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Ricostruzione, si discute su costi e contributi

Ieri nuova riunione tecnica nella sala consiliare di Piazza Santa Restituta tra gli uffici tecnici di Casamicciola e Lacco Ameno

Nuovo round delle “consultazioni” tra gli uffici tecnici di Casamicciola e Lacco Ameno. La riunione ieri pomeriggio si è nuovamente svolta nella sala consiliare di Lacco. All’esame le numerose criticità emerse dal testo della bozza d’ordinanza di ricostruzione per i danni pesanti provocati dal sisma del 21 agosto 2017. Nella sessione di ieri ci si è prevalentemente concentrati sugli articoli 5 e 6, relativi alla determinazione dei costi ammissibili al contributo, e alle modalità di calcolo del contributo stesso. Come si ricorderà, su queste colonne avevamo anticipato i vari dubbi che sorgono dagli articoli in questione in relazione alle tabelle sui costi parametrici. I valori indicati nella bozza sono tali da determinare alcuni paradossi, che il sindaco Castagna, dimostrandosi fine esegeta del documento, aveva esemplificato in relazione al livello di sicurezza uniforme che va raggiunto per ogni “aggregato edilizio” ai fini della determinazione del contributo il costo parametrico: la previsione per ciascun edificio è contenuta in un’apposita tabella in relazione al livello operativo riconosciuto, maggiorato del 10%. Tale maggiorazione diventa pari al 15% qualora l’aggregato sia costituito da almeno tre edifici. Cosa che crea situazioni paradossali come quella in cui tre abitazioni riunite in un unico aggregato edilizio, rispettivamente con classificazione L2, L3 e L4, in caso di demolizione di quest’ultima, fa sì che il contributo che percepirà il suo titolare finirebbe per essere analogo a quello percepito dall’abitazione classificata L3, cioè molto meno.

E allo stesso modo due abitazioni di un unico aggregato, di cui la prima di estensione pari a meno della metà del totale, ma con classificazione di danni lievi, mentre l’altra abitazione, che comprende più del 50% dell’estensione complessiva, è classificata da ricostruire. In tal caso, entrambi i titolari percepiranno un contributo pari a quello delle abitazioni classificate come danni lievi: ma in tal modo il proprietario dell’appartamento classificato da ricostruzione andrebbe a percepire meno della metà di quanto effettivamente gli spetterebbe in base all’originaria classificazione.

Altre previsioni che si vorrebbe modificare sono quelle contenute nelle tabelle. Una di esse stabilisce i costi parametrici per gli interventi sulle costruzioni, con un valore massimo ricavato dai prezzi in vigore nel settore dei lavori pubblici dell’Italia Centrale, ma che si rivelano inadeguati se confrontati con il corrente prezzario della Campania. Una sperequazione che si riverbera inevitabilmente anche sulle percentuali delle varie maggiorazioni (per l’efficientamento energetico, per l’ubicazione in zone sottoposte a vincolo ecc.). La riunione si è conclusa intorno alle 18.30, per essere aggiornata a oggi. Si rivela dunque più impegnativa del previsto la revisione del testo destinato a diventare la prossima ordinanza che il commissario Schilardi varerà per dare il via alla ricostruzione.

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