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CRONACA

Procida “incontra” la famiglia Regeni

Questo pomeriggio alla 18.30 appuntamento virtuale dalla sala consiliare con i genitori di Giulio e l’avvocato Alessandra Ballerini: gli studenti del “Caracciolo” dialogheranno con loro

Sono trascorsi cinque anni dal rapimento in Egitto di Giulio Regeni, poi torturato e barbaramente ucciso dai suoi spietati aguzzini. Un giovane italiano, impegnato nel completare il percorso di studi, ha visto crudelmente strappati i propri progetti di vita con una tale ferocia da infliggere una ferita assai profonda nell’animo di tutti gli italiani.

Il Comune di Procida, da sempre particolarmente vicino alla famiglia, ha organizzato un incontro virtuale con i genitori di Giulio, Claudio e Paola, e con il loro avvocato Alessandra Ballerini, che oggi, giovedì 13 maggio, alle ore 18,30, dialogheranno con gli studenti e dell’istituto “Caracciolo – Giovanni da Procida” e con la dirigente Maria Saletta Longobardo in un incontro moderato dal giornalista Pasquale Raicaldo e introdotto dal consigliere alle politiche giovanili Luigi Primario. “Sarà un onore poter manifestare la nostra solidarietà ai Regeni – sottolinea Primario – che sono stati capaci di riversare ogni energia per ottenere la verità, per chiedere che vengano ricostruite le responsabilità e affermare così quel principio di giustizia che costituisce principio fondamentale di ogni convivenza umana e diritto inalienabile di ogni persona”.
Nel corso dell’incontro, che sarà trasmesso in diretta Facebook sulla pagina del Comune di Procida e, in collaborazione con Nuvola Tv, sul canale 859 del digitale terrestre  – si parlerà in particolare del libro “Giulio fa cose”, scritto da Alessandra Ballerini, Claudio Regeni e Paola Deffendi per Feltrinelli.
“Il Comune di Procida chiede a gran voce che vengano accertate le responsabilità in questa vicenda – aggiunge il sindaco Dino Ambrosino – e si schiera, come sempre e incondizionatamente, a favore della verità”.  Procida era stato peraltro tra i primi comuni italiani a conferire la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, lo studente egiziano che frequentava l’Università di Bologna prima di essere arrestato il 7 febbraio dello scorso anno in Egitto, al Cairo.

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