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L’INTERVISTA Procida, Lubrano: «Se c’è un momento in cui il calcio deve prendere delle decisioni è proprio questo»

Il direttore sportivo fa il punto della situazione in merito alla non ripresa dei campionati

C’è molta attesa in merito alle ultime decisioni che riguarderanno le modalità in cui la federazione deciderà i verdetti finali per quanto concerne i dilettanti e soprattutto le eventuali retrocessioni. Di questo e altro ne abbiamo parlato con il direttore biancorosso Maro Lubrano Lavadera.

Ripartono i professionisti. Per i dilettanti come volevasi dimostrare tutto rinviato: cosa ne pensi?

«Per quanto riguarda l’aspetto calcistico è stata presa la decisione che tutti ci aspettavamo ovvero quella della chiusura di tutti i campionati dilettantistici. Una conferma che magari è arrivata solo ora, ma per motivi tecnici. Tutte le squadre comunque avevano già preventivato ed accettato questa chiusura anticipata dei campionati, bisogna vedere ovviamente come verrà poi gestita la situazione delle Promozioni e delle retrocessioni ma direi che sotto questo punto di vista è stta presa la decisione più saggia, in quanto tra i professionisti ci sono anche esigenza economiche che hanno spinto giustamente verso la ripresa dei campionati».

Aiuti ai club e ai calciatori: credi che basteranno per rimettere in piedi il calcio nostrano?

«E’ difficile farsi un’idea i tal senso ma sicuramente l’impatto del Covid sul calcio dilettantistico sarà importante. Ci sono attività che sono state chiuse per mesi e imprenditori che si ritroveranno a dover rimettere in piedi proprie aziende e considerando che le risorse impegnate nel calcio dilettantistico sono per lo più personali die vari presidenti oppure derivanti da sponsorizzazione credo che ci sarà una netta riduzione . Ciò avrà indubbiamente una reazione a catena che si ripercuoterà sicuramente sui badget delle società sia per gli investimenti che faranno, sia in riferimento ai rimborsi dei calciatori».

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Quanto in termini di lavoro e futuro dei dilettanti, inciderà ancora il post covid? Potrebbe essere invece un modo per ripartire in queste categorie?

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«Il calcio dilettantistico paga a mio parer una mala gestione che dura oramai da anni e che il Covid ora ha riportato alla luce. Noi però non dobbiamo dimenticarci che comunque di questi tempi pariamo di società che scompaiono o comunque società che fanno grandi proclami per poi smantellare a dicembre oppure di calciatori che reclamano rimborsi non percepiti e impegni non rispettati. Io spero che nella difficoltà il Coronavirus dia un assist al mondo del calcio intero per attuare delle riforme che permettono alle società di sopravvivere in maniera più duratura anche per non illudere i tifosi anche perché ci ritroviamo spesso con piazze importanti che fanno grandi numeri nel mondo dilettantistico ma che poi si ritrovano a fare tanti passi in dietro. Spero che le istituzioni si mettano a lavoro e intervengano per far si che si attuino delle riforme in grado di sostenere tutti e non far morire il calcio dilettantistico e/o magari la possibilità di contratti che possano tutelare calciatori che comunque prendono degli impegni con le varie società. Se c’è un momento in cui il calcio deve prendere delle decisioni è proprio questo creare magari una categoria del semi dilettantismo. Non so quale possa essere la ricetta, credo però che nel mondo del calcio ci sia bisogno una riforma».

Ischia oramai in Eccellenza… Forse la D: cosa da non escludere se consideriamo che quasi sicuramente ci saranno tante squadre che non potranno riscriversi ai campionati…

«Sono contento che ad Ischia si continui a vivere con grande entusiasmo la squadra e il calcio perché ho vissuto gli anni della serie D, della promozione e so che quando c’è entusiasmo a Ischia si respira n aria davvero di grande calcio qualunque sia la categoria. Aspettiamo il verdetto che consacrerà la grande stagione dell’Ischia, poi ovviamente a tutti noi fa piacere che questo salto sia doppio, ma qualora non dovesse succedere, comunque leggerei in chiave positiva la situazione dei gialloblù perché vuol dire che tutti i tifosi possono dormire sonni tranquilli in quanto sussiste una società alle spalle che è più che pronta alla serie successiva. Oltre al fatto che se resta in Eccellenza potrà affrettare quel processo di ambientamento che il salto di categoria avrebbe comportato in quanto anche in Eccellenza ci saranno tante squadre che si ritroveranno a dover combattere con l’incertezza del post covid, mentre l’Ischia con una società solida alle spalle rappresentata dal presidente D’Abundo, con una grande organizzazione e una squadre e un allenatore già collaudati, dopo un grande campionato di Promozione potrà immediatamente ben figurare in una categoria come quella dell’Eccellenza che chiaramente dal punto di vista organizzativo e qualitativo è ben altra cosa rispetto a quella della Promozione».

Il Futuro del Procida: come e se vi state già muovendo in tal senso

«Ci è dispiaciuto chiudere anzi tempo al stagione avremmo voluto magari un po’ più di tempo anche per chiudere in una classifica migliore perché l’avremmo meritato e comunque perché l’ultimo periodo è stato caratterizzato dai tanti infortuni. Una situazione inevitabile dopo tati mesi di allenamento tra strada e palestra, abbiamo avuto per questo tanti infortuni da ritorno in campo che ci hanno condizionato all’inizio del girone di ritorno e ci hanno fatto perdere qualche punto ma io credo che il Procida avrebbe potuto finire in crescendo il campionato e magari anche puntando a quella terza posizione che era il nostro obiettivo. Ma considerando le nostre condizioni iniziali, l’assenza del campo, i tanti problemi fisici possiamo ritenerci più che soddisfatti del lavoro fatto da mister Iovine e dalla squadra. Anche per noi ovviamente questo è un momento di stallo, ma presto sicuramente arriveranno delle risposte anche per noi».

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