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Paradosso EVI: ripara la condotta e si becca la multa

L’incredibile disavventura patita dall’ente che si occupa del servizio di acquedotto e fognature, che si è visto rifilare una contravvenzione dalla Città Metropolitana per aver riparato una condotta che si trovava su una strada provinciale. Ma una convenzione del 2002 lo rendeva possibile…

Se non fosse che ci troviamo a fine maggio, qualcuno potrebbe scambiarlo per un pesce d’aprile. O magari per una barzelletta raccontata da un fantasioso articolista. Tranquilli, quello che stiamo per raccontarvi è tutto vero e lo possiamo sintetizzare in poche semplici parole prima di sviscerare la vicenda nei dettagli. Di fatto la Città Metropolitana di Napoli ha deciso di multare l’EVI, azienda che si occupa del servizio di acquedotto e fognature sull’isola d’Ischia. Quello che fa sorridere (ma si fa per dire, perché in realtà ci sarebbe esclusivamente da piangere) sono le motivazioni che hanno portato all’adozione di questo drastico provvedimento: di fatto, la colpa o se preferite il “peccato mortale” dell’ente guidato dal liquidatore Pierluca Ghirelli sarebbe quella di aver provveduto a riparare una condotta che si era rotta in un’arteria principale del territorio di Forio e dunque evitare non soltanto sprechi di acqua ma anche problemi alla cittadinanza ed alla collettività.

In questa vicenda dai contenuti e contorni a dir poco surreali, all’Evi è stato elevato un verbale di accertamento di violazione alle norme del Codice della Strada. Di fatto si legge quanto segue: “Il giorno 14 maggio 2021 alle ore 9 presso Uffici Servizio Tutela e Controllo sull’Uso delle Strade località di don Bosco, Comune di Napoli, i F.F.S.S. Mauriello Sabatino e Poerio Vittorio, l’I.S. Bianco Francesco, a seguito di segnalazione della Direzione Gestione Tecnica Strade e Viabilità della Città Metropolitana di Napoli hanno accertato che in data 26 aprile 2021, sulla strada provinciale ex SS 270 anello dell’isola verde, all’altezza del Supermercato Todis, Ghirelli Pierluca (che viene citato in quanto legale rappresentante dell’EVI, ndr) ha violato l’art. 21 c1 c4 per avere senza autorizzazione della Città Metropolitana di Napoli eseguito lavori di scavo sulla carreggiata allo scopo di riparare una perdita su una condotta idrica”. Avete capito bene, secondo i tecnici della ex Provincia di fronte a un guasto del genere l’EVI avrebbe dovuto attendere il nulla osta e non operare d’urgenza. Se non siamo alle comiche davvero poco ci manca ma non è tutto perché nel verbale sono riportate anche le modalità di estinzione per ovviare al “crimine” perpetrato. Nello specifico si legge che pagando entro cinque giorni si applica una misura ridotta e dunque l’importo da versare è di “appena” 606.20 euro mentre se si dovesse provvedere al saldo entro 60 giorni dalla notifica la somma da bonificare arriverebbe a 866 euro.

In realtà l’Evi non verserà un solo euro nelle casse della Città Metropolitana, dove evidentemente la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Tra l’ente di Piazza Matteotti e la Energia Verde Idrica spa, infatti, esiste una convenzione datata 27 settembre 2002 avente ad oggetto proprio la disciplina delle autorizzazioni occorrenti per l’esecuzione di lavori di allacciamenti idrici e la sistemazione delle condotte fognarie sulle isole di Ischia e Procida. E questa convenzione spiega che in realtà per ogni intervento di somma urgenza comunicato la società Evi dovrà far pervenire all’ufficio ente entro e non oltre cinque giorni dall’esecuzione dell’intervento “domanda in bollo con indicazione degli interventi realizzati e della data di ultimazione degli stessi unitamente ai seguenti elaborati: relazione tecnica e illustrativa con l’esatta denominazione della strada, individuazione delle aree oggetto dell’intervento, descrizione dello stato manutentivo dei tratti stradali interessati, illustrazione degli interventi realizzati e precisazioni in merito alla natura degli stessi tali da giustificare un intervento di somma urgenza nonché eventuali ulteriori opere eseguite e specifiche tecniche; corografia generale in idonea scala; stralcio planimetrico; dettagliata documentazione fotografica degli interventi eseguiti e del ripristino stradale realizzato”. Insomma, non ci voleva uno scienziato per capire che l’Evi non andava assolutamente multata. Ma, al netto di quelli che sono protocolli e convenzioni, appare francamente inconcepibile che un ente possa pensare di multare un altro ente. Ma evidentemente questa è diventata l’Italia. Aveva proprio ragione Franco Battiato: povera

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