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LE STORIE DI SANDRA Quei giorni di festa nei nostri vicoli

Di questo periodo il tempo era tutto nostro dei piccoli bambini mentre i grandi preparavano sottoli e sottaceti. Tutto era fatto con il tempo come dicevano i nostri vecchi “Vait parti cu tiemp” in modo che in quei giorni di festa tutto fosse già in casa o in luoghi freschi. Noi piccoli vivevano giorni felici con le nostre nocciole e andavamo a Piazza Croce a giocare a castelletto.

Chi vinceva non sapeva dove mettere le nocciole. Un giorno io portai da casa una scatola di latta e misi dentro le nocciole e, mentre camminavo muovevo la scatola quasi come per fare una musica. Sulla sabbia facevamo delle fossette e con il pizzico lanciavamo le nocciole nella fossa. Chi ne mandava di più le vinceva. Niente compiti almeno fino ai primi di Gennaio. Quando giocavamo con le nocciole maschi e femmine stavano con gli occhi aperti perché c’era sempre chi portava la nocciola riempita di piombo e subito abbatteva il castelletto e vinceva.Per la prima volta vidi correre la nostra chiorma per acchiappare non dico chi che aveva la nocciola piombata. Io piangevo come sempre, avevo paura di tutto e con le mie nocciole me ne tornai a casa da mamma. Nei pomeriggi molte bambine aiutavano a tagliare gli struffoli a pezzettini mente la padella piena d’olio aspettava per friggerli.

Quando poi si impastavano gli struffoli, dopo averli fritti si mettevano nel miele anche quelle bucce candite casalinghe ma il miele era sulle nostre dita che felici le mettevamo in bocca. Nelle cucine in alto in bicchieri di vetro dove i piccoli non potevano arrivare, si conservavano le dieci lire e altri spiccioli per giocare a tombola a Natale o a battimuro. Gia in questi giorni le mamme e le nonne cominciavano a giocare a tombola in varie case nel pomeriggio e si sentivano boati quando qualcuna faceva tombola. Quello che mi faceva arrabbiare era che solo le femmine aiutavano in casa.Io non sono femminista e non lo sarò mai ma sono per il rispetto e la collaborazione e questo si ottiene senza battaglie ma con tanto amore.Se una mamma era stanca bastava chiedere anche al figlio maschio: “Dammi una mano a mamma sono distrutta” che lui subito l’aiutava. Dove c’è amore tutto è più bello anche se le nostre nonne hanno fatto una vita sacrificata ma non ricordo mai mariti violenti.Non so, c’era come un cerchio d’amore. Io cucino, lavo, lui porta i soldi per un futuro migliore, e quelle carezze timide che ogni tanto una donna riceveva le facevano arrossire tanto. La mattina del 30 tutti volevano andare dietro alle madri al mercato perché avevamo sempre un pezzo di formaggio da Gigino o un palloncino che legavano al braccio. I focolari erano in funzione si puliva tanta minestra si faceva del buon brodo, e tanti piccoli antipasti.

Quel tempo mi è servito e ho voluto fare come la mia mamma. Imparare tante cose ma anche chiedere aiuto se sono stanca tutto in piena serenità e senza pretendere perché dove c’e pretesa allora si avverte poco collaborazione. Essere donna nata in quei vicoli mi fa sentire che io si proprio io devo fare da riferimento per la mia famiglia e da sempre Natale e Capodanno sono stati giorni stancanti ma belli.La spiaggia la strada le vecchiette con i “maccaturi in testa, le alici le papaccelle, i rami di fiori presi dai giardini, i nostri giochi, tutto bello.

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