CRONACAPRIMO PIANO

Lite per il parcheggio, arrestato dai carabinieri

Finisce in manette con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale il 55enne Michele Di Leva: tutto è nato da un episodio verificatosi in tarda serata nella zona di Piazza Antica Reggia

Se non ha battuto un guinness dei primati ci manca poco. Un ischitano di 55 anni, Michele Di Leva, personaggio tra l’altro già noto alle forze dell’ordine, è riuscito nell’impresa di farsi arrestare e condannare in meno di ventiquattr’ore e tutto questo per una questione di… parcheggio. Ad ammanettare l’uomo sono stati i carabinieri della Stazione di Ischia, guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione e coordinati dal luogotenente Michele Cimmino, che hanno arrestato l’ischitano con l’accusa di residenza a pubblico ufficiale. I fatti si sono consumati nella tarda serata di mercoledì: sono da poco passate le 22 e a piazza Antica reggia, con i bar e le attività commerciali aperte, c’è diversa gente. Gli spazi per i parcheggi però non sono molti, a qualcuno la cosa infastidisce (considerata l’abitudine tutta ischitana di voler parcheggiare sempre di fatto all’esterno del luogo che si intende raggiungere, non sia mai detto di dover fare quattro passi a piedi…) e certe volte la situazione degenera. E’ il caso del 55enne che tra l’altro era in piazza con una bici, dunque anche con un mezzo non impossibile da posteggiare.

Secondo la ricostruzione operata dai militari dell’Arma, la lite nasce con un altro uomo proprietario di un’auto e il motivo del contendere era manco a dirlo uno spazio per poter parcheggiare. Il buon senso ha lasciato spazio all’istinto con il “biker” che ha aggredito l’altro. A quel punto sul luogo del misfatto sono arrivati i carabinieri ai quali aveva chiesto aiuto la vittima ma il 55enne alla vista dei tutori dell’ordine non ha pensato di darsi una calmata ma è andato decisamente oltre: non solo si è rifiutato di fornire le proprie generalità ma si è anche scagliato contro i militari che con non poca fatica sono riusciti a bloccarlo e ad arrestarlo. Il Di Leva è stato condotto in caserma dove è stato sottoposto agli adempimenti di rito. Il sostituto procuratore di turno, informato dell’accaduto, ha disposto la celebrazione del processo con rito direttissimo che si è svolto ieri mattina dinanzi al giudice del Tribunale di Napoli. Per la cronaca Michele Di Leva è stato condannato alla pena di 4 mesi e 10 giorni di reclusione ra l’uomo è in attesa di giudizio mentre la persona aggredita se la caverà con 2 giorni di prognosi.

Ieri mattina il processo per direttissima, al termine del quale il soggetto – già noto alle forze dell’ordine – è stato condannato alla pena di 4 mesi e 10 giorni di reclusione

Nella sentenza si legge che “sentite le parti e udita la relazione dell’agente operante, espletato l’interrogatorio dell’arrestato che ha negato l’addebito, osserva quanto segue: sussiste la flagranza del reato contestato atteso che il Di Leva è stato tratto in arresto dagli stessi operanti in ragione delle frasi minacciose rivolte nei loro confronti e della condotta ostile tesa a impedire l’identificazione. Tanto risulta dal verbale di arresto e da quanto ivi descritto dai verbalizzanti, sulla cui attendibilità, al di là della versione alternativa fornita dall’arrestato, non vi sono ragioni per dubitare… La resistenza posta in essere, anche se deve essere di fatto limitato alla sola condotta minacciosa, atteso che non può considerarsi resistenza il mero divincolasi per sottrarsi all’arresto, per il clamore suscitato in una frequentata piazza del Comune di Ischia ha reso necessario l’arresto facoltativo, al fine di impedire la protrazione di condotte criminose, anche in ragione dello stato di agitazione dell’arrestato, quale risulta anche da attestazione del medico del 118”.

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