CRONACA

Sale l’attesa per la nuova protesta degli stagionali

L’appuntamento è previsto per domani alle ore 9 a Piazza Antica Reggia, la manifestazione è stata indetta dal Comitato di Lotta.Savio: Allarme povertà e rischio suicidi

Il “Comitato di Lotta dei Lavoratori Stagionali e non dell’Isola d’Ischia” ha indetto una nuova manifestazione di protesta a tutela dei diritti dei lavoratori isolani che si terrà in piazza Antica Reggia nel comune di Ischia,  mercoledì prossimo 10 giugno 2020 a partire dalle ore 9.00. “Sulla nostra Isola – spiega Gennaro Savio, Presidente del “Comitato di Lotta dei Lavoratori Stagionali e non dell’Isola d’Ischia” -, si stima che su oltre 10.000 lavoratori stagionali, circa 9.000 non abbiano ancora beneficiato dei contributi economici elargiti dal governo Conte per l’emergenza coronavirus, a partire dal bonus di marzo per cui, oltre alle 600.00 euro del decreto cosiddetto “Cura Italia”, gli stagionali non riceveranno neppure i 1.200 euro stanziati per loro dalla regione Campania. Si tratta di 1.800 euro negati ad ogni unità lavorativa e a cui spettano di diritto e che moltiplicati per 9.000 lavoratori, privano l’economia isolana di una gittata economica di ben 16.200.000 di euro. Un disastro per tutta l’economia isolana sempre più stagnante. Se  a questo poi aggiungiamo che molti stagionali, e pensiamo ad esempio a chi ha sottoscritto contratti a tempo indeterminato, non riceveranno neppure i bonus dei mesi di aprile e di maggio per un totale di 1600 euro ulteriormente sottratti ad ogni lavoratore, e allora le cifre da capogiro sono destinate ad aumentare di gran lunga.

Senza stipendio e senza sussidi da ben sei mesi a causa del lockdown e della mancata riassunzione, migliaia di stagionali stanno patendo letteralmente la fame e se non si dovesse correre ai ripari, da subito ci ritroveremo a dover fare i conti con povertà diffusa e suicidi. Perché ridursi a non avere i soldi neppure per fare la spesa e per  pagare le bollette, significa perdere la dignità e non tutti riuscirebbero a sopportare il peso di questa condizione disumana. Di qui la decisione – continua Savio – di scendere nuovamente in piazza a protestare. Una protesta cosciente e di classe con cui difendiamo a spada tratta il diritto dei lavoratori a non perdere la dignità. Attaccando le responsabilità politiche che hanno generato questa situazione inverosimile ed insostenibile e, al tempo stesso, proponendo soluzioni al dramma degli stagionali e dei disoccupati in genere. Le nostre rivendicazioni sono chiare. Pretendiamo che i bonus relativi ai mesi di marzo, aprile e maggio vengano elargiti a tutti coloro che l’inverno scorso hanno percepito la Naspi, sussidio che già di per se dà al lavoratore lo status di stagionale. Altro che fare differenze assurde tra lavoratori che appartengono alla stessa categoria, tra chi ha sottoscritto un contratto a tempo indeterminato o determinato, o chi lo ha sottoscritto con un’agenzia di somministrazione, ex interinale o con l’azienda turistica. Ma non è tutto. Per evitare di dover fare la fame per i prossimi due anni, chiediamo con forza che finiti gli effetti dei bonus di marzo, aprile e maggio, venga corrisposta la Naspi o la Cassa Integrazione sino alla prossima riassunzione, a tutti coloro che dal 1 giugno risultino essere disoccupati. E ancora. Chiediamo il prolungamento della Naspi sino all’assunzione nel 2021, per tutti quei lavoratori che quest’anno riprenderanno a lavorare e lo faranno, purtroppo per solo due o al massimo tre mesi. Ma la battaglia delle battaglie sarà il ritorno all’indennità di disoccupazione che nel passato ci è stata dimezzata con la Naspi. Ma non è tutto.  In più chiederemo senza se e senza ma all’amministrazione comunale di Ischia di destinare, così come ha fatto il Comune di Capri, il milione e seicentomila euro annunciato dal sindaco Enzo Ferrandino per le imprese, a tutti gli  stagionali, a partire da quelli che non hanno ancora ricevuto e che non riceveranno nessun bonus. Infine – conclude Gennaro Savio -, come Comitato chiederemo rassicurazioni sulle condizioni di lavoro a cui saranno sottoposti gli isolani che avranno la fortuna di riprendere a lavorare in quanto già si vocifera, con insistenza, che con il pretesto della crisi economica, qualche datore di lavoro possa pretendere maggiori ed ingiustificati sacrifici e disumano sfruttamento ai propri dipendenti. Da questo punto di vista non chiediamo nulla di straordinario, ma solo ciò che ci spetta per Legge, e cioè il pieno rispetto del Contratto Collettivo Nazionale del Turismo.

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