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Schiuma a Sant’Angelo, l’esito dei prelievi: non era inquinamento ma “bloom” di alghe

Arriva una buona notizia per la qualità del nostro mare, che in questa estate 2020 continua a confermarsi davvero su livelli di eccellenza

Non c’è traccia di tensioattivi nelle chiazze di schiuma individuate a Sant’Angelo d’Ischia, in prossimità delle spiagge dell’istmo, nelle scorse settimane: si tratta di materiale organico in decomposizione e, come già nelle prime ipotesi evidenziate dal team della stazione zoologica Anton Dohrn, di un fenomeno di cosiddetto bloom algale.

E’ quanto emerge dall’esito delle analisi che l’area marina protetta “Regno di Nettuno”, in collaborazione con la Guardia Costiera di Ischia, ha chiesto all’Arpac. “Una risposta per certi versi tranquillizzante – sottolinea il direttore dell’Area Marina Protetta Antonino Miccio – perché nega l’effetto di inquinamento industriale nel mare di Sant’Angelo. Allo stesso tempo, però, il bloom di alghe è correlato all’aumento della temperatura del mare e, in senso lato, ai processi di antropizzazione, che abbiamo tutti il dovere di mitigare”.

I campioni di acqua “sospetta” erano stati prelevati grazie a un pronto intervento della Guardia Costiera di Ischia, al comando del tenente di vascello Andrea Meloni, in una operazione che ha ancora una volta confermato la sinergia tra istituzioni, trovando anche la piena collaborazione del team del laboratorio ischitano del Dohrn.

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