CRONACAPRIMO PIANO

L’ombra delL’ANACLa monnezza lacchese

Un’azienda che ha partecipato alla gara per l’affidamento del servizio N.U. nel Comune del Fungo lamenta gravi irregolarità e denuncia i fatti all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Preannunciando, nel contempo, anche un esposto alla Procura della Repubblica. E così la “patata bollente” diventa una pericolosa “miccia”…

Non è un momento particolarmente felice, quello che sta vivendo l’amministrazione comunale di Lacco Ameno, guidata dal sindaco Giacomo Pascale, che si trova alle prese con almeno un paio di “patate bollenti” che più passano i giorni e più diventano davvero problemi in grado di far scattare il classico allarme rosso. Non bastavano tutte le ombre sollevate per le questioni legate alla gestione del molo turistico – con il contenzioso con la Marina di Capitello scarl e il suo legale rappresentante Giuseppe Perrella, cui hanno fatto seguito anche un paio di esposti relativi alle procedure seguite per l’affidamento di una serie di servizi – adesso sotto la lente di ingrandimento finisce anche la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti, di recente oggetto di un bando con il quale si intende procedere all’affidamento dello stesso per i prossimi sette anni, alla stregua di quanto fatto da Forio (all’ombra del Fungo ormai vanno a rimorchio dei “vicini”, ma questo è un fatto risaputo e che spesso si è prestato anche a malevole interpretazioni. Nel frattempo, però, a proposito di ombre e fatti ritenuti evidentemente meritevoli di approfondimenti da parte delle autorità competenti, ecco che arriva un’altra tegola sul municipio di Piazza Santa Restituta e di conseguenza sui suoi occupanti.

E nel mirino finisce proprio la gara sulla monnezza. Una delle aziende ha infatti trasmesso una pec al municipio lacchese e naturalmente agli uffici competenti nella quale si legge quanto segue: “La scrivente in epigrafe richiede registrazione e verbali riguardante la gara in oggetto,vista l’impossibilità riscontrata sia nella seduta di apertura delle buste amministrative, sia nella seduta di apertura delle offerte tecniche di poter assistere con le modalità consentite. Tale comportamento ha generato una distorsione della procedura a N.s. avviso, pregiudicando la possibilità di porre obbiezioni o annotazioni al verbale di seduta e, a riprova di quanto dichiarato si allegano le due comunicazioni pervenuteci via pec di avviso di apertura di entrambi le sedute, sprovviste del link di collegamento per essere presenti nella live. Nostri addetti amministrativi, nonostante ciò si sono comunque collegati alla piattaforma agli orari previsti (situazione da Voi riscontrabile attraverso i file di LOG di accesso alla piattaforma telematica adottata), non potendo in alcun modo partecipare ad entrambi le sedute di gara, vista l’assenza di una finestra/indicazione presente”. Una serie di anomalie che hanno indotto l’azienda in questione a richiedere copia di entrambi i verbali di gara delle sedute pubbliche telematiche e – videoregistrazioni di entrambi i verbali di gara delle sedute pubbliche telematiche.

La vicenda però ha avuto una coda ed anche abbastanza spiacevole, che inevitabilmente accenderà una volta di più i riflettori su questa intricata vicenda e su Lacco Ameno. Infatti l’azienda che aveva interpellato il Comune non avendo ricevuto alcuna risposta ha deciso di passare all’attacco e ha così effettuato una segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) compilando l’apposito modulo, specificando che l’oggetto del contendere rientra nella sezione “Bandi di gara e contratti” e riportando testualmente nel paragrafo denominato “ulteriori segnalazioni” quanto segue: “Impossibilità di poter assistere alle operazioni di gara con le modalità consentite. Le pec inviateci non contenevano link di collegamento. Nonostante ciò si è provveduto a collegarsi sulla piattaforma telematico all’orario previsto ma senza alcun riscontro positivo”. Secondo quanto si apprende, però, la nota trasmessa all’ANAC è soltanto il primo passo. Nella prossima settimana, infatti, per il tramite dei propri legali l’azienda in questione sarebbe in procinto di inoltrare un esposto alla Procura della Repubblica e questo contribuirebbe certo ad accendere un’altra miccia. Insomma, tra rifiuti e porto negli ultimi tempi il “Barone” Pascale e la sua ciurma hanno davvero poco da stare tranquilli.

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