CULTURA & SOCIETA'

Le imprese da scalatore di Pepito Morgera

Giuseppe Morgera, per gli amici Pepito, è un’altra forza della natura, eguaglia la sorella Luciana. La sua passione sono le pareti rocciose e non dei nostri boschi. Le osserva, le studia, le accarezza e poi le scala. Arrivando fino alla sommità usando pioli, funi e tanta concentrazione, per Pepito le nostre pareti, a rischio limitato, non superano l’altezza di 30 metri. Per uno scalatore appassionato come Pepito da Casamicciola il pericolo è calcolato alla partenza. Il quartier generale di Giuseppe Morgera  e della sua compagna Fiorella continua ad essere  il bosco di Zaro a Forio dove ha “sede” l’associazione “Ischia Verticale”. In questo luogo avviene di tutto: si programma, si ragiona, ci si incontra per studiare nuove strategie per intervenire sullo stato dei luoghi per ridare loro maggiore decoro ambientale. Addirittura ci si organizza in squadra  per dare lustro al sentiero che porta alla Falesia e per sistemare i terrazzamenti e i muri a secco. Ciascuno accetta il ruolo assegnato. Fiorella ricopre l’incarico di direttore del cantiere dei lavori, Pepito si improvvisa operaio e con lui nel medesimo ruolo gli amici volontari Fabio Mattera, Desirè Dell’Uomo, Francesco Mattera, Giovanni Di Sarno, Antonio Gebbia, Raffaella Scotti, Ally Ox, Lello Cannovo, Tina Kovacevic.

A questi se ne affiancheranno altri.  E’ bello ammirare simile compagnia che agisce per amore, rispetto e passione per natura e difende l’ambiente meglio e più di casa propria. Evidentemente c’è una convivenza che produce questi effetti. Ma Pepito Morgera guarda anche fuori dell’isola per scalate calcolate nei boschi dell’avellinese, del casertano, del beneventano fino alla Basilicata ed al Molise. Il sogno nascosto mai realizzato  di Pepito rimane ancora  quello di poter, forse a breve, scalare la parete frontale del Castello Aragonese. La prima forza d’animo di Giuseppe Morgera e quella importante di saper vincere la paura. “superato questo ostacolo di coscienza, ci confessa Pepito, ogni intervento a rischio diventa semplice, superabile”. “La nostra amata Falesia di Zaro ci fa sapere Pepito, sta diventando un piccolo gioiello…manca solo un ultimo sforzo per farla diventare un posto ancora più bello e sopratutto sicuro dove arrampicare e passare una giornata all’aria aperta”.  “con la nostra attività, afferma ancora Pepito, attiriamo sull’isola appassionati delle arrampicate  e del primo  alpinismo da tutta Italia per un turismo ecosostenibile ed eco globale finalizzati per l’educazione ambientale”.

                                                            michelelubrano@yahoo.it

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