CRONACAPRIMO PIANO

Schianto nella notte, tragica fine per Manuel Calise

Il 17enne lacchese era alla guida di uno scooter ed è deceduto dopo uno spaventoso impatto sulla Litoranea di Casamicciola con una Fiat Panda guidata dal 22enne Simone Conte, risultato negativo al test alcolemico e denunciato con l’accusa di omicidio stradale. La vittima è stata sbalzata finendo sulla scogliera. Il cordoglio degli amici, l’isola ancora una volta sotto choc

Le parole non ci sono più, sono volate via da tempo. Insieme a tanti discorsi che a ogni tragedia continuiamo a ripetere quasi come degli automi, ma forse a questo punto senza crederci più di tanto. L’isola registra un’altra vittima della strada, l’ennesima: ancora una volta la nostra comunità precipita nello sconforto e nel dolore per la perdita di una giovane vita. E’ successo tante, troppe volte, ed anche stavolta il filo conduttore è tutto in una parola: inspiegabile. L’impressione è che ci troviamo davanti ad una escalation ormai irrefrenabile e dinanzi alla quale sembriamo esserci quasi rassegnati. Ma su queste considerazioni, che ormai contano come i cavoli a merenda, ci soffermeremo più avanti. Prima il racconto di un atroce destino che ha strappato alla vita e ai suoi affetti il diciassettenne lacchese Manuel Calise, che avrebbe festeggiato la maggiore età tra venti giorni. Un giovane studente della classe V di Scienze Applicate del Liceo Ischia che ha trovato la morte in modo assolutamente atroce nella notte tra mercoledì e ieri sulla litoranea tra Casamicciola e Lacco Ameno, nella zona in cui insiste l’eliporto.

La dinamica del sinistro è di quelle terribili e manifestano anche alle volte quanto il fato possa essere crudele, perché forse anche soli dieci secondi di ritardo avrebbero potuto mutare il corso degli eventi. Sono le ore 1.40, è notte, per strada non circola praticamente nessuno. Manuel vuole con il suo scooter in direzione Lacco Ameno, dall’altra parte della strada sopraggiunge una Fiat Panda guidata dal 22enne S.C. Un appuntamento drammatico in quella curva che già in un passato più e meno recente è stato teatro di drammatici incidenti. I due veicoli entrano a contatto e lo fanno in una maniera pesantissima, tanto pesante che lo scooter finisce sbriciolato, la macchina perde una ruota e finisce la sua corsa ribaltandosi su un fianco e il povero Manuel Calise viene sbalzato via finendo sugli scogli sottostanti. Un volo pazzesco, che gli costa la vita. Sul posto arrivano polizia, carabinieri ma anche i vigili del fuoco cui spetta il compito più ingrato, quello di recuperare il corpo senza vita del povero ragazzo finito esanime sulla scogliera, a pochi passi dal mare. Un’operazione che va avanti a lungo e che è tutt’altro che semplice, oltre che evidentemente straziante. Così come l’arduo compito di dover comunicare ai genitori quanto successo, un’esperienza che verosimilmente nessun tutore dell’ordine vorrebbe mai vivere nel corso della propria attività professionale.

Le indagini vengono affidate agli agenti del commissariato di polizia, guidati dal vicequestore Maria Antonietta Ferrara e naturalmente dell’accaduto viene notiziato il sostituto procuratore di turno dott. Pavia. S.C. – che si è fermato dopo il sinistro dando l’allarme e provando anche a prestare i soccorsi, per quanto complesso vista la dinamica dell’incidente – viene immediatamente sottoposto a test alcolemico e tossicologico. L’esito è negativo, il giovane non si trovava al volante in stato di alterazione. Viene sottoposto agli adempimenti di rito e condotto presso gli uffici di via delle Terme. Gli viene contestato il reato di omicidio stradale, ma nei suoi confronti non scatta l’arresto: il 22enne se la cava con una denuncia in stato di libertà all’autorità giudiziaria. Nel frattempo viene disposto il trasferimento della salma di Manuel Calise presso l’Istituto di Medicina Legale del Secondo Policlinico di Napoli per l’effettuazione dell’esame autoptico, ma è chiaro che le attenzioni sono tutte indirizzate nel dare una spiegazione all’impatto tra i due mezzi, in una strada che certo storicamente si presenta insidiosa ma è facilmente percorribile ed ha ampi spazi su entrambe le corsie. Troppo facile pensare all’alta velocità come causa principale di una morte che resta assurda e alla quale nessuno vuole credere. Quasi a voler esorcizzare il colore rosso sangue che ormai colora le nostre strade, facendoci precipitare in un incubo dal quale purtroppo non riusciamo proprio a tirarci fuori.

Nel frattempo è giorno e l’isola si risveglia nella disperazione più cupa. Inizia una vera e propria processione verso il luogo della tragedia, ci sono anche i compagni di scuola di Manuel, affranti, quasi increduli. Arrivano fiori, pensieri di varia natura, viene affisso pure uno striscione per ricordare l’amico scomparso ed i messaggi di cordoglio che compaiono su facebook ed instagram sono davvero strappalacrime, come vi raccontiamo in queste pagine. Adesso arriverà il momento della riflessione, che purtroppo non porterà a nulla: per qualche giorno ci divertiremo a interrogarci su questo e quello, faremo i filosofi sui social e poi tutto tornerà alla normalità. Che ci avvolge e nel contempo ci condanna: perché tante morti sulle nostre strade pesano sulle coscienze di tutti noi, e non riuscire a venire a capo di una situazione del genere è un qualcosa di inaccettabile.

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