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Nuota e scompare, scatta l’allarme: ma era in barca con gli amici

SCHIA. Mettiamola così, spesso capita che quando si è in vacanza si finisca col perdere la cognizione del tempo e dello spazio. Si finisce talmente con l’essere assorti nel relax che ci si può tranquillamente distrarre dimenticandosi anche che non si è sbarcati da qualche parte da soli ma in compagnia. Quando c’è il mare di mezzo, però, e a un certo punto fai perdere le tue tracce, allora è chiaro che si può temere per la sorte di chiunque, specialmente quando il soggetto in questione non dà assolutamente segnali ai suoi familiari.

E così nella zona della spiaggia dei Maronti si sono vissuti momenti di autentica paura. Tutta colpa di un uomo il quale si era tuffato nelle acque per concedersi una bella nuotata. Salvo però sparire nel nulla all’improvviso. Il mare era in condizioni ottimali, niente affatto agitato, ma la moglie non vedendo tornare il proprio congiunto dopo alcune ore di assenza si è spaventata ed ha così allertato tanto le forze dell’ordine quanto i bagnanti presenti sull’arenile e gli addetti al salvataggio esternando i propri timori. Anche perché, tra l’altro, pur volendo non avrebbe potuto far nulla da sola dal momento che non sa nuotare. Il risultato è stato che di lì a poco è scattata una vera e propria caccia all’uomo con l’arenile e le acque circostanti che venivano perlustrate palmo a palmo. Ovviamente le ricerche coinvolgono tutti: si mobilitano nell’ordine la guardia costiera, poi si aggiunge anche la motovedetta della guardia di finanza. E insieme ai tutori dell’ordine a rimorchio anche decine di persone presenti in spiaggia e qualche imbarcazione privata.

La tensione sale ma poi il giallo si risolve dopo circa un’ora di ricerche. L’uomo, infatti, incurante del fatto che fosse ricercato quasi più di un “evaso”, aveva raggiunto a nuoto l’imbarcazione di alcuni amici che si trovavano a bordo di una barca che aveva ormeggiato al largo dei Maronti. E, per farlo via mare, non aveva portato con se alcun oggetto personale e dunque nemmeno il telefono cellulare. Una volta a bordo, poi, si era concesso qualche ora di riposo, pennichella che nemmeno gli aveva permesso di rendersi conto di quanto stesse succedendo nella baia dei Maronti. Alla fine tutto è bene quel che finisce bene, anche se la povera moglie difficilmente dimenticherà quei sessanta minuti di angoscia. E non vorremmo essere nei panni del povero marito, cui certo non saranno stati riservati soltanto baci e abbracci.

 

 

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