POLITICA

Ordinanza sulla musica, ecco lo “spartito” di Enzo

Il sindaco di Ischia spiega le finalità e i reali limiti del provvedimento diretto a fronteggiare l’inquinamento acustico

Nelle ultime ore c’è stato anche chi ha avuto da ridire sull’ordinanza n.50 emanata dal sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino. Il provvedimento, com’è noto, impone ai pubblici esercizi di nuova apertura il divieto di svolgere  “trattenimento pubblico, di cui all’articolo 69 del Tulps, in locali che sfruttano dehors o altre strutture amovibili concesse su suolo pubblico, ancorché insonorizzate, per cui eventuali Scia di trattenimento pubblico musicale e danzante presentate dalla data di pubblicazione della presente ordinanza saranno rigettate”.

Un provvedimento teso  a contrastare gli inconvenienti derivanti dall’inquinamento acustico cercando di bilanciare il diritto al riposo e quello allo svago, interessi in qualche caso confliggenti ma entrambi legittimi, disponendo una precisa demarcazione tra pubblici esercizi già esistenti e quelli di nuova apertura. Per i primi che utilizzano spazi esterni ai locali stessi, il provvedimento dispone il rispetto delle ordinanze già vigenti che fissano gli orari di cessazione dell’attività musicale e danzante, “visto che l’aumento dei pubblici esercizi che svolgono attività di intrattenimento, ed il prolungamento di queste attività nelle ore notturne incide negativamente sulle condizioni di vivibilità, determinando spesso fenomeni di disturbo della quiete pubblica, intralcio alla viabilità e danneggiamenti”, ma anche perché, “come riportato dalle forze dell’ordine, si sono verificati e tuttora si verificano atti di vandalismo all’uscita ed in prossimità di locali frequentati da giovani avventori con danneggiamenti di arredi urbani, con conseguenti riflessi negativi sull’immagine turistica dell’isola e grave disturbo alla quiete pubblica di residenti e turisti”.

«L’ordinanza disciplina l’apertura di nuovi pubblici esercizi di categoria C, quindi discoteche che utilizzano lo spazio pubblico come luogo per l’attività. Abbiamo stabilito il divieto secondo cui non si potranno più aprire discoteche sui marciapiedi»

Lasciando da parte il linguaggio asettico della burocrazia, il sindaco spiega così le motivazioni del provvedimento: «Al di là degli interventi che possono essere realizzati per rendere insonorizzati gli spazi per l’attività musicale, esiste comunque un problema di immissioni moleste. Immissioni che in varie zone del territorio finiscono per compromettere l’ordine pubblico. Mi riferisco soprattutto alle zone centrali del paese, da Corso Vittoria Colonna, via Roma, alla zona portuale, dove purtroppo negli anni sono andate progressivamente aumentando le lamentele, al punto che nei pressi del porto si sono verificate diverse disdette da parte di chi aveva stipulato contratti con Ischia Risorsa Mare, proprio a causa dell’eccessiva rumorosità protratta nelle ore notturne». Va ricordato che gli esercizi si suddividono in tre categorie: la A, costituita dai ristoranti, la categoria B, cioè i bar, mentre la categoria C comprende le discoteche o comunque l’intrattenimento danzante. «L’ordinanza – continua il sindaco – disciplina l’apertura di nuovi pubblici esercizi di categoria C, quindi discoteche che utilizzano lo spazio pubblico come luogo per l’attività. Noi abbiamo stabilito il divieto secondo cui non si potranno più aprire discoteche sui marciapiedi, pur con accorgimenti d’insonorizzazione. Quelle che già esistono dovranno adeguarsi rispettando gli stessi orari per l’intrattenimento musicale previsto per bar e ristoranti, cioè fino all’una di notte in alcuni periodi di bassa stagione, e fino alle due come orario limite per i periodi di alta stagione».

Le critiche di alcuni dunque sono destituite di fondamento: «C’è chi ha preso lucciole per lanterne – commenta il primo cittadino – in quanto il provvedimento tende soltanto a normalizzare una situazione che si era generata e che poteva creare ulteriori motivi di caos e di disagio in alcuni siti del territorio comunale, laddove con un dehors insonorizzato su un marciapiede (quindi area pubblica) si allestivano intrattenimenti musicali che si protraevano fino alle cinque del mattino. Esistono già degli esercizi di tipo C, che possono organizzare attività musicale fino all’alba, ma all’interno di proprietà private, di immobili già strutturati e perfettamente insonorizzati».

«Le discoteche già esistenti dovranno adeguarsi rispettando gli stessi orari per l’intrattenimento musicale previsto per bar e ristoranti, cioè fino all’una di notte in alcuni periodi di bassa stagione, e fino alle due come orario limite per i periodi di alta stagione»

Per la cronaca le violazioni all’ordinanza, che saranno punite con le modalità previste dal vigente regolamento comunale, in caso di  reiterazione e di grave pericolo per la sicurezza urbana, per l’igiene pubblica o in caso di notevoli alterazioni della circolazione stradale, possono provocare l’immediata sospensione dell’attività per un periodo da 10 a 20 giorni. Inoltre, se la violazione si verifica per attività che si svolgono su suoli o spazi pubblici dati in concessione, quest’ultima può essere revocata.

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