CULTURA & SOCIETA'

LE STORIE DI SANDRA Aniello Florido, la favola di un calzolaio

DI SANDRA MALATESTA

Le nostre famiglie, i nostri uomini che lavoravano tanto avendo vicino donne incredibili che intendevano l’amore come scambio di cure, di aiuto reciproco, di affetto, devono essere raccontate, io ne sento il bisogno, io ammiro e amo quelle persone. Oggi lo dedico ad Aniello Florido, che perse il suo papà quando aveva appena 7 anni, e anche l’unico fratello maschio Pietro, e che si prese sempre cura di sua madre e delle quattro sorelle, Giuseppina (la nostra dolce bidella che preparava l’inchiostro e lo metteva nei calamai con la macchinetta da caffè napoletana), Franceschina, Giuseppina e Lucia alle quali voleva tanto bene. Aniello aveva pensato di partire per gli Stati Uniti in cerca di lavoro, ma un malore della madre glielo impedì. Cosi dopo la guerra tornò a Ischia ci restò e cominciò a fare il calzolaio che a quell’epoca era un lavoro che rendeva, visto che le scarpe dovevano durare e si portavano a risuolare. Il negozio era all’inizio della salita di San Pietro e quel portone di legno lo ricordo bene. Era bello quando stava aperto e noi bambine andavamo a guardare tutte le foto di personaggi famosi che erano stati suoi clienti. Tra questi Totò e Stefano Colagrande il ragazzo che recitò nel film “Incompreso”. Un film che commosse tutti. Lui venne per due anni in vacanza alla ” “Villa rosa” e frequentò la bottega di Aniello. La figlia Carla, mi ha detto che purtroppo quelle foto furono rubate. A quel tempo la bottega era una specie di bar, dove si andava a scambiare quattro chiacchiere con chi continuava a martellare sulle sue scarpe con quel bel grembiule di cuoi legato in vita,alzando ogni tanto la testa per un sorriso.

Aniello sposò la dolce Luisa Mellusi che tutti chiamavano Luisina in segno di tenerezza perché era veramente una donna dolce che spesso aiutava il marito. Ebbero tre figli Carla che sposò Angelo, Giovanna che sposò Filippo e Gaspare che sposò Amalia. Da questi matrimoni nacquero tanti nipotini per Aniello e Luisa.due dei quali, Rossella e Marisa Agnese, sono state mie bravissime alunne. Purtroppo Aniello non li vide nascere tutti perché morì a novembre del 2005. Durante il boom turistico i sandali fatti a mano da Aniello vennero anche messi sul giornale Amica. Erano anni belli e vivi e spesso la sera Totonno Savarese e Pino De Angelis suonavano la chitarra e cantavano mettendo allegria a tutti compreso ad Aniello che amava ascoltarli.La bottega di Aniello si spostò poi a Via Venanzio Marone sotto alle Palazzine Del Sole e di fronte al Bristol. Aniello è stato bravo in tutto nel lavoro, come marito, come padre, come nonno e come amico. Mio zio Luigi era tanto amico di Aniello. La sua dolce moglie anche da sola, dopo la sua morte curò figli e famiglia come gioielli ma anche lei andò via nel 2019. Ecco una storia dolce come tutte le storie della mia gente, delle mie tante mamme e dei miei tanti papà, perché lo dico sempre, noi bambini eravamo FIGLI DI MAMMA cioè di ogni mamma che ci vedeva crescere ed ecco che devo fermarmi, mi viene da piangere di emozione, mannaggia, scusatemi tutti.

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