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Rischio idrogeologico, l’annuario Ispra lancia l’allarme

Il dossier dedica una sezione al sima che il 21 agosto 2017 ha colpito isola di Ischia

Oltre 6 milioni di abitanti sono residenti in aree dove vi è un forte rischio di dissesto idrogeologico, mentre la popolazione a rischio frane, se si considerano le 2 classi a maggiore pericolosità (elevata e molto elevata), è pari a oltre 1,2 milioni di abitanti. Questo quanto emerso dall’Annuario 2018 dei dati ambientali dell’Ispra, presentato a Montecitorio. Un fenomeno che coinvolge molte aree della Regione Campania ed in modo particolare quelle che si trovano sui Monti Lattari, tra Castellammare e l’area di Gragnano ed Agerola. Recentemente, del resto, un dossier realizzato dall’Ordine provinciale degli ingegneri mise in evidenza come proprio nella zona di Pozzano vi fossero situazioni di grave pericolo per la tenuta idrogeologica. I principali eventi di frana nel 2017 sono stati 172 e hanno causato complessivamente 5 vittime, 31 feriti e danni prevalentemente alla rete stradale, eventi distribuiti in particolare nelle regioni Abruzzo, Campania, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Marche. Diverse sono state le frane che si sono attivate/riattivate in Abruzzo, sia a causa dello scioglimento della neve caduta nell’eccezionale nevicata del 18 gennaio del 2017, sia delle intense precipitazioni. Dal punto di vista, della sismicità, nel 2017 quattro eventi hanno raggiunto e superato Magnitudo 5, tutti avvenuti il 18 gennaio, con epicentri in provincia de L’Aquila. I terremoti di Magnitudo pari o superiore a 4 sono stati 16, di cui 13 nell’area epicentrale della sequenza de Centro Italia. Degno di rilievo e’, inoltre, il terremoto che ha colpito l’isola di Ischia il 21 agosto che, seppure di Magnitudo 4, ha procurato molti danni al patrimonio edilizio e 2 vittime. Nel 2017 nessun evento sismico ha raggiunto Magnitudo 6.  

L’Annuario 2018 dei dati ambientali dell’Ispra dedica una sezione al terremoto che il 21 agosto 2017 ha colpito Casamicciola. “Nel 2017 si è protratta la sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 in Centro Italia. Gli eventi principali (18 gennaio e 3 febbraio) non hanno superato Magnitudo momento 5,5. Gli effetti indotti sull’ambiente sono stati attivazioni di frane, che non hanno provocato danni su strutture antropiche, e riattivazioni di frane preesistenti. Il 21 agosto 2017 un terremoto di Magnitudo durata 4,0 ha colpito il settore settentrionale dell’Isola di Ischia, circa 1 km a SW rispetto all’abitato di Casamicciola Terme (località Majo).

Nonostante il basso valore di Magnitudo, il terremoto ha provocato due vittime, crolli e lesioni di abitazioni e crolli di manufatti (in particolare di muretti a secco). Gli effetti sull’ambiente sono stati essenzialmente fratture nel terreno e crolli e distacchi in roccia. L’indicatore descrive gli effetti ambientali indotti da nuovi terremoti. Oltre a danneggiare direttamente gli edifici, le infrastrutture e il patrimonio culturale, i terremoti provocano effetti sull’ambiente naturale (geologici e ambientali) classificabili in primari e secondari. Gli effetti primari sono direttamente legati all’energia del terremoto e consistono in deformazioni permanenti della superficie topografica come la fagliazione superficiale, la subsidenza o il sollevamento di porzioni di territorio; gli effetti secondari, invece, sono legati essenzialmente allo scuotimento, come le frane sismo indotte, la liquefazione dei terreni granulari, le fratture. I terremoti generalmente inducono anche variazioni idrologiche nel regime delle sorgenti e possono generare onde anomale (tsunami) sia in mare sia in bacini di minore dimensione”.  

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