CRONACA

L’isola frana, il ministro: «Basta con l’abusivismo»

Torna a parlare dopo la frana di Lacco Ameno Gilberto Pichetto Fratin che non ha dubbi: «Il mattone selvaggio va combattuto a ogni livello. I condoni? Una cosa è una finestra, una un grande abuso»

L’ultima piccola frana di Lacco Ameno conferma l’importanza del monitoraggio idrogeologico delle aree a rischio a Ischia e così la pensano anche dal governo centrale: “Prevenzione e messa in sicurezza sono le strade che il Governo sta seguendo per salvaguardare il nostro territorio dagli eventi atmosferici estremi che sono sempre più frequenti, anche in Italia – spiega Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, in una intervista al “Mattino” -. Serve attenzione e senso di responsabilità da parte delle Istituzioni, nazionali e locali, e da parte dei cittadini. Un ambiente e un territorio capaci di proteggere le nostre case, le imprese, la salute, la vita dei cittadini, sono il risultato di più azioni combinate, che vanno da una programmazione sempre più responsabile sino alla semplice cura da parte di tutti noi dello spazio che viviamo quotidianamente”. La sicurezza resta l’obiettivo prioritario ma la questione dell’abusivismo edilizio va affrontata in modo chiaro e senza equivoci: “Penso di essere stato chiaro su questo tema. L’abusivismo è uno dei mali peggiori da combattere, a ogni livello; senza lasciare spazio ad alcun tipo di fraintendimento. Anche sui condoni. Una cosa è condonare una finestra aperta senza autorizzazione preventiva, piccole inosservanze che molte abitazioni si portano dietro da decenni, altro sono i grandi abusi, le costruzioni in totale assenza di piani regolatori, in sfregio al paesaggio e alla sicurezza ambientale”.

Poi riabilita i sindaci che aveva accusato: «La colpa non è degli amministratori, che sono gravati di enormi responsabilità, spesso superiori a quelle che dovrebbero competere loro. E ancor più spesso possono contare su uffici tecnici con poco personale. Le responsabilità sono diffuse»

“In passato – continua il ministro – si è abusato del concetto di condono. Per i grandi abusi questo non può più essere concepito e accettato”. Pichetto è stato molto duro un mese fa sui sindaci a suo giudizio responsabili di avere tollerato l’abusivismo: “Era da poco accaduta la frana di Casamicciola e i tecnici del Ministero mi avevano appena informato che il progetto che il Mase aveva finanziato dodici anni prima, con più di tre milioni di euro, proprio per la manutenzione di quel canalone, era ancora nella fase della progettazione. Ma come si fa?, mi sono chiesto. La colpa non è degli amministratori, che sono gravati di enormi responsabilità, spesso superiori a quelle che dovrebbero competere loro. E ancor più spesso possono contare su uffici tecnici con poco personale. Le responsabilità sono diffuse”. “Siamo un paese di colpevoli – argomenta il ministro – perché siamo un paese troppo spesso bloccato dalla burocrazia. Questo governo sta provando a fare la sua parte. L’ultimo Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice degli appalti, atteso da tempo. Serve andare sempre più sulla strada della semplificazione e dell’assunzione piena delle responsabilità da parte di tutti i soggetti interessati. Ma le opere vanno realizzate, bene e in fretta”.

La transizione green, prevista dal Pnrr, sembra procedere in Italia a rilento: “Quest’anno il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha raggiunto tutti i nove obiettivi previsti per il 2022 dal Pnrr e siamo già a lavoro per quelli di giugno 2023. Lo scorso anno in Italia avevamo espresso pareri favorevoli per 1,5 Gigawatt di nuovi impianti rinnovabili, mentre per la fine di quest’anno pensiamo di arrivare a 9. E’ una accelerazione o un procedere a rilento?”. “A tal fine – conclude il ministro – abbiamo deciso come Governo di raddoppiare quasi il numero dei commissari chiamati a svolgere le procedure di valutazione ambientale di competenza statale dei progetti delle opere necessarie per l’attuazione del Piano integrato per l’energia e il clima e del Pnrr. E comunque il presidente Meloni, presente all’apertura di Cop27, ha garantito l’impegno dell’Italia di ridurre le emissioni del 55 per cento entro il 2030 e la neutralità climatica nel 2050″.

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Fabio

Più che uffici tecnici con poco personale! Sarebbe il caso di dire uffici tecnici con poca personalità. Nel senso che gli arriva una pratica e viene messa in archivio per anni senza mai essere esaminata. Sarebbe il caso di verificare quante persone negli uffici tecnici abbiano veramente i requisiti per stare I tale ufficio.

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