CRONACAPRIMO PIANO

Sbarchi vietati dal nord Italia sulle isole, ecco l’ordinanza di De Luca

L’accesso a Ischia, Procida e Capri sarà vietato ai gruppi composti da più di sei persone provenienti dalle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna oltre che dalle province di Pesaro-Urbino e Savona. Tra le altre misure, il controllo della temperatura per tutti coloro che si imbarcheranno dai porti di Sorrento, Napoli Beverello, Calata di Massa e Pozzuoli

Chiamatelo pure Vincenzo salva tutti. Proprio mentre sull’isola ci si interrogava sull’arrivo imminente di una nuova serie di autobus con a bordo turisti provenienti dalla Lombardia e dal Veneto – le zone maggiormente colpite dal famigerato coronavirus, ormai incubo italiano e planetario – e ci si preparava ad un’altra domenica di passione, polemiche ed anche psicosi collettiva (come quella vissuta il 23 febbraio) ecco che nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata l’ordinanza del presidente della giunta regionale della Campania che taglia la testa al toro. Sbarchi vietati non soltanto a Ischia ma pure a Procida e Capri per comitive superiori a sei persone ed ecco che i pullman provenienti dal Nord diventano soltanto un lontano miraggio. Il dispositivo non porta una data di scadenza e dunque sarà in vigore fino alla revoca dello stesso, che tutti ovviamente sperano possa avvenire quanto prima, perché significherebbe che pian piano si sta ritornando alla normalità.

TUTTI I PUNTI DEL PROVVEDIMENTO VARATO DA DE LUCA

Ma cosa recita l’ordinanza varata dal governatore Vincenzo De Luca? Dispone testualmente innanzitutto quanto segue: “La limitazione all’accesso alle isole del golfo di Napoli di gruppi organizzai di visitatori provenienti dalle Regioni e Province di cui agli allegati 2 e 3 al DPCM 1 marzo 2020, attraverso il divieto di imbarco sulle linee di collegamento con le isole a comitive di tali gruppi organizzati composte da più di sei persone”. Per essere precisi, il riferimento è ai cittadini delle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e delle province di Pesaro-Urbino e Savona.

Queste tutte le altre disposizioni: “L’obbligo di adozione di misure di controllo individuale e di rilevazione della temperatura corporea di tutti i passeggeri in imbarco verso le isole; la costituzione, al fine dell’espletamento delle attività di cui alla precedente lettera b) da parte di personale sanitario, di n. 4 postazioni di verifica, attraverso l’utilizzo di strutture già esistenti ovvero di postazioni mobili da installarsi all’uopo, rispettivamente presso i punti di imbarco del porto di Sorrento, dei moli di Porta di Massa e Beverello nel Comune di Napoli e nel porto di Pozzuoli; l’obbligo, in capo agli esercenti i servizi di collegamento, di effettuare sanificazioni straordinarie degli abitacoli e di adottare ogni misura idonea a garantire l’osservanza delle distanze minime tra i passeggeri in attesa agli imbarchi e a bordo, anche attraverso la limitazione del numero di passeggeri da imbarcare, ove necessario, oltre alle ulteriori misure di prevenzione previste dai provvedimenti delle autorità statali”. Contestualmente De Luca ha dato mandato all’unità di crisi regionale di procedere ad ogni azione finalizzata all’attivazione dei quattro presidi anche in accordo con la Croce Rossa ed alle autorità marittime e alle polizie locali dei Comuni interessati di vigilare sul rispetto delle disposizioni. L’ordinanza, per la cronaca, è stata notificata alle compagnie di navigazione, ai sindaci dei Comuni delle isole del golfo di Napoli, al prefetto, alle capitanerie di porto.

LA LETTERA DI ANTONIO D’AMORE E I TIMORI DELL’ASL

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Sono stati diversi i fattori che hanno spinto De Luca ad adottare l’ordinanza e lo stesso lo spiega nella premessa della stessa quando ricorda come, sempre con una nota che reca la data di ieri, “il direttore generale della ASL NA 2 Nord, relazionando in ordine all’episodio sopra richiamato (il riferimento è alla positività di un turista bresciano al coronavirus) ha rappresentato che la promiscua provenienza di comitive di turisti, considerato l’andamento epidemiologico sul territorio nazionale nonché la presenza sull’isola di un presidio ospedaliero di piccole dimensioni e le ridotte risorse umane sul territorio nel dipartimento di Prevenzione che non permettono una attenta e scrupolosa sorveglianza sanitaria per numeri superiori, in uno alla difficoltà dei trasporti marittimi da e verso l’isola (per pazienti positivi a Covid 19 impossibilità di trasporto con elisoccorso) impongono di considerare l’adozione di misure finalizzate a prevenire e contenere il rischio del diffondersi del contagio, visto, tra l’altro il continuo afflusso di turisti sull’isola anche in questo periodo”.

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LA LUNGA NOTA CON IL GRIDO D’ALLARME DEI CINQUE SINDACI

Nell’ordinanza si fa riferimento anche ad una missiva dei termalismi isolani e soprattutto di una dettagliata nota che i cinque sindaci dell’isola d’Ischia (Enzo Ferrandino, Giovan Battista Castagna, Francesco Del Deo, Rosario Caruso e Dionigi Gaudioso avevano indirizzato al presidente della giunta regionale, al direttore generale della ASL Na 2 Nord Antonio D’Amore ed al prefetto di Napoli Marco Valentini avente ad oggetto ovviamente l’emergenza epidemiologica da Covid 19.

Nel testo i primi cittadini scrivono: “In relazione all’oggetto, si fa seguito a precorse comunicazioni, intervenute anche per le vie brevi, concernenti l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Gli scriventi, sindaci dei Comuni dell’isola di Ischia, a seguito della circostanza che nel Comune di Forio si è verificato, presso una struttura alberghiera, un caso positivo di Covid-19 di cittadino italiano proveniente dalla Provincia di Brescia, accertato in data 3 marzo 2020 che ha richiesto – nelle more delle ulteriori verifiche disposte dall’autorità sanitaria – il momentaneo ricovero del paziente presso l’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno, l’applicazione del protocollo e il conseguente isolamento in un ambiente all’uopo dedicato secondo le disposizioni dell’autorità sanitaria, avendo appreso che nel corso del prossimo fine settimana e precisamente a partire dal 7 marzo 2020 è previsto l’arrivo presso diverse strutture alberghiere dell’isola d’Ischia di ulteriori gruppi di turisti provenienti dalle Regioni italiane in cui sono stati registrati e censiti dalle autorità sanitarie numerosi casi di contagio da malattia infettiva Covid-19, esprimono forte preoccupazione in relazione al pericolo di nuovi possibili casi di positività al virus sul territorio dell’isola e chiedono alle autorità in indirizzo di valutare ulteriori particolari misure di salvaguardia della salute pubblica considerata la particolare natura della località turistica e la ulteriore circostanza che l’eventuale verificarsi dei casi di positività (sia pure nelle more delle verifiche disposte dal protocollo) potrebbe richiedere l’isolamento presso l’unica struttura ospedaliere dell’isola, di più pazienti con conseguente possibile compromissione della funzionalità dei reparti dell’ospedale Anna Rizzoli, attesa la necessità di reperire più stanze per il ricovero temporaneo e più unità di personale medico e paramedico da impegnare nelle procedure previste dal protocollo per fronteggiare i casi riscontrati”.

I cinque sindaci isolani proseguono nella loro esposizione segnalando ai destinatari della nota che “per dovere d’ufficio, a tutela delle comunità rappresentate e degli stessi ospiti dell’isola, occorre rilevare che il trasferimento dell’unico paziente risultato positivo al Covid-19 dall’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno alla struttura deputata alla sua accoglienza, Domenico Cotugno di Napoli, si è realizzata secondo le modalità e i tempi previsti dal protocollo grazie alle perfette condizioni meteo marine che hanno consentito il trasporto del paziente in continente in condizioni di sicurezza”. Un particolare, questo, certo da non trascurare perché con un mare agitato (fenomeno peraltro abbastanza frequente in questa parte della stagione) le cose sarebbero state decisamente più difficili. Ferrandino, Castagna, Del Deo, Caruso e Gaudioso sottolineano ancora che “hanno l’obbligo di rappresentare alle autorità in indirizzo che in caso di sospensione dei collegamenti da e per il continente per avverse condizioni meteo marine, eventuali pazienti per i quali dovesse disporsi il trasferimento sarebbero costretti a permanere presso l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno per più giorni con conseguenti rilevanti profili di criticità per la struttura”.

I sindaci concludevano così la loro missiva: “Si resta in attesa di cortese urgente riscontro o comunque di ogni ritenuta rassicurazione anche al fine di notiziare le locali di ogni ritenuta rassicurazione anche al fine di notiziare le locali comunità rappresentare circa la più proficua interlocuzione con le competenti autorità sanitarie anche in considerazione della circostanza che la stagione turistica – a regime – per l’isola d’Ischia coincide convenzionalmente con la settimana santa che si apre con la domenica delle Palme e termina il 1 novembre in occasione delle festività di Ognissanti”.

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