CULTURA & SOCIETA'

L’isola è un’altra primaversa senza rondini

Nel nostro passato non troppo lontano, con l’ approssimarsi della primavera ammantata e profumata dai suoi fiori simbolo, i ciclamini, le margherite, le fresie, le rose, i garofani ecc., c’era l’attesa per il ritorno nel cielo dell’isola delle rondini  a stormo alternato, che una volta giunte dalle nostre parti ci rallegravano il cuore. Insomma ci mettevano in allegria e gioia di vivere. Oggi tutto questo non avviene più. In sostanza, la rondine altro  imbolo della Primavera di sempre,  rischia di non apparire più nei nostri cieli. Secondo l’Unione Europea le rondini  sono, infatti, diminuite del 20 per cento negli ultimi 20 anni. Molte rondini tornano, ma non trovano più i propri nidi, distrutti da interventi edilizi. Il detto antico mai dimenticato suggerisce; “Una rondine non fa Primavera”, solo che ad onor del vero, la primavera c’è, è la rondine o le rondini che mancano. La rondine è quel volatile che ama le atmosfere  calde. La sua migrazione è uno spettacolo della natura e cattura le simpatie dell’uomo  che pur cacciatore si esime dall’abbatterle. Le rondini hanno ispirato poeti e scrittori che le hanno spesso poste al centro delle loro storie, dei loro racconti, delle loto fiabe  dandole il ruolo di protagoniste.

Per tutte le storie belle sulle rondini, vale come esempio guida quella scritta da Oscar Wilde “ Il Principe felice e la rondine”.  Una fiaba per i bambini e per gli adulti considerato il significato morale che il racconto esprime. Avremmo voluto qui riportarla per intero per riproporla alla letture dei nostri lettori. E’ stato impossibile, perche avrebbe occupato più dello spazio a nostra disposizione. Abbiamo però sunteggiato il racconto e pubblicato qui di seguito in omaggio alla bellezza della storia ed alla bravura del suo autore Oscar Wilde: “Il “Principe Felice” è una statua posta su una colonna, ricoperta di foglie d’oro e pietre preziose, e pertanto ammirata da tutti gli abitanti di un’innominata città.

Una notte una rondine, che si sta recando al sole in Egitto, decide di sostare ai piedi della statua del Principe; lui le racconta la sua storia e le chiede di aiutarlo a cancellare le brutture e le miserie della città che nella sua vita aveva sempre ignorato ma che adesso, dall’alto della colonna, vede fin troppo bene. La rondine preferirebbe gli agi egiziani, ma, vinta dal suo buon cuore, decide di aiutarlo e inizia a spogliarlo dei gioielli che lo adornano per donarli ai poveri e ai bisognosi che il Principe le indica. Il Principe, ormai rimasto privo di tutti i suoi ornamenti, consiglia alla rondine di migrare verso l’Egitto, ma lei, affezionata alla statua, resta a farle compagnia, fino a lasciarsi morire ai suoi piedi.

Il Sindaco, notando la statua tutta spoglia e grigia e l’uccello morto, decide di abbatterla e di fonderne il ferro, chiedendo di farne costruire una che lo rappresenti. Ma il cuore di piombo del principe non si fonde e viene buttato insieme al corpo della rondine. Un giorno Dio chiede ad un angelo di portargli le due cose più preziose della città e l’angelo gli reca il cuore di piombo del Principe e il corpicino della rondinella”.

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