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Sanità, Il Cudas: «D’Amore, quale destino per L’UTIC di Lacco Ameno?»

di Sara Mattera

Ischia.  Ancora luci ed ombre sull’intricata vicende dell’Utic di Lacco Ameno. Come i lettori ricorderanno, infatti, lo scorso 14 Ottobre, nello stesso giorno in cui sul nostro territorio isolano si è svolta la mobilitazione popolare per rivendicare servizi sanitari efficienti e per manifestare  dissenso per la paventata soppressione dell’Unità Coronarica di Terapia Intensiva del nosocomio lacchese, il commissario ad acta della Regione Campania, Joseph Polimeni e il sub-commissario D’Amario, hanno indirizzato una nota al dirigente dell’Asl Napoli2 Nord, Antonio D’Amore, in merito alla vicenda dell’Utic isolana. Nella missiva, Polimeni, sottolineava che “nulla vietava all’azienda sanitaria napoletana di prevedere un’unità coronarica nel presidio dell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, come articolazione definitiva dela UOC cardiologica nel prossimo atto aziendale in via di definizione”.  Detto in poche parole, Polimeni – colui che, nel Maggio scorso, aveva varato, nel disegno del nuovo piano ospedaliero della Regione Campania, la soppressione dell’ospedale di Procida e dello Utic di Ischia –  sembrava aver lasciato la decisione della permanenza dell’Unità coronarica isolana nella mani dell’Asl Napoli2 Nord. Ed è proprio a tal proposito che i conti non tornano. In linea teorica, infatti,  la decisione finale di sopprimere o  meno l’Utic  di Ischia deriverebbe comunque dal Piano Ospedaliero Regionale la cui approvazione definitiva non è ancora avvenuta. Queste dichiarazioni decisamente contrastasti hanno sollevato, quindi, le perplessità della comunità isolana.

Ecco perché, nella giornata di ieri, il Cudas, il Comitato Unitario per il Diritto alla Salute, ha indirizzato una lettera ad Antonio D’Amore  al fine di avere risposte esaustive in merito a questa vicenda tutt’altro che chiara. «Egregio direttore – scrive la presidente Gianna Napoleone – come Comitato Unitario per il Diritto alla Salute dell’Isola d’Ischia abbiamo appreso dalla stampa locale che il 14 ottobre scorso il commissario ad acta Polimeni e il sub commissario ad acta D’Amario, le hanno indirizzato una nota a proposito del futuro dell’Utic dell’ospedale “Rizzoli” che, come lei ben sa, rappresenta per la popolazione isolana una priorità assoluta. Ed è proprio partendo dalle ultime parole di Polimeni che sorgono alcuni interrogativi circa l’effettiva portata di quella che a Ischia abbiamo interpretato, comunque, come una novità positiva. Dopo il nostro incontro del 12 settembre nel  corso del quale ritenemmo di non dover trattare del problema Utic, in quanto ci era stato più volte ripetuto dagli amministratori isolani che la sua mancata previsione nel nuovo piano ospedaliero – qualificata come un mero errore – era gia stata corretta, avevamo letto una sua dichiarazione sull’argomento in cui si evinceva che lei aveva reiteratamente sollecitato un emendamento al piano stesso, al fine di salvaguardare l’unità coronarica del presidio isolano.  È del tutto evidente, dunque, che a suo parere, vi era bisogno di una modifica del piano ospedaliero per garantire un futuro al servizio che attualmente non è previsto. Ma quell’ emendamento non si è mai concretizzato e lo stesso commissario Polimeni non fa alcun accenno nella nota all’intenzione di modificare il Piano Ospedaliero. Ora, alla luce di quest’ ultimo intervento del Commissario e Sub commissario si può considerare sufficiente quanto già prevede l’atto aziendale per salvare l’Utic di Ischia, nonostante quanto resta scritto nel piano ospedaliero? E la Cardiologia con l’Utic confermata dall’Atto Aziendale all’ospedale di Ischia, come si raccorderà al sistema di “Hub & Spoke” su cui è basata la Rete Cardiologica disegnata dal Piano Ospedaliero Regionale?”. Nella medesima nota, il Comitato ha poi avanzato anche dubbi in merito allo stesso atto aziendale varato dall’Asl Napoli2 Nord che allo stato d’arte risulta essere definitivo e non in via di definizione come sottolineato, invece nella nota sottoscritta da Polimeni. L’ennesima dichiarazione, insomma, poco chiara e che lascia, dunque, molteplici dubbi. Sulla scia di queste perplessità, il Comitato ha, quindi, concluso: “Come Cudas, facendoci interpreti delle preoccupazioni della cittadinanza isolana circa il futuro dell’Unità Coronarica in un territorio in cui le patologie cardiache rappresentano la prima causa di morte con l’aggravante dei limiti e dei rischi legati all’insularità, auspichiamo che lei voglia dare risposta quanto prima questi dubbi e interrogativi, per chiarire cosa realmente si prospetta per l’Utic e per l’Uoc Cardiologia dell’ospedale “Rizzoli”.

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