CRONACA

Raccolta di sangue, fumata bianca a Ischia

Grazie alla collaborazione con la Protezione Civile, saranno messi a disposizione i locali del presidio sanitario di via Mirabella per le donazioni

Si è finalmente sbloccata in maniera positiva la situazione relativa all’esigenza di una sede adeguata per le donazioni di sangue sull’isola d’Ischia. È infatti di ieri la notizia secondo cui l’Asl ha messo a disposizione in maniera permanente i locali presso il presidio sanitario “San Giovan Giuseppe” in via Mirabella a Ischia Ponte. Grazie a un protocollo d’intesa, la struttura sarà riservata alle donazioni di sangue grazie alla collaborazione della Protezione Civile, che contribuirà all’organizzazione delle varie iniziative di raccolta.

Dunque, anche se per domani la raccolta si effettuerà presso il teatro polifunzionale, d’ora in poi si potrà nuovamente contare, come sede principale oltre che stabile, sulla citata struttura attigua al presidio. È stato così risolto un problema che il Cudas, il Comitato unitario per la difesa e il diritto alla salute, ha evidenziato da tempo, tramite appelli per i quali si erano mobilitate anche diverse amministrazioni comunali dell’isola, e anche il consigliere regionale Borrelli aveva interpellato i vertici Asl.

Per fortuna la situazione ha quindi avuto un esito positivo dopo le tante incertezze di questa estate, quando si è rischiato di dover cancellare le donazioni programmate per la mancata messa a disposizione di spazi adeguati. Una situazione insostenibile, proprio sull’isola dove a fronte di un sempre più folto e motivato gruppo di donatori, organizzato dalla Fidas-Advs Ischia, che svolge da decenni una encomiabile opera di sensibilizzazione sui temi della donazione del sangue e di fidelizzazione dei volontari, si era ormai costretti a girovagare ogni settimana in cerca di una soluzione di fortuna, spesso concessa solo all’ultimo momento, per il venir meno della disponibilità dei locali del presidio sanitario a Ischia Ponte. Una struttura che, come ribadito dalla presidente del Cudas, Gianna Napoleone, per la sua collocazione e per le sue caratteristiche è certamente la più idonea per accogliere le donazioni, come fu anche ritenuto dall’allora dirigenza sanitaria locale, quando si decise di spostare gli appuntamenti periodici della raccolta sangue dall’ospedale “Rizzoli” di Lacco Ameno proprio presso il presidio ischitano.

Era sembrato incomprensibile il rimpallo della responsabilità di trovare una sede alternativa per le donazioni, e pure con l’invito a farlo “da subito”, sull’associazione di volontariato che svolge con ottimi risultati (1500 sacche all’anno dall’isola) il suo compito di ricerca dei donatori e di programmazione concordata delle raccolte con il “Cardarelli” e le autorità sanitarie locali. Parimenti incomprensibile era il fatto che, mentre l’associazione continuava a essere sollecitata da Napoli a moltiplicare le date e i donatori per aumentare il numero delle sacche prodotte, sul territorio non si riusciva ad assolvere l’impegno di garantire le condizioni più favorevoli e appropriate al sereno e corretto svolgimento di un’attività sanitaria, che non può essere vagante da un posto all’altro dell’isola. Adesso, grazie al citato protocollo d’intesa, la struttura sarà agibile senza difficoltà dando una “casa” all’attività di raccolta del sangue sul territorio nostrano, con l’auspicio che anche in altre zone dell’isola possano essere fissati nuovi punti dove i cittadini potranno recarsi a donare senza troppi disagi.

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