CRONACA

No tax area e contributi, nuovo appello a Legnini

L'associazione "Protagonisti per l'isola d'Ischia" ha inviato al Commissario alla ricostruzione una nota dove si chiede l'istituzione di una zona franca con agevolazioni fiscali per le attività produttive e professionali

Sono tre i punti che compongono la nuova nota inviata dall’associazione “Protagonisti per l’isola d’Ischia” al commissario alla ricostruzione, onorevole Legnini. L’associazione saluta con favore la riapertura di attività produttive nei luoghi del sisma, come la Pizzeria Catarì: «Tale notizia è bellissima per la comunità terremotata, ma fa da contraltare le problematiche che si pongono a seguito di ogni attività produttiva riaperta (vedi anche Bar Monti di Piazza Maio e Alberghi rinomati) con sacrifici personali senza essere passati tramite i fondi, contributi, aiuti e procedure adottate con norme dello Stato. In questa riapertura a proprie spese c’è da un lato il coraggio della comunità di Casamicciola Terme di ripartire e dall’altro c’è l’esistenza di vuoti normativi che vanno necessariamente colmati anche al fine di una giusta equiparazione del terremoto dell’isola d’Ischia con il terremoto del Centro Italia». Dopo questa premessa, nella missiva i due firmatari, l’ingegner Vitale Pitone e l’avvocato Agostino Iacono innanzitutto spiegano la necessità, per quanto concerne le attività produttive e professionali prevedere l’istituzione di un’area No Tax e zona franca al fine di prevedere esenzioni e agevolazioni fiscali, contributi di delocalizzazione immediata e temporanea delle attività produttive e professionali come avviene nelle altre zone terremotate dell’Italia (vedi Centro Italia), al fine di una piena applicazione dell’art. 3 Cost. anche per i terremotati dell’isola d’Ischia, è doveroso un intervento normativo che definisca la perimetrazione della ZFU (zona franca urbana), che comprenda il territorio dei Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Casamicciola Terme colpiti dall’evento sismico del 21 agosto 2017. Tale intervento deve prevedere, come avviene nelle altre zone terremotate, non solo la concessione di agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali e contributive in favore di imprese e titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono la propria attività o che svolgevano o la avviano entro nella ZFU Sisma o che delocalizzano temporaneamente in attesa di rientrare nella originaria sede danneggiata dopo la pratica di ricostruzione, visto e considerato che la comunità si può di nuovo ricomporre soprattutto in caso di avvio del tessuto economico e produttivo del territorio colpito dal sisma con benefici positivi sul turismo dell’Isola d’Ischia. Attualmente le poche attività produttive che hanno riaperto lo hanno dovuto fare senza essere inserite in una zona franca che non può essere istituita dai Comuni (da parte del Comune di Casamicciola Terme c’è stato l’intervento sulle materie di propria competenza), ma deve essere adottato con un intervento normativo.

Il secondo punto riguarda i contributi per la delocalizzazione immediata e temporanea delle attività produttive e professionali come avviene nelle altre zone terremotate dell’Italia (come il Centro Italia). Come si legge nella nota, nel caso delle situazioni di delocalizzazione temporanea in attesa di rientrare nella sua originaria sede danneggiata dopo la pratica di ricostruzione, è stata adottata la bozza di un’ordinanza dal precedente Commissario per la Ricostruzione dopo vari incontri tra il Comune di Casamicciola Terme, l’Associazione di cittadini “Protagonisti per l’Isola d’Ischia” e l’Invitalia ma tale bozza di ordinanza non ha avuto esito definitivo. Sul punto, Pitone e Iacono vogliono conoscere l’eventuale stato di avanzamento e le motivazioni che hanno spinto poi a non adottare definitivamente la bozza già predisposta e inviata ai comuni colpiti dal sisma del 21 agosto 2017 e per conoscenza anche alle associazioni e comitati presenti sul territorio.

Infine, ecco l’ultimo punto, costituito dalla richiesta di procedure per la possibilità di accedere al contributo di cui alle ordinanze nn. 2, 4, 7 e 17 del Commissario per la Ricostruzione da parte di coloro che hanno ripristinato le unità immobiliari ivi comprese le attività produttive. La circostanza che ci siano pratiche di ripristino delle unità immobiliari ed in particolare le attività produttive, come quelle citate, evidenzia la volontà della comunità di Casamicciola Terme di ripartire anche a proprie spese, smentendo le voci che vogliono la comunità inerte, per cui l’associazione chiede una nota esplicativa e un’ordinanza per questi casi specifici.

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