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LE STORIE DI SANDRA PER MARIA MONTAGNA BASILE (PERANNELLA)

Questo giovedì racconteró la storia di una donna incredibile per quello che ha saputo fare e per come ha vissuto e cioè di Maria Montagna che nacque a Ischia il 20 giugno 1897 e apparteneva alla razza chiamata “Perannella” perché alcuni di quella famiglia erano alti. Maria era sorella del padre di Sofia, Giannino e Antonio Montagna. Questa donna ha avuto una vita da romanzo a lieto fine con tanti sacrifici e vere e proprie avventure anche pericolose. Sposò a 33 anni Salvatore Basile ed ebbe cinque figli, Gisa, Gennaro, Giovanni e i gemelli Gaetano e Franco morti in tenera età a distanza di quasi 4 anni dall’altro. In tempo di guerra si trasferirono a Bacoli per lavoro, ma il marito morì lasciandola sola con figli ancora ragazzini. Non riuscendo a farcela mise i due maschi in collegio a Napoli e tornò a Ischia con Gisa. Poi riuscì a far tornare anche i due ragazzi. Lei con una barca a remi partiva di notte per evitare le mitragliatrici dei tedeschi da Ischia e arrivava a Torre Gaveta con un baule legato sulla barca per prendere spirito da poi rivendere a Ischia. Intanto i figli fin da bambini cominciarono a lavorare.

Giovanni detto Nino, sui mass inglesi e Gennaro in un cantiere navale per poi diventare maestro d’ascia. Sul finire della guerra il fidanzato di Gisa, Alvaro Cecchi forte calciatore, organizzò una partita contro gli inglesi con in palio una buvette (piccolo bar) che gli inglesi usavamo come ripostiglio. Gli ischitani vinsero e la buvette fu usata dove stava cioè sulla spiaggia verso il lido per vendere bibite e altro. Cosi nacque il Bagno Maria frequentato successivamente da attori, uomini politici, cantanti, turisti di classe. Quando dico che Maria è stata una grande donna dico la verità. È riuscita da sola a crescere tre figli in gamba buoni, generosi e con una grande vena artistica. La dolce Gisa che si faceva amare da tutti con quel sorriso sempre pronto sposò Alvaro ed ebbero due figli Chicco e Marco. Nino riuscì prima a gestire a lungo il bagno Maria e poi a inserirsi nel commercio giungendo a creare Rustica Domus negozio di mobili antichi e oggetti preziosi molto raffinato. Nino sposò Michela Zivelli ed ebbero tre figli, Salvatore (mio cognato) Maria Letizia e Cristiana. Gennaro si dedicò alle barche e anche a modellini in legno meravigliosi. Tutti e tre non dimenticarono i sacrifici fatti dalla madre e da loro stessi e hanno sempre aiutato chi ne aveva bisogno e trattato quella grande mamma come una regina.

In tempo di guerra, in entrambe le guerre, ma in particolare durante la prima, la vita era dura e faticosa, e Maria rimasta vedova mostrò di amare la vita volendo migliorarne la qualità. Ma per fare questo sapeva di dover lavorare duro e così fece e fece fare ai figli. Questa è la storia della famiglia Basile che deve tanto alla donna rossiccia di capelli, che io ricordo molto bene, dal carattere quasi di un generale, che non sapeva cosa fosse la paura e che è riuscita a dare un buon futuro a quei figli tanto amati.E come si può vedere dalle foto che posto, Maria ha voluto lavorare sempre e stare lì al suo posto di comando con il sorriso tenero che la rendeva speciale. La storia a lieto fine di Maria Montagna (che morì il 26 Ottobre 1978) ci insegna che dare l’esempio prima di pretendere qualsiasi cosa, porta frutti buoni. Ringrazio Maria Letizia Basile, per me da sempre Titta, per avermi aiutata.

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