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Positivi e quarantene, la scuola è già in sofferenza

Le testimonianze delle dirigenti scolastiche Marilisa Mancino e Lucia Monti, che illustrano gli sforzi per la ripartenza didattica nel momento in cui i contagi aumentano con grande rapidità

Che la ripresa delle lezioni non sarebbe stata semplice era chiaro da un pezzo. Ecco quindi com’è andato questo primo scorcio di settimana di inizio anno, nelle parole di due qualificate addette ai lavori, alle prese con l’intrico delle norme anti-covid e i protocolli didattici. Marilisa Mancino, dirigente dell’istituto Ibsen di Casamicciola, spiega: «È stato un rientro “emergenziale”, perché molte unità del personale sono assenti, così come sono assenti diversi studenti, per vari motivi, tra chi è in quarantena e chi è risultato positivo.

Non sapevamo che il numero degli alunni positivi fosse così alto, perché non ci era stato comunicato prima della riapertura della scuola. Non vanno poi dimenticati gli assenti a causa del timore dei contagi. Nella scuola dell’infanzia sono quasi tutti assenti, nella primaria c’è una rilevante percentuale di presenti, mentre nella scuola secondaria di primo grado abbiamo un’alta percentuale di assenti. Adesso eseguiremo un tracciamento, una classe andrà in Dad, anche se non sappiamo per quanto tempo. Abbiamo mandato a tutti l’informativa delle norme per la quarantena, anche se in giro c’è molta confusione: nonostante la crescita del numero dei contagi, i familiari di alcuni positivi continuano a uscire senza osservare le norme precauzionali, e molti di coloro che presentano sintomi e che poi sono risultati positivi non avvertono neanche il medico di famiglia, cosa strana perché comunque la positività è comunque comunicata alla scuola. In ogni caso abbiamo affrontato risolutamente questo momento non certo facile».

Marilisa Mancino (Ibsen): «È stato un rientro “emergenziale”, molti assenti tra personale e studenti. Il numero degli alunni positivi è molto alto, e non vanno poi dimenticati gli assenti a causa del timore dei contagi»

Anche secondo Lucia Monti, dirigente della Sms “G. Scotti” di Ischia, la ripartenza è stata tutt’altro che semplice: «Si è trattato di un rientro molto problematico, come si potrà immaginare, visto che di mattina eravamo già pronti per la Dad, poi al pomeriggio è arrivata la sospensiva del Tar, con il conseguente sconvolgimento dell’organizzazione. Ci siamo dovuti attrezzare e fare uno screening analitico della situazione, visto che molti ci avevano segnalato già alcune positività, cosa che implicava l’attivazione della Dad per i ragazzi in quarantena. Non c’è nemmeno stato il tempo per trovare un accordo tra i colleghi: personalmente ho seguito la procedura, attenendomi fedelmente alle direttive e alle circolari interministeriali, senza tralasciare nulla, lavorando molto in segreteria coi docenti coordinatori per l’analisi della situazione di tutte le 33 classi. Operando alacremente ogni giorno fino a sera tardi, credo che abbiamo fatto un buon lavoro. Certamente non è da elogiare questo repentino cambio di rotta, che ci ha spiazzato, come anche questa normativa che definirei “volatile”, ma adesso siamo a buon punto e possiamo lavorare con un minimo di serenità. Il collegio dei docenti e il consiglio d’Istituto sono stati molto collaborativi. È stato un lavoro d’equipe che ci fa ben sperare.

Lucia Monti (Scotti): «Abbiamo retto bene a un rientro prevedibilmente problematico, anche se il repentino cambio di rotta dovuto alle controversie al Tar ci ha spiazzato, così come non aiuta questa normativa “volatile”»

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Ovviamente non sono tempi facili: la diffusione del contagio è rapidissima, ogni giorno si registrano dalle otto alle nove positività. Abbiamo messo in Dad diverse classi seguendo la normativa (cioè con tre casi positivi scatta la didattica a distanza), perché in tre giorni abbiamo riscontrato un incremento molto elevato dei contagi. Abbiamo relazionato quotidianamente la situazione al ministero, anche se da quanto si apprende la situazione isolana è meno grave di ciò che accade in città. Qui i genitori sono molto attenti, hanno bisogno di certezze che non sempre vengono date. Persistono perplessità sulla linea da seguire: alcuni sono d’accordo sulla Dad, altri sulla lezione in presenza. Dunque non sempre si trova la quadra. Altri dubbi arrivano dalla mancata applicazione della norma sulle mascherine Ffp2 alle scuole, che sono rimaste sfornite di tale dispositivo, per il quale occorre un budget importante visto l’uso quotidiano per ogni persona: noi ne abbiamo chiesto una fornitura a tutela delle categorie più fragili. Resta la questione della mensa scolastica: non sappiamo se inizierà a breve termine. Dubbi anche sull’organico covid, alcuni lavoreranno fino al 31 marzo, da quella data ci sarà nuovamente incertezza, in base alle economie e alle risorse disponibili da parte del Ministero, e noi speriamo che ci venga confermato. Sarà un inverno non semplice, ne siamo consapevoli, e speriamo di superarlo: dovremo destreggiarci nel marasma delle norme, ma penso che la cosa più importante sia di garantire il diritto allo studio. Anche a distanza, abbiamo il dovere di sostenere i nostri ragazzi, che affrontano il terzo inverno in Dad. È una situazione dura anche dal punto di vista formativo, ma non escluderemo nessuno: il nuovo regolamento d’istituto stabilisce costanti tutele per le situazioni di fragilità».

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