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LE STORIE DI SANDRA Nascite e bambini di una volta

Oggi mi piace scrivere alle nostre vite che il destino o Dio hanno voluto fare nascere in quelle case che formano quasi un cerchio di protezione alla nostra spiaggia e al nostro mare. Le vite di bambini e bambine oggi uomini e donne adulte che sono stati voluti, amati, tenuti come gioielli preziosi e, allo stesso tempo, educati ai valori di educazione e rispetto. Non c’erano le ecografie e c’era come ginecologo Giovanni Ferrandino e come ostetrica delle nostre zone Maria Cervera ma in genere si partoriva in casa o alla Maternità. Qualche partoriente chiamava anche L’ostetrica Ida Di Scala ma lei di solito andava per la zona di Barano e Testaccio. Un figlio era un dono di Dio ( come lo è oggi) la mamma doveva comportarsi bene per farlo crescere al meglio nella sua pancia e, poverine le nostre mamme dovevano anche mangiare per due.

Si preparavano i pannolini veri fatti da tre pezzi e a volte da quattro tutti di stoffa. Quindi se un neonato si cambiava sei volte al giorno si dovevano cambiare 18 panni da lavare. La cosa che mi inquietava quando tenevo in braccio la mia sorella piccola era vederla fasciata dal bacino in giù come un salame. Mi faceva quasi pena ma le mamme dicevano che in questo modo venivano le gambe diritte. Era un rito fasciare un neonato. Tra rettangoli di stoffa, ciripà, pannolini di stoffa e anche una fascia lunga che chiudeva il tutto. Mentre si fasciavano a un certo punto si faceva la croce al neonato. Era veramente una fatica che io ho fatto con il primo figlio mentre con il secondo erano usciti dei pannolini che si mettevano dentro mutandine di plastica triangolari che si legavano sui fianchi, così si cambiava solo il pannolino. La cosa bella che mi piace ricordare è l’odore di quei bucati stesi sui tetti (Comp all’astc) e quel bianco incredibile che riempiva tutti i balconi e le finestre. Noi figli più grandi davamo una mano e penso a quanto mi abbia reso responsabile già a otto anni tenere per mano Patrizia e in braccio Marina per portarle un poco alla spiaggia stando sempre vicino a loro e facendo il bagno tenendo Patti nella ciambella e Marina in braccio.E penso anche che forse oggi una bimba di otto anni non lo farebbe perché l’ansia dei genitori è cresciuta così come i pericol

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Rossy

Hai detto proprio bene Sandra, nascita e bambini di una volta. A raccontarlo ora non ci si crede. Ognuno ha la sua storia. Io sono l’ultima di 11 figli ( prima le famiglie rispetto ad oggi erano numerose) e mia madre solo la prima figlia ha partorito in ospedale, tutti gli altri son venuti al mondo in casa. Posso dire che mamma eccezionale è stata, portare avanti tanti figli con nessuna comodità di oggi senza lamentarsi mai. Ma dove stanno le mamme di una volta? Oggi ci sono tutte le comodità e le mamme si lamentano che non ce la fanno. Certo, il mondo è cambiato ma a volte ci si chiede, era meglio prima o è meglio oggi?

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