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CULTURA & SOCIETA'

Niente festa alla Mandra per Sant’Antonio, il “Santo di famiglia” Drappi e coperte damascate da finestre e balconi dei “Mandraioli”

Padre Mario Lauro Superiore del Convento di Sant’Antonio alla Manda in forza fino allo scorso anno giorno solenne del santo in una Mandra in festa, a settembre scorso è stato trasferito a Portici nella funzione di frate parroco della locale chiesa parrocchiale. Oggi al suo posto è stato chiamato Padre Maurizio del Giudice che non è la stessa cosa, anche se Padre Maurizio ha preso molto a cuore la sua nuova nuova destinazione dove si sta distinguendo per umiltà e disponibilità verso i suoi nuovi fedeli. Dal 1 giugno ad oggi, 13 giorni di partecipazione e di fede genuina per tutti i “mandraioli” che ritengono Sant’Antonio il Santo di famiglia.Torna quindi da questa mattina la solennità e la “festa” di Sant’Antonio alla Mandra, con i tradizionali candidi gigli del Santo e i “fraticelli” angeli di Sant’Antonio.

Una festa, quella alla Mandra che quest’anno per l’emergenza sanitaria del Cononavirsi-Covid-19, sarà solo di Chiesa. Era una festa rilanciata da qualche anno, anche nei suoi aspetti tradizionali dall’ormai ex Superiore del Convento dei Frati Minori, l’ischitano Padre Mario Lauro, per altro supportato da un efficiente Comitato per i festeggiamenti composto da un gruppo di persone entusiaste vicine al culto dell’amato Santo. Oggi costoro seguono il nuovo Superiore Padre Maurizio del Giudice, Oggi 13 giugno, è il giorno solenne dedicato a Sant’Antonio che per altro si festeggia anche nella contrada di Perrone a Casamicciola. E’ festa nei cuori dei mandraioli già dal 1 giugno scorso, allorquando ha avuto inizio l’attesa tredicina in onore del Santo senza però la tradizionale “discesa” della statua di Sant’Antonio alla spiaggia ed in processione via mare fino al Castello e ritorno,. con scalo sulla spiaggia di Punta Molino e rientro in chiesa.

CHIESA E CONVENTO DI
SANT’ANTONIO ALLA MANDRA

La devozione per Sant’Antonio alla Mandra di Ischia è antica di diversi secoli quanto l’esistenza in loco dello stesso Convento dei frati francescani venuti dalla terra ferma. Il nome del Santo è legato soprattutto al rapporto speciale delle famiglie al completo della zona della Mandra che hanno avuto sempre con il “loro” Santo di Padova e nativo di Lisbona in Portogallo. Un rapporto di fede e di incondizionata devozione per le continue grazie richieste al Santo Protettore in favore dei propri uomini di famiglia impegnati nel duro lavoro sul mare nella pesca e nella navigazione ‘pe Terre assai Luntane. Insomma ci si affidava a S. Antonio, e lo si fa anche oggi, per sentirsi al sicuro e tranquilli nello spirito ripagato con la preghiera ed azioni votive di riconoscenza.

IL PANE BENEDETTO DI SANT’ANTONIO
AL CONVENTO DELLA MANDRA

La spiaggia dei pescatori della Mandra, fino a quando è rimasta tale, per i “mandraiuoli”, ha esercitato sempre un particolare fascino di vicinanza ed appartenenza alla figura ed al culto per il giovane Santo della “Si Quaeris Miracula…”, e fraterna amicizia con i monaci del Convento ai quali spesso veniva offerta la prima pesca della nottata, con la storica frase pronunciata dal pescatore devoto, “questo è per il convento”. Quindi nei cuori della gente della Mandra Sant’Antonio è come un fratello, il punto di riferimento delle proprie speranze di vita. Raccomandarsi a Sant’Antonio per i “mandraiuoli” , specie in questo triste momento dell’epidemia, è pratica spirituale quotidiana, e i festeggiamenti che si organizzano per il Santo di Padova sono quasi un diritto-dovere per cui ciascuno si reputa fedele.

IL TOFAIOLO GIOVANNI CONTE
DETTO PUPARUOLO

Prova ne sono i ricchi programmi della festa messi a punto per gli anni passati fino all’anno scorso con l’ischitano Padre Mario Lauro. Quest’anno Sant’Antonio dovrà accontarsi di una “festa” ridotta all’ osso con sole funzioni liturgiche nella chiesa conventuale rimessa a nuovo. Per tanto, già dalle ore 07.00 di questa mattina messe continue, con il Pontificale e la messa solenne delle ore 12.00 presieduta dal Vescovo di Ischia S- E. Mons. Pietro Lagnese con la rituale Supplica a S. Antonio di mezzogiorno. Purtroppo mancherà anche il tradizionale suono della Tofa propagato dal fiato resistente di Giovanni Conte (Puparuolo), in segno di omaggio e di fede che i “mandraiuoli” tributano al loro Santo conosciuto in tutto il mondo per i miracoli compiuti, alcuni dei quali particolarissime per i luoghi e le persone beneficiate.

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PADRE MAURIZIO DEL GIUDICE
NUOVO SUPERIORE DEL
CONVENTO ALLA MANDRA

Sant’Antonio, Fede e Tradizione è il messaggio che da stamattina il Comitato sempre in carica e il nuovo Superiore Padre Maurizio De Giudice hanno fatto pervenire agli abitanti delle case lungo le strade dove ogni anno fino all’anno scorso passava la processione che purtroppo oggi mancherà. Forse i mandraioli per salutare idealmente Sant’ Antonio immaginando il suo passaggio esporranno lo stesso ai balconi e finestre le tradizionali coperte speciali damascate e ricamate del vecchio corredo di casa. Se lo facessero veramente, sarebbe una cosa bella. E’ Una usanza antica che a Ischia non è mai tramontata in omaggio ai santi patroni e protettori della nostra amata isola.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano

antoniolubrano1941@gmsil.com

info@ischiamondoblog.com

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