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L’olio domestico usato nei supermercati in cambio di soldi, il progetto Evi

ISCHIA – Da tempo l’Evi, nella persona del suo liquidatore, si era attività per imbastire un canovaccio di azione allo scopo di varare una strategia operativa rivolta ad incoraggiare le utenze domestiche ad evitare di scaricare in fogna gli oli alimentari usati, causando inquinamento marino e costringendo l’Evi a costosi interventi di trattamento o rimozione delle sostanze grasse dagli impianti di pretrattamento fognario e dalle centrali di sollevamento, senza contare il fatto che – per diretta constatazione degli stessi tecnici dell’azienda – le sostanze grasse tendono a creare enormi sedimenti all’interno delle condotte fognarie, restringendone la portata (analogamente, tanto per fare un esempio medico-scientifico, all’azione deleteria che esercita il colesterolo sulle arterie umane). Non solo, in una relazione che venne inviata proprio al Cisi di recente, si faceva anche notare come secondo gli esperti, pur essendo una sostanza naturale e biodegradabile, un solo litro d’olio alimentare esausto crea, sul mare o su qualsiasi specchio acqueo, una pellicola superficiale larga quanto un campo di calcio e inquina un milione di litri d’acqua, che detto per inciso equivale all’incirca al consumo idrico di un individuo in quattordici anni.

Negli ultimi tempi sono intercorsi colloqui ed incontri con Federalberghi Ischia e con la Projeco, che per chi non lo sapesse è l’azienda che detiene l’esclusiva per la raccolta degli oli alimentari esausti in tutti i Comuni dell’isola d’Ischia. Anche su input dell’ingegner Francesco Trani, responsabile dell’area tecnica dell’Evi, si è dunque arrivati a prospettare la soluzione che potrebbe essere oggetto di dibattito nell’assemblea di lunedì o martedì prossimo, in programma al Cisi. La premessa, e viste le nostre pessime abitudini non potrebbe essere diversamente, è quella di invogliare la cittadinanza a collaborare attraverso un incentivo economico, oltre che a sollecitazioni vertenti sull’opportunità di comportamenti virtuosi (sulle quali, a dire il vero, c’è poco da fare affidamento, considerata la nostra indole). Di fatto è intenzione dell’Evi redigere una convenzione che sarà sottoscritta dall’ente, dalla Projeco e dagli esercizi commerciali appartenenti alla grande distribuzione. In sintesi, i cittadini conferiranno ai supermercati l’olio usato, portando con sè una fattura idrica allo scopo di identificare un’utenza di riferimento; il supermercato riceverà l’olio annotando il codice cliente e conferirà immediatamente, cash, 50 centesimi di euro per ogni litro e mezzo consegnato. Quindi stoccherà l’olio in appositi contenitori forniti dalla Projeco e conservati in spazi interni alla struttura commerciale, da cui poi verrà prelevato dalla ditta a tanto autorizzata. L’esercizio commerciale, a sua volta, trasmetterà periodicamente all’Evi un elenco contenente i cittadini (identificati sempre attraverso il codice utente della fattura idrica) che hanno consegnato l’olio, con le quantità ed il rimborso elargito. La “catena” si chiuderà con l’ente che gestisce il servizio di acquedotto e fognature che provvederà a rimborsare l’esercizio commerciale aggiungendo 20 centesimi di euro per ogni litro e mezzo di olio rendicontato, allo scopo di ristorare l’intermediario per il lavoro svolto.

Il progetto in questione era stato esposto al Cisi in una missiva inviata dallo stesso Ghirelli che peraltro sottolineava: “E’ opportuno restare all’interno delle cifre indicate, perché rappresentano già un tetto massimo di spesa oltre il quale all’Evi converrebbe (paradossalmente) dal punto di vista economico continuare a digrassare gli impianti fognari. Si partirà, dopo la firma della convenzione, con un periodo di prova di dodici mesi, alla fine del quale tutte le parti effettueranno un bilancio dei costi ed una valutazione del successo dell’iniziativa e sull’opportunità di prolungarla. Si chiede dunque a questo spett.le Consorzio Cisi di convocare una seduta di assemblea allo scopo di esporre quanto appena scritto e far sì che l’Evi riceva il mandato a procedere”. Quel giorno, o meglio quella seduta di assemblea, sta per arrivare. E con esso, forse, anche un’altra storica rivoluzione.

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