CRONACAPRIMO PIANO

Morte dopo il parto, “no” alla richiesta di archiviazione del pm

La tragedia che costò la vita a fine ottobre 2021 a Sara Castigliola, deceduta all’ospedale Rizzoli dopo aver messo alla luce una bambina, si arricchisce di un nuovo capitolo: disposta l’udienza camerale per valutare la richiesta delle parti offese che si oppongono al proscioglimento dei sei indagati. Appuntamento il 17 aprile

E’ un romanzo giudiziario che deve raccontare ancora diversi capitoli quello legato alla morte di Sara Castigliola, deceduta all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno dopo aver dato alla luce la prima figlia. E’ stata infatti fissata l’udienza camerale attraverso la quale le parti offese intendono opporsi all’archiviazione chiesta dal pubblico ministero che non ha rilevato indizi di colpevolezza ai danni degli indagati che – lo ricordiamo – sono Domenico Loffredo, Maria Antonia Galano, Francesco Rando, Silvia Galletti, Marcella Marino e Roberto Buonanno difesi dagli avvocati Fabrizio Rondino, Massimo Stilla, Antonio De Girolamo, Mitty De Girolamo, Gianluca Mari e Luigi Tuccillo.

Il reato contestato nei loro confronti è quello previsto e punito dall’articolo dagli artt. 589 e 290 sexies del codice penale ossia responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. L’udienza camerale con cui le parti offese (che per la cronaca sono rappresentate da Raffaella Scotti, Daniela Botta, Adriana Botta, Vincenzo Castigliola, William Alberto Gomez Heredia, Vincenza Di Palo e Valentina Castigliola) si opporranno alla predetta richiesta di archiviazione è stata fissata dal giudice per le indagini preliminari Giovanni De Angelis per il prossimo 17 aprile. Difficile capire quello che potrebbe accadere anche se ipotizzare l’imputazione coatta a carico degli indagati – in considerazione della delicatezza e della complessità della materia trattata – appare francamente poco probabile. Più plausibile che possa essere disposta una proroga all’attività di indagine utile a raccogliere eventuali nuovi elementi che possano suffragare la richiesta dei soggetti che si oppongono alla chiusura giudiziaria di questa drammatica vicenda e chiedono invece la celebrazione di un processo.

Il reato ipotizzato è quello di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario a cario di Domenico Loffredo, Maria Antonia Galano, Francesco Rando, Silvia Galletti, Marcella Marino e Roberto Buonanno

La tragedia che scosse l’intera isola d’Ischia e non solo (il ministero inviò finanche gli ispettori al Rizzoli per condurre un’indagine parallela, al pari di quanto fatto dall’ASL Napoli 2 Nord) si verificò a fine ottobre 2021. Presso il nosocomio lacchese Sara mise al mondo una bambina ma improvvisamente dopo il parto sorsero delle complicazioni, in particolare una forte emorragia: la donna fu anche condotta in rianimazione ma non fu possibile sottrarla ad un tragico destino. Pochi giorni dopo dalla Procura della Repubblica di Napoli arrivarono gli avvisi di garanzia per coloro che sono attualmente indagati. Il passaggio successivo vide l’iniziativa del sostituto procuratore dott. Ciro Capasso che nominò il prof. Dott. Ciro Di Nunzio, specialista in genetica forense, per accertare un’eventuale predisposizione della giovane vittima a patologie di natura emorragica. Uno studio evidentemente lungo e articolato che potrebbe aver convinto la pubblica accusa sull’estraneità ai fatti contestate ai medici in servizio quel giorno presso l’ospedale Rizzoli al punto da chiedere l’archiviazione. Dinanzi alla quale, però, i parenti della povera Sara hanno opposto un “no” secco. L’ultima parola, allora, spetterà alla camera di consiglio.

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