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Lo “schiaffo” di Poppea, l’isola flagellata dal maltempo

Giornata infernale, quella di ieri, come peraltro già annunciato dalle previsioni meteo. Disagi ovunque, di prima mattina chiusa via dell’Amicizia a Ischia, nel pomeriggio interdetta via Cretaio per la caduta di alberi

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Fare la conta dei danni, dopo un martedì infernale come quello che ci siamo messi alle spalle, è un’operazione estremamente complicata. Perché, per quanto ci si voglia mettere d’impegno, inevitabilmente ci si finisce col dimenticare qualcosa. E comunque ci piace pensare – da inguaribili ottimisti cui piace vedere il bicchiere mezzo pieno – che viste le previsioni della vigilia il ciclone Poppea (abbattutosi sull’Italia ed anche sulla nostra isola) poteva fare danni ancora peggiori. Del muro di via Giovanni Mazzella – che rischia di aprire un contenzioso giudiziario tra Comune di Forio e Città Metropolitana – parliamo in altra parte del giornale, ma i disagi e i danni si sono registrati incessantemente per l’intera giornata tra frane, piccoli smottamenti, alberi caduti, pali della pubblica illuminazione rimasti sospesi in posizione da allarme rosso e chi più ne ha più ne metta. La giornata si è aperta con la temporanea chiusura al traffico veicolare di via dell’Amicizia a Ischia: un albero crollato ha di fatto ostruito la sede stradale e c’è voluto l’intervento dei vigili del fuoco per ripristinare la normalità e consentire nuovamente la circolazione. E nel tardo pomeriggio, a chiusura del cerchio, il Comune di Casamicciola ha provveduto a chiudere via Cretaio, divenuta una “trappola” dopo che il vento aveva sradicato alcuni alberi e sterpaglie di varia natura. Dunque transito impossibile per un’arteria che collega il Comune termale con quello di Barano, la riapertura potrebbe avvenire già nella mattinata odierna.

Ad Ischia il Piazzale Aragonese, via Roma e le sue traverse e la Riva Destra diventano una succursale di Venezia, scene analoghe anche a Citara completamente allagata dall’acqua. Fermi i collegamenti marittimi, soltanto l’eroica Maria Buono della Medmar ha effettuato quattro corse sull’asse Ischia-Pozzuoli e viceversa

Il resto è – più o meno – la scena di un film già visto. C’è il piazzale Aragonese che si allaga e trasforma Ischia Ponte in una piccola Venezia: roba su cui arrabbiarsi non poco, eppure ci sono anche i turisti che hanno gradito l’insolito spettacolo offerto da madre natura e si sono dilettati a scattare foto, realizzare video ed immortalarsi in qualche selfie celebrativo. Si sono divertiti molto poco anche sulla Riva Destra del porto d’Ischia, dove a un certo punto causa acqua alta è rimasta letteralmente prigioniera in casa. E per par condicio uno scenario simile si è palesato anche su via Iasolino, lato Riva Sinistra. Situazione analoga – e pure questa non è certo una novità – anche in via de Rivaz, lungo via Roma e traverse annesse: uno scenario di quelli nei quali davvero nemmeno con i trampoli era possibile muoversi. Non è andata meglio sull’altro versante dell’isola: se a Lacco Ameno la furia dei marosi è stata capace di mandare in frantumi alcuni scogli, Citara a Forio ha assunto le sembianze di un lago artificiale. E le mareggiate del Torrione, ovviamente, hanno regalato il solito imponente, suggestivo e in parte anche inquietante spettacolo. Praticamente fermi i collegamenti marittimi, se si eccettua per quattro corse effettuate dalla Medmar tra Ischia e Pozzuoli e viceversa dall’eroica motonave Maria Buono e naturalmente dal suo equipaggio, che sono riusciti a garantire un minimo di continuità territoriale. E un plauso, in casi del genere, non può e non deve mancare.

FOTO FRANCO TRANI

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