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Picchiata, umiliata, privata della libertà: un vero film dell’orrore

Il racconto di Maria (nome di fantasia), la giovane isolana vittima per cinque anni di ogni tipo di sopruso da parte dell’ex fidanzato, che non si è fermato nemmeno quando la relazione sentimentale si è conclusa. Una serie di testimonianze che fanno davvero rabbrividire raccolte nell’atto d’accusa al 22enne casamicciolese

Un vero film dell’orrore. Non può descriversi diversamente l’incubo vissuto dalla giovane ischitana vittima di stalking, il cui ex fidanzato è finito agli arresti domiciliari dopo l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Anna Imparato. Un’odissea durata cinque anni e che ha raggiunto vette inimmaginabili soprattutto quando nel febbraio 2021 lei decide di interrompere una relazione fatta di violenze fisiche e soprattutto psicologiche. I fatti che vengono raccolti nella denuncia querela sporta da Maria (la chiameremo così, con un nome di fantasia, per tutelarne la privacy) presso la stazione dei carabinieri, sono devastanti e non a caso nell’ordinanza viene specificato che quella relazione era stata cessata “per scelta della donna a causa della violenza ed eccessiva possessività dell’indagato”. Così Maria agli inquirenti “esponeva che il predetto, incapace di accettare la fine del loro rapporto, aveva cominciato a minacciarla, seguirla, tempestarla di telefonate, dirette anche alle sue amiche e volte praticamente a conoscere i suoi movimenti. Il tutto le aveva provato un profondo stato di ansia e timore per la sua incolumità. In particolare la donna evidenziava che a parte dal secondo anno del loro rapporto, il X divenne possessivo, volendo praticamente sapere ‘con chi parlavo e con chi interagivo durante la sua assenza’ e avendo in diverse occasioni comportamenti violenti e intimidatori ai suoi danni, nel tempo aggravatisi, che la portarono, quindi, nel 2021, a lasciarlo”.

LA RICHIESTA DI FOTO PER SINCERARSI CHE LA RAGAZZA FOSSE A CASA

Maria racconta poi nel dettaglio le vessazioni subite dopo aver lasciato il fidanzato e davvero qui si apre un romanzo drammatico. C’è l’assurdo episodio del 4 marzo 2021, quando l’indagato contatta Maria continuamente dicendo che le deve parlare e che l’avrebbe raggiunta ovunque si trovasse. Lei, una volta giunta a casa, fu nuovamente contattata dal 22enne casamicciolese e qui il racconto è diretto: “Dubbioso del mio arrivo a casa mi chiedeva tramite applicazione di messaggistica istantanea whatsapp di scattare alcune fotografie e video che rappresentassero e lo rassicurassero sul mio ritorno effettivo in casa. A quel punto decisi di assecondarlo perché sapevo benissimo che in caso contrario non si sarebbe fermato. Inviate dette fotografie, lo stesso diceva che io in realtà non ero in casa in quanto lui si era recato presso il posto dove era parcheggiata la mia autovettura e le aveva toccato la marmitta insistendo che la stessa era fredda ed insinuando che in realtà non fossi uscita con la mia macchina”. Di fronte alle ennesime farneticazioni, si legge nel dispositivo, Maria gli intimava di smetterla altrimenti avrebbe chiamato i carabinieri e contestualmente lo bloccava su whatsapp ed instagram.

LE MINACCE IN STRADA E LA DENUNCIA AI CARABINIERI

Ma questo cambia poco. Passano due giorni e gli scenari si ripetono in maniera ancor più incredibile. Un’amica contatta Maria e le dice che X lo aveva chiamato per avere notizie su dove sii trovasse. Pochi minuti prima della mezzanotte la ragazza riceve la chiamata di altre due amiche: la prima lamenta che la sua serata fosse stata rovinata dalle continue chiamate del casamicciolese, la seconda gli riferiva che il suo ex fidanzato si era mostrato particolarmente nervoso e per questo motivo le consigliava di non uscire di casa. Non è tutto, nell’ordinanza viene specificato che “entrambe, inoltre, la mattina successiva le raccontavano che X quella sera aveva girato tutta l’isola, recandosi nei posti frequentati dalla donna per cercarla”. E’ una escalation irrefrenabile, una vera e propria discesa negli inferi. Siamo al 20 marzo, Maria sta passeggiando per Forio in compagnia di due suoi amici, quando nota la presenza dell’ex fidanzato che le rivolge espressioni del tipo “Azz, te truat u cumbagniell nuov” e “Vieni a parlare se tieni le palle, tu mi hai rubato in casa, contatti tutte le persone che mi sono vicine, sei na zoccola”. Il 22enne si allontanava, ma sarebbero seguite diverse telefonate sul cellulare da parte dell’indagato che contattava Maria con un numero sconosciuto, chiamate a cui rispondeva la sua amica e che sarebbero terminate soltanto quando la vittima avrebbe messo il telefono in modalità “aereo”. Questo è anche il giorno, per la cronaca, in cui la madre viene investita e nel quale ci si decide a raccontare tutto ai carabinieri, facendo di fatto scattare l’indagine.

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PICCHIATA A LETTO DALL’EX CHE ENTRO’ IN CASA DA UNA FINESTRA

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La giovane ragazza manifestava dunque evidenti stati d’ansia per i citati comportamenti ma anche timore per la propria incolumità tanto da riferire ai carabinieri: “E’ da circa un mese che non esco più di casa se non per andare in abitazioni di altri e gli spostamenti sono fatti sempre insieme a qualcuno perché ho il timore che lui mi possa aggredire in ogni momento ed in ogni posto”. Ed è in questo contesto che Maria racconta anche episodi di violenza subiti negli anni della relazione sentimentale, uno dei quali ha francamente dell’incredibile. La ragazza racconta un episodio risalente all’estate 2020: “Verso le ore 6 del mattino, mi svegliai con lui senza maglietta che mi riempiva di schiaffi al volto e mi tirava giù dal letto prendendomi per le caviglie. Ricordo che quel giorno non c’era nessuno in casa poiché mia madre era già al lavoro e non avevo dormito insieme a lui, quindi probabilmente lo stesso era entrato dalla finestra, a mia insapuita”. La madre poi rientrò a casa preoccupata perché la figlia non aveva risposto a dei messaggi e lei racconta sempre agli investigatori: “Mi trovò a terra con la schiena poggiata sulla sponda del letto e X in piedi che urlava parolacce contro di me del tipo ‘sei una puttana, zoccola, tu vai a fare la troia, sei la merda delle femmine, meriti di essere trattata così, sei una zingara, sono io che ti ho reso femmina’”. Poi l’uomo si allontanò.

L’AMICA DEL CUORE: VOLEVA SEMPRE SAPERE DOVE E CON CHI SI TROVASSE

Ovviamente sono state sentite e raccolte anche diverse testimonianze, tutte nella stessa direzione e cioè confermative della condotta violenta e ossessiva di X. In particolare la migliore amica di Maria, confermava sostanzialmente ai carabinieri le dichiarazioni della persona offesa e in particolare l’estrema gelosia e possessività del giovane casamicciolese che non le consentiva di vivere una vita serena per una ragazza della sua età. L’amica riferisce testualmente che “non le permetteva di uscire con le amiche, doveva sempre sapere dove sii trovava e con chi stava durante la sua assenza. Era tipico di X presentarsi all’improvviso in modo molto nervoso e portarla via con sé. In particolare riteneva che Maria fosse di sua esclusiva proprietà e che pertanto doveva dargli conto in qualsiasi momento”. E poi aggiungeva che “con il passare del tempo Maria, pur ribellandosi saltuariamente a tali atteggiamenti, finiva sempre con l’assecondarlo in quanto aveva paura delle sue reazioni”. E a tal proposito confermava che “in data 13 settembre 2020, Maria mi inviava tramite whatsapp una fotografia ritraente lei con dei lividi evidenti al volto e sulla spalla, raccontandomi che verso le sette del mattino nella stessa giornata il X, entrando dalla finestra della sua camera da letto, aveva iniziato una discussione, arrivando perfino a controllare il cellulare e la somma di denaro spesa nella serata precedente che aveva passato con un altro gruppo di amici. Al termine di questa discussione l’aveva picchiata senza alcun motivo e solo all’arrivo della madre si fermava e scappava di casa. Da quell’episodio la stessa decideva di non voler uscire più di casa e mi rappresentava di non volerlo denunciare perché aveva paura di sue reazioni violente”. Ma la testimone nella sua deposizione racconta anche di aver assistito ad incredibili episodi di violenza, in uno di questi X “fermava l’auto improvvisamente e buttava fuori dalla stessa la mia amica, costringendola a camminare a piedi fino alla sua abitazione. Inoltre giunti in tale luogo continuava ad offendere Maria fino ad arrivare a dargli degli schiaffi che gli facevano volare gli occhiali”.

SE NON RISPONDEVA AL TELEFONO, SE LO RITROVAVA OVUNQUE FOSSE”

Il film dell’orrore potrebbe davvero proseguire a lungo, c’è anche una testimonianza resa ai carabinieri da un cugino della vittima che si commenta da sola: “X esercitava su Maria una sorta di manipolazione continua. Infatti Maria da quando stava con lui non poteva più essere libera di svolgere la propria vita normalmente. Ad esempio doveva riferiva a X qualsiasi persona con cui si frequentava in sua assenza. Gli era proibito di uscire con altri ragazzi se non con lui. Se veniva a sapere di ciò andava in escandescenze e si scagliava contro Maria. In più occasioni Maria che mi ha raccontato che quando non lo rispondeva al telefono, se lo ritrovava all’improvviso ovunque ella fosse. Infatti ricordo circa un anno fa che siccome Maria non aveva avvisato X che sarebbe uscita insieme a me e ad un’altra amica che ora non ricordo, lo stesso si presentava davanti a casa sua proferendogli testuali parole: Tu mi devi dire con chi esci, perché io devo stare tranquillo. Non devi uscire con persone con cui non voglio. Era talmente agitato che andò a svegliare addirittura la madre di Maria nonché mia zia, per redarguirla sulla figlia, in quanto non si comportava bene”.

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