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Notti da incubo a Ischia, c’è l’interrogazione di Giustina Mattera

Dopo lo sfogo social raccontato da Il Golfo (“Ghettizzati a casa nostra”) arriva l’interpellanza della consigliera al sindaco Ferrandino. Chiesta una conferenza di servizi con le forze dell’ordine

Il suo sfogo con quell’amara considerazione (“Ghettizzati a casa nostra”) lo avevamo riportato nell’edizione domenicale del nostro giornale ed oggettivamente non era passato inosservato. Perché le riflessioni di Giustina Mattera, nutrizionista e consigliera comunale di Ischia, sono le stesse di tanti cittadini isolani costretti a fare i conti nel mese di agosto con “mao mao” e “muschilli” capaci di fare casino fino all’alba e oltre mancando di rispetto a tutti. Ma dopo le parole, l’esponente politico del gruppo consiliare “Per Ischia” ha deciso di passare agli atti e lo ha fatto presentando un’interrogazione al sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino avente ad oggetto “Schiamazzi notturni e disturbo della quiete pubblica centro cittadino”.

Nel testo la Mattera scrive: “La sottoscritta Dr.ssa Giustina Mattera, Consigliere Comunale, capogruppo del gruppo consiliare Per Ischia; Considerato che a norma dell’art. 48, comma 1, lett. B e D, dello statuto comunale, il Sindaco, quale ufficiale di governo, emana gli atti in materia di ordine e sicurezza pubblica e sovraintende alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone il Prefetto; Considerato altresì che l’art.659 del Codice Penale prevede il c.d. Disturbo della Quiete Pubblica, sanzionato con ammenda e/o con la reclusione fino a 3 anni e che la giurisprudenza sul tema precisa che ai fini dell’integrazione del reato di disturbo della quiete pubblica è necessario che i rumori, gli schiamazzi e le altre fonti sonore indicate dalla norma superino la normale tollerabilità ed abbiano, anche in relazione alla loro intensità, l’attitudine a propagarsi ed a disturbare un numero indeterminato di persone; Considerato inoltre che l’art. 718 del Codice Penale punisce con l’arresto da tre mesi ad un anno e con l’ammenda chiunque in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un gioco d’azzardo o lo agevola…”.

La consigliera comunale poi aggiunge di aver personalmente verificato “che da lustri, come testimoniato da innumerevoli esposti, articoli di giornali, interrogazioni, consigli comunali, ecc, gruppi di ragazzi, nella zona adiacenti i litorali di San Pietro, Lido e della Mandra (Via Marone, Via De Rivaz, Via Buonocore, Via Pontano, C.so Vittoria Colonna e relative traverse), nel periodo estivo, durante tutta la notte e fino alle prime luci dell’alba, si abbandonano ad episodi di schiamazzo notturno, con intercalare di urla, bestemmie, turpiloqui di ogni genere, con frequenza quotidiana, nonché al gioco d’azzardo” e che “alcuni concittadini, con iniziativa personale, hanno provato ad interloquire e a chiedere ragione del comportamento ricevendo in cambio insulti, minacce e più volte aggressioni fisiche e che l’intervento più volte richiesto delle forze dell’ordine non ha prodotto alcun risultato soddisfacente”. Una serie di motivazioni sufficienti per interrogare il primo cittadino e chiedere allo stesso “quali misure intende intraprendere e/o ha intrapreso per salvaguardare il diritto alla quiete dei cittadini e dei turisti dimoranti nelle zone in precedenza indicate, invitandolo a convocare, ad horas, stante la gravità ed intollerabilità della situazione, conferenza di servizio con le forze di polizia esistenti sul territorio (VVUU, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Associazioni di volontariato), onde concordare la migliore strategia da intraprendere per evitare il reiterarsi delle condotte dedotte, tanto a breve quanto a lungo termine. Riservandosi l’eventuale attivazione della procedura di cui all’art. 48, comma 5, dello Statuto del Comune di Ischia e significando che la presente verrà estesa per opportuna conoscenza ai vertici dei locali Uffici di polizia, si resta in attesa del riscontro scritto, auspicando incisiva e solerte attività per debellare il dedotto malcostume che deturpa l’immagine del Comune”.

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