CRONACA

L’isola, la Fase 2 e i comportamenti da censurare

Si parte dai ciclisti che si fermano e fanno assembramenti in barba alle regole passando per i runner che sputano sui marciapiedi mentre si allenano.

DI MATTEO SADOWSKY

Siamo ormai nel pieno della cosiddetta Fase 2 o di riapertura e potremmo finalmente salutare l’autocertificazione che per due mesi ci ha accompagnati nei pochi spostamenti che dovevamo fare. Sulla nostra isola abbiamo potuto osservare con grande piacere che l’ingresso alla fase due il 4 maggio è stato accompagnato da un grande spirito di responsabilità, la stragrande maggioranza delle persone infatti si muove con la mascherina, si tende a rispettare le distanze interpersonali per strada, così come sui mezzi pubblici, il che fa bene sperare circa la futura evoluzione della pandemia. Sempre con l’ingresso nella fase due, tra le molteplici attività consentite sono state autorizzate varie attività sportive, tra cui il running e il ciclismo che però vanno praticate comunque nel rispetto di determinate norme comportamentali. In merito a questa ultima attività, cioè il ciclismo, visto che siamo dell’idea che non ci sono figli e figliastri diamo voce a una nostra lettrice, che nei giorni scorsi è stata testimone di un episodio che non è altro che una gravissima mancanza di rispetto verso migliaia di persone, e anche sportivi, che si comportano diligentemente ogni giorno.

“Alcuni giorni fa mi trovavo a Barano per acquistare dei medicinali in farmacia e sulla fermata dell’autobus ci stavano cinque ciclisti che erano fermi uno affianco all’altro senza rispettare alcuna distanza di sicurezza e senza mascherina. Ovviamente poi quando vanno in giro sputano anche per strada, che considerata la situazione non è altro che un atto criminale. Io mi sento offesa nel vedere situazioni del genere, perché in questo modo non vengono infrante delle semplici regole, ma regole civili e morali”. Questo quanto raccontatoci dalla nostra lettrice che ha assistito a un comportamento null’altro che deprecabile. E se anche avessimo pensato che sia una cosa pressoché impossibile che mentre il Coronavirus ci attacca da ogni fronte, qualcuno avesse il pudore di sputare per strada in barba a ogni regola di igiene ci siamo dovuti ricredere, abbiamo infatti assistito personalmente alla scena di un runner che mentre correva ha deciso di sputare sul marciapiede. E il tutto come se ci mancasse è accaduto a pochi metri di distanza da un locale che tra le altre cose vende pane ed è quindi tutto fuorché poco frequentato. Tornando ai ciclisti di cui abbiamo parlato poco fa ci sembra giusto che anch’essi si debbano attenere alle regole, perché non è giusto che mettano vengano messe in pericolo persone che si attengono scrupolosamente alle suddette regole, né tantomeno che “sputino” sui valori di molti alti ciclisti e sportivi che fanno uno sforzo per fare le cose così come vanno fatte.

Del resto tra le regole imposte è detto distintamente quanto segue: “L’attività sportiva e motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente, a meno che non si tratti di persone conviventi.” ” È obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri, se si tratta di attività sportiva, e di un metro, se si tratta di semplice attività motoria. In ogni caso sono vietati gli assembramenti.” È consentito non utilizzare la mascherina durante l’attività fisica, ma ciò non toglie che molti ciclisti ne facciano comunque uso visto che come leggiamo sul portale bikeitalia.it; “Quando espiriamo non espelliamo solo aria ma anche particelle di saliva, che possono essere un veicolo per il COVID-19. Uno studio belga ha dimostrato come queste particelle (dette droplet) possono arrivare fino a 20 metri di distanza durante la pratica in bici”. In questo caso si parla di scia che si produce durante la “marcia”, infatti si consiglia di una distanza di sicurezza di almeno 5 metri che comunque non viene mantenuta considerato che sempre ultimamente abbiamo visto, forse i medesimi ciclisti che ci hanno segnalato, che salivano in gruppo, costringendo tra l’altro i veicoli provenienti dalla corsia opposta a rallentare. La situazione con la quale conviviamo da ormai oltre due mesi ha reso molti di noi persone più coscienti e rispettose e l’augurio è quello che siano sempre più le persone che lo diventino, in modo da non dover più scrivere articoli come questo.

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