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Riaprono le discoteche, ma sull’isola non si balla

Solo tra una settimana riapriranno il Blanco e l’Ecstasy. Al Valentino si tornerà a ballare solo dal 26 marzo. E i gestori si augurano che stavolta si riparta senza più fermarsi per rilanciare un settore fortemente colpito dalla pandemia

Si torna a ballare, ma non sull’isola di Ischia. Dopo quasi due anni di stop imposto dalla pandemia – interrotto solo per pochi mesi nell’estate del 2020 e nell’autunno 2021 -, infatti, riaprono le discoteche. Ma, come detto, non sull’isola. Sabato prossimo, 19 febbraio, riaprirà il Blanco e l’Estasy. Bisognerà aspettare il mese di marzo, il 26, per invece, per poter tornare a ballare al Valentino. Scelte obbligate, quelle dei gestori, le cui attività sono chiuse ormai da quasi due anni.

 «È una riapertura faticosa – ha spiegato Maurizio Pasca, presidente di Silb-Fipe, organizzazione che raggruppa molti operatori – in molti non ci riusciranno e lo farà solo chi è sopravvissuto. Siamo stati trattati come figli di un dio minore fino a oggi ed ora torniamo a riappropriarci del nostro diritto al lavoro, ma non so in che modo. Molti non ce l’hanno fatta, hanno svenduto le aziende per pochi soldi». Le regole – Silb-Fipe ha diffuso sui social un video tutorial in cui vengono chiarite le norme da rispettare: la capienza sarà ridotta al 75% per i locali all’aperto, al 50% per quelli al chiuso. E ci sarà l’obbligo di esibire il Super Green pass e di indossare le mascherine, anche se non in pista, e di mantenere la distanza interpersonale di due metri. Sull’isola, come detto, per ora non si riapre. Gli eventi sono programmati a partire dal prossimo weekend temendo un dietrofront dell’ultimo secondo. Le ragioni sono principalmente organizzative, in quanto l’allestimento dei locali richiede tempo e cura. Ma anche legate al periodo.  

«Siamo chiusi dal 14 agosto dello scorso anno tranne che per una piccola parentesi lo scorso autunno – spiega Peppe Borsò – e stiamo stati additati come ‘untori’. Per tutti il Covid esisteva solo di notte ed in discoteca, ma così non è. E lo hanno dimostrato i dati legati alla curva del contagio»

I dati

Dai dati dell’associazione Silb-Fipe risulta che sono 3.459 le discoteche in Italia, per un fatturato annuo di 2 miliardi. «L’ammontare dei ristori è stato di appena 80 milioni di euro», spiega Pasca. Il tema quindi resta un tasto dolente per i gestori e per le associazioni di categoria che sono d’accordo nel rilevare che il blocco imposto è stato troppo lungo, in assenza di ristori adeguati alle perdite.

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«Siamo stati più penalizzati rispetto ad altri ma abbiamo voglia di ricominciare e di ripartire», sottolinea il proprietario del Blanco che e chiosa: «Speriamo che questa sia la volta buona»

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«Siamo chiusi dal 14 agosto dello scorso anno tranne che per una piccola parentesi lo scorso autunno – ha detto Borsò – e stiamo stati additati come ‘untori’. Per tutti il Covid esisteva solo di notte ed in discoteca, ma così non è. E lo hanno dimostrato i dati legati alla curva del contagio». «Siamo stati più penalizzati rispetto ad altri», insiste. «Abbiamo voglia di ricominciare e di ripartire», sottolinea il proprietario del Blanco e chiosa: «Speriamo che questa sia la volta buona».

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