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L’Incubo frana e gli irriducibili: «Noi non lasciamo casa, ecco perché»

Tra sgomberi ed evacuazioni, ecco la voce di chi non intende abbandonare luoghi che dopo la frana del Celario sono diventati oltremodo pericolosi. Franco Mattera: “Io non me ne vado. Non mi fido di quel che dicono e dalla zona nera del Majo testimonio tutte le omissioni e le mancanze in questo paese ferito a morte”

DI IDA TROFA

Meteo è allerta gialla su tutto il territorio fino alle 15 di oggi. La perturbazione continuerà a insistere sulla regione con precipitazioni sparse anche a carattere di rovescio o temporale. La Protezione Civile ha prorogato l’allerta sul territorio regionale fino al primo pomeriggio di domenica 11 dicembre, ma con degradazione del livello di criticità che passa al giallo su molte zone ed in particolare l’Isola d’Ischia, dove c’è particolare attenzioni. I timori che le autorità avevano avanzato per le condizioni meteo di ieri, di fatto si sono dimostrati infondati. Non si sono registrati problemi o ulteriori danni sull’isola già martoriata dal disastro del 26 novembre scorso. Ferme, intanto, tutte le attività e gli interventi di emergenza per la messa in sicurezza sul territorio, l’isola ha pianto i suoi morti celebrando le ultime esequie delle vittime della sciagura che ha funestato Casamicciola Terme.

La perturbazione continuerà ad insistere sulla nostra regione con precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale. Si intensificano invece i venti a partire da questa mattina. Anche il mare si presenterà agitato o molto agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte. 

SABATO DI ALLERTA ARANCIONE SENZA PROBLEMI

L’allerta meteo arancione, di ieri aveva portato alla nuova chiusura, per 24 ore, sia della ex SS270, l’anello di collegamento che unisce tutta l’isola d’Ischia, sia del porto di Casamicciola. Naturalmente, l’attenzione è stata diretta a tutta all’area di colpita, la zona rossa di  Casamicciola. Qui non ci sono abitanti da sfollare, tutti alloggiati in hotel e in ripari di fortuna. I timori restano legati alle zone da evacuarsi temporaneamente ad ogni allerta della protezione civile. In queste circostanze non si guarda soltanto a monte, dove la frana del 26 novembre ha portato devastazione e morte ed ha causato 12 vittime e distrutto numerose case e reti infrastrutturali, ma anche a Valle. La Protezione Civile ha individuato anche altre possibili aree di rischio. In serata sabato sono stati diffusi avvisi per le strade con ben tre auto con megafono. Il commissario Calcaterra ha voluto sottolineare che l’invito ad evacuare stavolta è più deciso e pressante. Eppure, almeno una ventiina di famiglie sono rimaste nelle proprie abitazioni. 

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NON CAMBIANO PERIMETRAZIONI E DISPOSIZIONI, ANZI…

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Non si tratta di uno sgombero coatto, no, ma di una fortissima persuasione che comunque non ha convinto tutti. Quindi non si registrano variazione tra zona rossa e gialla. Tutto quanto disposto sin qui sarà valido fino alla fine degli studi. Non cambia la perimetrazione delle zone. Gli esiti dei monitoraggi sono attesi a giorni.Una gestione caotica ed assurda dell’emergenza che non infonde fiducia nella gente e ne mina ogni certezza.

Tra le le decine di persone indicate dai commissari Giovanni Legnini e Simonetta Calcaterra che non vogliono casa c’è lui: “Franco del GARFI, Curagg”. Non c’è emergenza o allerta meteo che tenga. Franco e Curagg’ non ha mai lasciato il centro operativo nel cuore della tragedia e della zona rossa che sia sisma o alluvione. Dal terremoto Franco Coraggio al secolo Francesco Mattera, 77 anni di servizio inossidabile nella protezione civile con il suo GARFI non ha mai lasciato il Majo il COM, il centro operativo del Majo dove tutti, da sempre, trovano, riparo, ristoro ed aiuto.” Io non me ne vado, lo farò quando sarò morto– dice Franco- e poi di quel che dicono non mi fido. Io conosco il mio paese e conosco la nostra montagna e so che dove siamo noi non corriamo alcun pericolo. Da quando il terremoto ci ha distrutto, nessuno ha mai fatto niente per aiutarci a ricominciare. Zona rossa! Zona gialla! Qua è tutto nero come la morte che ci hanno costretto a vivere giorno dopo giorno ed oggi di più con queste famiglie distrutte”. Francesco come altre decine di irriducibili disincantati e sfiduciati dai proclami istituzionali non vogliono lasciare la loro case anche dopo l’ordine di evacuazione a seguito dell’allerta gialla che potrebbe provocare altre frane dopo i tragici trascorsi di queste settimane.

Un drappello di irriducibili di cui Franco è simbolo. Ha già lavorato a Sarno occupandosi dei ponti radio quando, nel maggio 1998 ci furono centinai di morti, e prima era stato in Umbria nel post terremoto del 1997. Dopo il sisma che colpì Casamicciola nel 2017 è il faro della baracca in piazza Majo con altri amici, sfollati e reduci di tutte le tragedie casamicciolesi. Lui abita alle spalle della Baracca della la Ri-scossa, in via Montecito che fa parte della zona rossa definita con la frana e prima ancora era al centro di quella rossa da sisma.

Mai ho pensato di spostarmi da qui o di lasciare la mia casa. Per cinque anni non si sono minimamente preoccupati della nostra sicurezza. Ora hanno paura e vorrebbero svuotare quasi tutta l’isola d’Ischia. L’Epomeo è sempre stato terreno di frane. Oggi dicono che pioverà e pioverà anche domani! Se ce ne andiamo oggi cosa risolviamo? Alla prossima pioggia andremo via un’altra volta? Non cambia nulla. Questo è il vero problema. Fuggire evacuare non serve. Serve intervenire su Casamicciola con serietà e onestà.Come bisogna farlo per tutta Ischia. Bisognava farlo dopo il terremoto ma non è stato fatto. E finché io sarò qui e sarà qui questa baracca, potremo continuare a denunciare di essere stati abbandonati e che nessuno ha voluto intervenire concretamente”.

GIULIVO E LO SCALO PORTUALE DI CASAMICCIOLA

Il territorio è indubbiamente fragile. Per questo servono interventi perticai e complessivi in ogni ambito. Sulle infrastrutture isolane ed in particolare il secondo scalo ha parlato il capo della protezione civile campana Italo Giulivo: “Il Porto di Casamicciola non ha rivelato particolari problematiche per il transito. In ordine alla batimetria non sono state comunicate- rende noto il Capo della Protezione Civile regionale- Non ci sono state rappresentate criticità sulla officiosità del porto. Se emergessero sarebbero comunicate”. In ogni caso lo scalo resta impraticabile sino al termine dell’allerta. C’è l’avviso ai naviganti. Il costone della litoranea è un fronte di frana in atto. Saranno installati sensori e centraline di rilevamento sul costone stesso, soprattutto nell’area della Casa Cantoniera. Ci sono stati sopralluoghi della Città Metropolitana, del commissariato e dei privati. A breve sarà installato un sistema di monitoraggio anche li. Lo ha confermato il commissario straordinario Calcaterra. La situazione del territorio, e non solo, è più che critica. Non ci sono novità eclatanti. Chiusure e interdizioni sono tutte legate al meteo e attendono gli esiti dei nuovi sopralluoghi che dovrebbero riprendere alle 15 di oggi.

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