi sono pensate con il solo scopo di disturbare e creare ansia nelle persone che leggono, ignare che si tratti di menzogne. Se questo viene poi fatto in un periodo dove di ansia ce n’è fin troppa possiamo tranquillamente definire gli autori dei semplici criminali, tant’è vero che molte procure nel nostro paese hanno aperto fascicoli per individuare e assicurare alla giustizia tali soggetti. Però com’è vero che esistono le fake news create appositamente, ci sono anche quelle create di sproposito, per negligenza e delle volte anche per analfabetismo.

Volendo fare un esempio potrei dire che alcuni giorni prima dell’entrata in vigore del decreto anticontagio mi trovavo a passare in un bar, e li una signora legge sul suo smartphone un articolo di un servizio di informazione isolano e dice “Anche il comandante è positivo al virus”, avendo abitudine di verificare le cose, una volta tornato a casa parto con la ricerca e trovo l’articolo pubblicato su un sito di informazione intitolato “ANCHE IL COMANDANTE ANDREA MELONI SULLA NAVE CON CUI SI STA TRASFERENDO AL COTUGNO DI NAPOLI IL TURISTA BRESCIANO RISULTATO POSITIVO AL CORONAVIRUS”. Questo è quello è accade quando si presta scarsa attenzione alle cose, una volta letto male, il significato reale di quell’innocuo articolo è stato distorto per poi essere diffuso involontariamente come fake news. In quel momento era entrata in circolazione visto che le persone con cui la signora parlava hanno probabilmente provveduto a diffonderla ulteriormente, e come direbbero Fred e George Weasley, “fatto il misfatto”.

Volendo fare la nostra parte nella lotta alle fake news, consigliamo di verificare sempre e comunque la veridicità delle informazioni ricevute sui social, non fidarvi ciecamente di quello che dicono gli altri, soprattutto se tali “informazioni” suonano in modo strano o surreale, come una che sta facendo furore sulle varie piattaforme social e che citeremo: “Il dipartimento della protezione civile, in collaborazione col governo ha deliberato che il 15 aprile se l’epidemia non è stata contenuta verrá dichiarato il biocontenimento BSL-4. Il più alto che prevede protocolli di contenimento estremamente stringenti. Se l’oms dichiara la pandemia significa che il MONDO SI FERMERÀ COMPLETAMENTE PER 21 GIORNI. Borsa, parlamenti, scuole, aeroporti, treni, uffici, attività commerciali, tutto. Solo un membro per ogni nucleo famigliare sarà dotato del kit necessario per recarsi ai checkpoint militari approntati per i rifornimenti necessari. Nessun’altra potrà lasciare la quarantena domiciliare, malato o sano, grave o no. Dopo 21 giorni sapremo se il virus è sconfitto ma faremo la conta di un isolamento così rigido.”

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Questa ovviamente non è altro che una cosiddetta bufala, che ha però creato talmente tanto turbamento che è dovuta intervenire addirittura la Protezione Civile per smentire quanto scritto. E poi la pandemia è già stata dichiarata, avete visto qualche checkpoint militare lungo le strade? Noi abbiamo visto solo persone che ancora non hanno capito che bisogna restare a casa mettendo a rischio la salute degli altri. In merito bisogna dire che domenica le strade erano abbastanza vuote, solo dopo ora di pranzo si è sentito un leggero aumento di movimento lungo le strade, e visto che era tutto chiuso a eccezione di poche farmacie (anche se alle 15.30 forse era chiuso letteralmente tutto) si trattava probabilmente di individui diversamente intelligenti, visto che è difficile credere andassero tutti in farmacia o a lavoro. Ad ogni modo, non ci scocceremo di ribadire che bisogna restare a casa e nel limite del possibile farlo capire anche a chi ancora non l’ha fatto, questo è un grande contributo che ognuno può dare.

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